Acciaio

In Europa titoli siderurgici sotto pressione con dazi Trump, corrono gli americani

A farne le spese nel Vecchio Continente è soprattutto ArcelorMittal, in forte calo ad Amsterdam. In flessione sul listino olandese anche Aperam

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Titoli siderurgici sotto pressione sulle Borse europee dopo i nuovi dazi sul settore annunciati dal presidente americano Donald Trump. Per contro, volano nel pre mercato di Wall Street tutti i principali titoli americani del settore, a partire da Us Steel (+7%) la cui fusione con Nippon Steel era stata bloccata nei mesi scorsi da Joe Biden. A fare le spese della mossa di Trump, in Europa, è soprattutto ArcelorMittal che ad Amsterdam che è arrivata a perdere oltre due punti e mezzo. In flessione di oltre un punto sul listino olandese anche Aperam . A Vienna Voestalpine perde l'1%, così come arretra Salzgitter a Francoforte. Thyssenkrupp limita i danni con un calo frazionale, in recupero rispetto ai livelli di apertura.

L’effetto-dazi si è fatto sentire anche sui produttori asiatici. A Seul Posco Holding ha perso l’1,4% e Hyundai Steel lo 0,9% e a Tokyio Nippon Steel è arretrata dello 0,5%. Trump ha annunciato che imporrà dal 10 febbraio un dazio del 25% sull’alluminio e l’acciaio importati negli Stati Uniti. Il dettaglio delle misure sarà reso noto in giornata. I gruppi siderurgici europei rappresentano circa il 15% delle importazioni negli Stati Uniti. Tra i gruppi europei “la società più colpita è ArcelorMittal che realizza il 13% del suo fatturato negli Stati Uniti”, hanno indicato gli analisti di Oddo Bhf.

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La settimana scorsa il direttore finanziario di ArcelorMittal ha dichiarato che l’impatto degli allora eventuali dazi americani è stimato a circa 100 milioni di dollari per trimestre. Thyssenkrupp ha dichiarato che circa il 5% della sua produzione annuale è esportata verso gli Usa. Nel 2023 gli Usa hanno importato complessivamente circa 82,1 miliardi di dollari di acciaio e ferro e 27,4 miliardi di alluminio, esportando al tempo stesso 43,3 miliardi di acciaio e ferro e 14,3 miliardi di alluminio.

Le importazioni per la maggior parte provengono dal Canada, dal Messico e dalla Cina, ma sono rilevanti anche i flussi da Corea del Sud, Brasile e Germania seguiti da Taiwan, India, Giappone e Italia. Trump aveva già imposto dazi sulla siderurgia nella sua prima presidenza, salvo poi concedere esenzioni a molti Paesi, tra cui Canada e Messico. I dazi hanno il sostegno da alcuni sindacati Usa e dai produttori domestici, ma - come fanno notare gli economisti - rischiano di far aumentare i costi input per un'ampia gamma di industrie manifatturiere Usa.

Come detto, andamento opposto nel pre mercato di Wall Street per i titoli americani del settore siderurgico, che evidentemente saranno favoriti dai dazi sulle importazioni. Al di là di Us Steel Corporation (+7%), si preparano a un'apertura in forte rialzo Cleveland-Cliffs (+8%), Nucor Corporation (+8%) e Steel Dynamics (+5%), giusto per citare i nomi più noti del segmento.

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