Sisma in Marocco, 2.862 morti. Rabat accetta aiuti da 4 Paesi ma non dalla Francia
Il sisma si è sentito con particolare intensità a Marrakesh, Agadir, Rabat e Casablanca. La Croce Rossa: l’emergenza nel paese potrebbe durare anni. Nonostante la rottura diplomatica anche l'Algeria ha offerto soccorritori. nedici e unità cinofile
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I punti chiave
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Si scava, senza sosta e anche a mani nude. A due giorni dal sisma che ha fatto tremare il Marocco è corsa contro il tempo per trovare ancora vita sotto i cumuli di macerie: “Le prossime ore sono cruciali” ricorda la Croce Rossa e la Mezza Luna Internazionale. Soprattutto in quelle zone rurali e remote, epicentro del sisma, che ancora restano isolate, con i soccorsi che fanno fatica a raggiungere i villaggi dove, secondo i primi bilanci, il terremoto ha ucciso più della metà delle vittime finora accertate. Il bilancio dei morti è aumentato a quota 2.862, secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dal ministero dell’Interno. I feriti sono almeno 2.562. Tornato proprio da Parigi - dove era in visita privata - poche ore dopo la micidiale scossa di magnitudo 7, il re Mohammed VI non ha ancora visitato le zone colpite, scatenando l'indignazione di alcuni media, e si è limitato sin qui a partecipare a una riunione di crisi del governo, finita con un comunicato e senza alcuna dichiarazione al Paese.
Aiuti: 1 milione di euro dalla Ue
In risposta al devastante terremoto che ha colpito il Marocco centrale la notte dell’8 settembre, l’Unione Europea ha messo a disposizione un primo aiuto umanitario di un milione di euro per soccorrere le persone più colpite. Questo finanziamento iniziale sosterrà gli sforzi di soccorso dei partner umanitari nel paese, come la Mezzaluna rossa marocchina. Sin dalle prime ore successive al terremoto, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’Ue segue da vicino la situazione ed è in contatto con le autorità marocchine per offrire loro la piena assistenza dell'Ue in materia di protezione civile.
Anche il sistema satellitare Copernicus dell’Ue è stato attivato il 9 settembre per fornire servizi di mappatura di emergenza. Il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarcic ha dichiarato: «Il tragico terremoto in Marocco ha causato terribili sofferenze e perdite di vite umane. Per esprimere la solidarietà dell'Ue con il popolo marocchino, stiamo sbloccando un finanziamento di 1 milione di euro per contribuire a rispondere alle esigenze più urgenti della parte di popolazione più colpita».
Nuove scosse
Il collegamento tortuoso tra Marrakech e le montagne dell'Atlante è interrotto, danneggiato anche dopo che oggi la terra è tornata a tremare con una nuova scossa di magnitudo 3.9 nella stessa aerea del terremoto della notte tra venerdì e sabato. Mentre in tutte le zone colpite si cominciano a seppellire i morti, arrivano notizie anche di stranieri rimasti uccisi (quattro francesi). In Marocco, Paese musulmano, la cremazione non è consentita e in genere i fedeli della religione islamica vengono sepolti entro 24 ore dalla morte o comunque entro il minor tempo possibili. Nell'epicentro, segnalato nella provincia di Al-Haouz, sono state registrate quasi 1.300 vittime, il numero più alto, mentre nella seconda provincia più colpita, quella di Taroudant, i morti sono 450. Spaventa anche il numero dei feriti, arrivati a più di 2.400, molti dei quali sono gravi.
Polemica per gli aiuti
Mentre il re Mohammed VI ha chiesto alle autorità e ai cittadini di pregare in tutte le moschee del Regno, monta la polemica per gli aiuti. Rabat ha “effettuato una valutazione precisa delle esigenze sul campo” e “in questa fase specifica” della drammatica emergenza provocata dal terremoto “ha risposto favorevolmente alle offerte di sostegno di Paesi amici, vale a dire da Spagna, Qatar, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti”. E' quanto segnala una nota del ministero dell’Interno marocchino ripresa da ’L’Opinion’, con la quale il governo del paese duramente colpito dal sisma di venerdì punta a porre fine alle polemiche suscitate dal rifiuto di aiuti, sollevate soprattutto da parte francese. Il ministero degli Interni marocchino ha chiarito nella nota di aver accettato l’aiuto offerto solo da quattro paesi “in questa fase specifica”, giustificando la sua decisione “tenendo conto che la mancanza di coordinamento in tali situazioni potrebbe essere controproducente”. In ogni caso, il governo non esclude di chiedere aiuto ad altri Paesi, se necessario: “Con l’avanzamento delle operazioni di intervento, la valutazione dei possibili bisogni potrebbe evolversi, il che consentirebbe di sfruttare le offerte di sostegno presentate da altri Paesi amici, secondo le esigenze specifiche di ogni fase”.


