Inchiesta Fondazione Open, ecco la lista dei finanziatori
Si tratta di un sostegno che Bianchi e Marco Carrai, fedelissimi dell’ex premier, chiedono a ottobre 2013 a una serie di imprenditori, tra i quali Davide Serra e Beniamino Gavio. Il gruppo Menarini: mai fatte donazioni a Open
di Ivan Cimmarusti e Sara Monaci
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Stando al decreto di perquisizione di Alberto Bianchi, presidente della fondazione Open, le “interlocuzioni” con Matteo Renzi per fornire idee, suggerimenti, proposte o osservazioni, dovevano essere supportate da un finanziamento di 100mila euro all’anno per cinque anni. Un sostegno che Bianchi e Marco Carrai, fedelissimi dell’ex premier, chiedono a ottobre 2013 a una serie di imprenditori, tra i quali Davide Serra e Beniamino Gavio. Dalle indagini spunta ora una lista articolata con nomi di società che vanno da British American Tobacco a Gruppo Garofalo a Gruppo Moby.
È una sorta di”tariffario” quello che emerge dagli atti depositati agli indagati dalla Procura della Repubblica di Firenze, nell’inchiesta sulla Fondazione Open, presieduta dall’avvocato Bianchi e ritenuta dai pm una «articolazione di un partito» che doveva «finanziare illecitamente» Matteo Renzi. Il fascicolo ruota attorno alle figura di Bianchi e Carrai, indagati con l’accusa di traffico di influenze illecite e finanziamento illecito. Nei giorni scorsi i due, vicini al leader di Italia Viva, sono stati perquisiti dagli investigatori della Guardia di finanza fiorentina.
Ed è proprio nel decreto notificato a Bianchi a emergere un particolare nuovo. Si tratta di una email che Bianchi e Carrai inviano a una serie di imprenditori prima che lo stesso Renzi vincesse le primarie dem. La email, del 23 ottobre 2013, ha ad oggetto “fondazione Bing bang”, il primo ente costituito per sostenere le attività politiche di Renzi, poco dopo trasformato nella più nota Fondazione Open, nel cui consiglio di amministrazione sedevano, assieme a Bianchi e Carrai, anche Maria Elena Boschi e Luca Lotti.
Nella email viene specificata la necessità di reperire risorse. Si parla, in particolare, di un supporto finanziario di 100mila euro all’anno per cinque anni. In cambio si dà la possibilità di fornire idee, suggerimenti vari, proposte e osservazioni per Matteo Renzi ma anche per la Fondazione stessa. Si specifica, inoltre, che le “interlocuzioni” possono avvenire anche tramite gli stessi Bianchi e Carrai.
La lista dei finanziatori
Dalle indagini emerge l 'elenco dei finanziatori di Open. Ovviamente il finanziamento a Open è lecito. Gli inquirenti stanno approfondendo i casi in cui si sospetta una erogazione illecita (ovvero indiretta e non dichiarata), e se è realistica la tesi per cui la fondazione rappresentava un articolato di partito.
