Le opere

Infrastrutture, dal Pnrr una spinta ai cantieri Resta il nodo dei valichi

Nel 2023 i ritardi si riducono. Progressi per il 67% dei progetti
Buzzella : «Sofferenze nei corridoi Ue, Pedemontana ancora incompleta»

di Luca Orlando

 Tra i nodi evidenziati il mancato completamento della Pedemontana

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I

ritardi si riducono, anche se i problemi restano. Nell’analisi effettuata sulle principali infrastrutture, il rapporto Oti stilato dalle associazioni confindustriali territoriali del Nord evidenzia qualche passo in avanti nei programmi, con criticità che per la Lombardia rimangono aperte soprattutto verso i valichi alpini, difficoltà di transito che a cascata si riverberano sulla competitività del territorio.

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Rispetto al 2022, guardando al rapporto nel suo complesso, il 55% delle 88 opere monitorate è avanzato secondo i programmi, quota migliorata rispetto al 48% precedente. Mentre i lievi rallentamenti si riducono di tre punti al 29% e i ritardi conclamati scendo al 16%, dal 20% del 2022.

Una prima spinta è direttamente legata al Pnrr e alla nomina di commissari straordinari: là dove queste figure sono previste, infatti, il 100% dei cantieri ha registrato un avanzamento nel corso dell’anno.

Le aree più in sofferenza riguardano il nodo metropolitano di Milano ma soprattutto il corridoio Reno-Alpi e il sistema dei valichi alpini.

Situazione tanto più preoccupante a fronte delle chiusure e/o delle limitazioni al transito dei mezzi pesanti di diversi valichi e che ha visto da questo punto di vista il 2023 come un vero e proprio anno nero.

Criticità legate ad una serie di eventi negativi che si sono succeduti a ripetizione, mettendo in luce la fragilità del sistema. Pur avendo una dimensione e una portata di livello europeo, le limitazioni alla circolazione ai valichi alpini creano il maggiore impatto all’economia italiana e alle nostre imprese. Infatti, l’intero interscambio commerciale dell’Italia che avviene attraverso questi corridoi di transito è pari a 180 milioni di tonnellate per un valore economico di circa 550 miliardi di euro. Flussi strozzati o limitati in più direzioni.

I lavori sul tunnel del Bianco prevedono infatti chiusure prolungate di 3-4 mesi per almeno 18 anni mentre il traffico ferroviario verso il Frejus resterà interrotto fino a giugno. A ciò si aggiunge l’incidente capitato nel tunnel ferroviario del Gottardo, che ha bloccato interamente la circolazione per due settimane: il ritorno alla normalità in questo caso è previsto non prima di settembre.

Infine, sul fronte del Brennero, il governo austriaco ha confermato limitazioni al traffico pesante e le alternative possibili per poter spostare una quota significativa di merci su rotaia, sono legate alla conclusione dei lavori per la galleria di base, prevista per il 2032.

«Il rapporto - commenta il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella - registra performance leggermente migliori rispetto all’anno precedente, con il 67% degli interventi che ha avuto progressi nell’ultimo anno in particolare per quanto riguarda i grandi assi ferroviari e alle infrastrutture di accessibilità all’aeroporto di Malpensa. Continua invece a essere molto in sofferenza il versante dei corridoi europei che attraversano la nostra regione: oltre ai blocchi e rallentamenti dei valichi alpini, che stanno danneggiando l’interscambio delle nostre imprese con il Nord Europa, preoccupano i ritardi sulle nuove infrastrutture ferroviarie di connessione al tunnel del Gottardo e nella realizzazione delle infrastrutture lungo il Corridoio Reno-Alpi. Emerge poi una criticità tutta lombarda a far partire e avanzare i cantieri rispetto alle altre regioni del Nord, a cui si aggiunge il mancato completamento della Pedemontana. Per le imprese sarebbe infine auspicabile un chiarimento in merito alla strategia europea sullo “shift modale”, perché la Direttiva ‘Pesi e Dimensioni’ sul trasporto su strada sembra in contraddizione rispetto agli obiettivi UE di riduzione delle emissioni al 2030».

Grandi aspettative in termini infrastrutturali vi sono per i progetti che guardano alla Liguria, con grandi ricadute positive potenziali per la Regione in relazione al potenziamento del collegamento ferroviario tra Milano e Genova con la realizzazione del Terzo Valico e delle opere complementari. Interventi, questi ultimi, formalmente non in ritardo ma ancora non finanziati integralmente: tra quadruplicamento della Milano-Pavia e della Voghera- Tortona sono stimati costi 1,5 miliardi, di cui disponibili al momento 350 milioni.

Opere importanti, che hanno come obiettivo la completa separazione dei traffici suburbani e regionali da quelli interregionali, di lunga percorrenza e merci, garantendo allo stesso tempo un incremento di capacità da 10 treni/h a 20 treni/h per direzione e il miglioramento dei servizi coerenti con l’evoluzione dei traffico. A regime, il progetto del Terzo Valico, potrà garantire il collegamento tra Milano e Genova in soli 50 minuti.

Il Corridoio Reno-Alpi in generale comunque è quello che presenta le maggiori criticità in termini di collegamenti ferroviari. Guardando alle opere di accessibilità al Gottardo si segnalano ancora ritardi nel previsto quadruplicamento della Chiasso-Monza e nel raddoppio della Seregno-Bergamo o della Laveno-Luino. A cui si aggiunge, per la tratta Milano-Genova, il ritardo nel quadruplicamento della Pavia-Voghera.

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