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Infuencer e content creator, nasce un’associazione: il settore chiede regole

L’Associazione è nata quest’anno per rappresentare un comparto, quello della creator economy, che conta oltre 350mila professionisti e che, secondo le stime di I-Com, ha un potenziale giro d’affari di 2,55 miliardi di euro. A essersi uniti all’Associazione sono già 250 creator, capitanati da Khaby Lame, forte di 160 milioni di followers su TikTok e primo su Instagram con 80 milioni di followers

L’influencer Khaby Lame

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Siete sicuri di sapere cosa sia un influencer? E un content creator? Perché il loro ruolo è cruciale nel promuovere diversità di prospettive, tessuto sociale ed economia? Sono alcuni dei temi affrontati a “C come economy - Il content creator: un futuro già presente”, primo convegno istituzionale sulle tematiche dei nuovi professionisti del mondo digitale, organizzato dalla neonata Associazione Italiana Content & Digital Creators e con la partecipazione, tra Associazioni e addetti, anche del ministro delle infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini.

Un codice di regolamentazione e tutela del settore

«Chiediamo al Parlamento e al Governo una proposta di legge per l’approvazione di un codice di regolamentazione e tutela di un settore completamente nuovo e fin troppo a lungo lasciato senza un impianto normativo adeguato. L’Associazione nata per dare voce, tutelare e chiedere regole a una categoria che non si può più ignorare, fornirà a breve una proposta» racconta la presidente dell’Aicdc, Sara Zanotelli,

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Un comparto che conta oltre 350mila professionisti

L’Associazione è nata quest’anno per rappresentare un comparto, quello della creator economy, che conta oltre 350mila professionisti e che, secondo le stime di I-Com, ha un potenziale giro d’affari di 2,55 miliardi di euro. Capillare anche la penetrazione: il 76% della popolazione italiana segue almeno un influencer, 21 milioni di italiani almeno tre e 7 arrivano a oltre dieci. Complessivamente, il 57% di italiani dichiara di essere sempre interessato ai prodotti consigliati dagli influencer.

Gli influencer che hanno aderito all’associazione

A essersi uniti all’Associazione sono già 250 creator, capitanati da Khaby Lame, forte di 160 milioni di followers su TikTok e primo su Instagram con 80 milioni di followers, e poi Luca Campolunghi, Sespo, Giulia Latini, Gabriele Vagnato, Klaus, Cartasegna, Samara Tramontana, Andrea Muzzi e Ignazio Moser.

Il tema del codice Ateco

«Noi siamo qui per chiedere di regolamentare un settore che dà lavoro soprattutto ai giovani - dice Zanotelli - oltre a un codice Ateco per la categoria e ci siamo già dotati di un codice etico per i nostri associati». Un tema, quello della previdenza e del codice Ateco, che divide. «Necessario» per Antonio Pone, direttore centrale entrate INPS, e invece da superare per il sottosegretario al ministero del lavoro Claudio Durigon, perché, spiega, «il mondo sta evolvendo e la previdenza deve avere una formula più fluida».

L’intervento di Salvini

«Quando un giornalista mi vuole attaccare, spesso mi da dell’influencer. Chiederò il codice Ateco anche io», sorride Salvini, parlando di «futuro che non si può fermare» e ricordando la «campagna per la sicurezza stradale» nella quale il Ministero ha coinvolto «gratuitamente» influencers e volti del web. «Dopo settimane -dice - siamo arrivati alla fine e sulle piattaforme ci saranno messaggi di sedicenni per sedicenni, con tempi e linguaggi che non possono essere quelli di un cinquantenne o del Capo della Polizia».

Cyberbullismo e hate speech

E se i social possono aiutare, c’è anche l’altra faccia, quella più buia dei casi di cyberbullismo e hate speech. Secondo la ricerca del gMoige ’Dieta mediatica e cyberbullismo’, il 31% dei ragazzi intervistati dichiara di aver subito “prepotenze” online. Quanto invece ai numeri quantitativi, su cui alcuni esprimono dubbi, interviene anche il colosso dei video on line. «A fine anno saranno 20 milioni gli italiani che guarderanno YouTube dalla tv e non sul cellulare», dice Diego Ciulli Head of Governement Affairs & pubblic policy Google. «Youtube - aggiunge - è disposto ad aprire i server per farsi misurare da un soggetto terzo. Questa partita dobbiamo giocarla insieme».

L’Osservatorio sulla Creator Economy

Durante l’evento è stata inoltre annunciata la nascita dell’Osservatorio sulla Creator Economy, in collaborazione con I-Com, Istituto per la Competitività e il Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” della LUISS. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di analizzare la dimensione in termini economici e occupazionali del mercato dei creator di contenuti digitali in Italia e di elaborare proposte di policy da sottoporre ai decisori politici per indirizzare lo sviluppo del settore a beneficio del Paese. L’Osservatorio è sostenuto da Digit’Ed, primo polo di formazione in Italia e uno dei maggiori player del settore a livello europeo, e da Nextalia, società di gestione del risparmio, costituita con l’obiettivo di investire nelle eccellenze italiane per accelerarne il percorso di crescita sostenibile.

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