Stelle del Sud 2025

Innovazione e export spingono la crescita dell’agroalimentare

Dalla Sgv di Salerno che produce infusi alla Target di Catanzaro leader per pizze e pane, storie di imprese simbolo di un comparto strategico nella classifica Statista-Sole 24 Ore

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Sono la punta di un iceberg, quello dell’agroalimentare del Mezzogiorno, un settore che al Sud è trainante. Tra le Stelle del Sud di quest’anno vi sono alcune storie che sono la rappresentazione plastica della dinamicità di un comparto produttivo che negli ultimi anni ha manifestato tutto il suo valore. Ci sono parecchi settori rappresentati nella classifica 2025 Statista-Sole 24 e il confronto dei fatturati tra il 2023 e il 2020 evidenzia la crescita delle aziende. Ci sono imprese ancora tutto sommato piccole che però mostrano già una crescita grazie all’innovazione e alla diversificazione del business e ci sono imprese medie o addirittura grandi ma dinamiche. La parola chiave, spesso, è export con tutti i benefici che ciò comporta per il giro d’affari e per la crescita a conferma del dato del Monitor sui distretti nel Mezzoigiorno di Intesasanpaolo: nei primi nove mesi del 2024 l’agroalimentare è stato il principale motore dell’export del Sud, registrando un incremento complessivo del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un esempio di imprese ancora, diciamo, piccole è la Sgv Service, fondata nel 2007 a Salerno, inizialmente pioniera in Italia nell’ambito dell’e-commerce specializzato nella vendita di caffè porzionato in cialde e capsule e che ha saputo evolversi nel mercato degli infusi personalizzati (tè, tisane e infusi). Nel 2023, l’azienda ha raggiunto un fatturato di 2,416 milioni con un incremento del 25,5% rispetto ai 1,926 milioni del 2020. Un successo ritenuto frutto degli investimenti in tecnologie per il confezionamento di filtri piramidali compostabili e di una strategia mirata all’espansione nel segmento del private label. Si prenda poi la storia dell’azienda vitivinicola Talamonti di Loreto Aprutino in provincia di Pescara ha registrato un fatturato di 4,937 milioni nel 2023 con una crescita del 128,6% rispetto ai 2,159 milioni del 2020: «La qualità dei vini e una strategia mirata all’export sono stati i fattori chiave di questo successo - spiegano -. L’azienda ha rafforzato la propria distribuzione in Nord America e in Asia, puntando su etichette che valorizzano i vitigni autoctoni abruzzesi». Altra storia interessante arriva dalla Basilicata: qui Bufala Dolce Nera di Irsina (Matera) ha puntato sulla qualità e sul benessere animale, raggiungendo nel 2023 un fatturato di 2,684 milioni con una crescita del 137,7% rispetto a 1,129 milioni del 2020. Un successo, spiegano, legato all’ampliamento della gamma di prodotti e alla valorizzazione della filiera corta. L’azienda ha investito in nuove tecnologie per la produzione casearia, migliorando la tracciabilità e garantendo una qualità eccellente per i propri formaggi di bufala. E in Sicilia, a Sciacca in provincia di Agrigento, c’è Campo d’Oro che ha raggiunto nel 2023 un fatturato di 7,213 milioni, crescendo del 49,5% rispetto ai 4,826 milioni del 2020. La strategia di diversificazione e la qualità certificata hanno rafforzato la posizione dell’azienda nel mercato delle conserve alimentari. La gamma di prodotti si è ampliata con nuove referenze biologiche e a basso contenuto di sodio, rispondendo alle esigenze dei consumatori moderni.

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Salendo poi nelle classi di fatturato troviamo in Calabria, Target Spa, azienda di Caraffa di Catanzaro che si distingue per la produzione di pane, pizza, focacce e snack : dal 2020 al 2023, il fatturato è passato da 6,92 milioni a 12,44 milioni, con un incremento del 79,6 per cento. In Puglia invece c’è la Agrimessina di Rutigliano in provincia di Bari, specializzata nella produzione di uva da tavola, protagonista dell’espansione in Germania e Regno Unito. L’adozione di nuove varietà apirene ha contribuito a trainare la crescita: il fatturato è passato da 24,53 milioni nel 2020 a 42,65 milioni nel 2023, con un incremento del 73,9 per cento. È in crescita grazie all’export anche l’Acetificio Andrea Milano di Napoli che totalizza il 67% delle vendite all’estero e in particolare nei mercati asiatici e americani, ma anche grazie all’introduzione di nuove linee di aceto biologico e aromatizzato. Nel 2023 ha registrato un fatturato di 21,6 milioni, con una crescita del 62,9% rispetto ai 13,288 milioni del 2020.

Altra storia interessante è quella di Sud Italia Alimentari (produzione e imbottigliamento di olio) che si trova a Corato (Bari) e ha consolidato la sua presenza nei mercati internazionali: ha fatturato 57,995 milioni nel 2023, con un incremento del 185,8% rispetto ai 20,287 milioni del 2020. Mentre Soavegel (surgelati) con sede a Francavilla Fontana (Brindisi) totalizza nel 2023 un fatturato di 50,09 milioni in crescita del 59,6% rispetto ai 31,38 milioni del 2020. E infine la siciliana Cantine Ermes, cooperativa vinicola con sede a Santa Ninfa in provincia di Trapani con oltre 2.215 soci e 11.544 ettari di vigneti in 5 regioni italiane, che ha raggiunto nel 2023 un fatturato di 128,538 milioni, con un aumento del 47,2% rispetto ai 87,265 milioni del 2020: la cooperativa si conferma una delle più solide realtà vitivinicole italiane anche grazie a nuove acquisizioni. «La crescita - spiegano - è stata sostenuta dall’innovazione nei processi di vinificazione e dalla valorizzazione delle denominazioni Doc e Igt, che hanno rafforzato la presenza nei mercati internazionali».

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