Stelle del Sud 2025

Innovazione e investimenti spingono le aziende del Sud

Nella classifica 200 società in crescita perché in grado di beneficiare della transizione energetica e digitale, del Pnrr e di incentivi pubblici

(Illustrazione di Fabio Buonocore)

3' min read

3' min read

La capacità di innovare e di cogliere le opportunità offerte dagli incentivi pubblici per il Superbonus, dai lavori del Pnrr e dalla doppia transizione in atto (energetica e digitale) hanno spinto la crescita di 200 aziende del Mezzogiorno, portandole in cima alla lista delle Stelle del Sud 2025. Le imprese della classifica creata da Statista e dal Sole 24 Ore rappresentano un campione interessante da analizzare, per capire come è possibile far crescere giro d’affari, numero di addetti e investimenti in un triennio difficile come il 2020-2023, pesantemente influenzato dal rallentamento provocato dal Covid. E in un ambiente poco propizio, in apparenza, per l’imprenditorialità, come il Sud Italia.

«Dopo una buona prima edizione del progetto l’anno scorso, siamo felici di questa seconda puntata del ranking che premia le più dinamiche aziende del Mezzogiorno - racconta Lisa Dei, analista del team di ricerca di Statista ad Amburgo, in Germania, che elabora da otto anni per Il Sole 24 Ore diverse classifiche e ricerche -. Il numero di registrazioni è cresciuto dalle 300 del 2024 a circa 350 di quest’anno, un segnale incoraggiante nonostante la difficile congiuntura. La lista premia le 200 aziende con almeno un milione di euro di fatturato nell’anno base 2023 che, oltre a evidenziare una crescita del fatturato, hanno mostrato un aumento del numero dei dipendenti, soprattutto under 30, e degli investimenti, in particolare su processi di innovazione».

Loading...
Loading...

La lista vede al top il settore costruzioni e ingegneria, cui appartiene il 12,5% delle Stelle del Sud. Il mercato in cui queste imprese operano si è indubbiamente espanso grazie alle misure di stimolo varate in Italia per la riqualificazione degli edifici in base ai criteri dell’efficienza energetica, dal Superbonus al Sismabonus. Anche il settore dell’energia (8,5% della lista) si è avvantaggiato per la spinta data alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Non a caso, diverse imprese del ranking operano nell’ambito del fotovoltaico e dell’eolico. Bene anche le Energy service company (EsCo), la cui consulenza evoluta consente di raggiungere obiettivi di risparmio economico ed efficienza, a fronte di un investimento contenuto e di condivisione tra fornitore e cliente del vantaggio conseguito.

Se la transizione ecologica sta dunque spingendo il business anche delle migliori aziende del Mezzogiorno, lo stesso può dirsi dell’altra transizione in atto: quella digitale. Molte aziende della lista operano infatti nel settore IT & software (8% del totale) e nel commercio elettronico (7,5%). «Segno di un tessuto economico e imprenditoriale vivace, trainato soprattutto da nuovi imprenditori, spesso sotto i quarant’anni - spiega Dei -. Spicca in ambito e-commerce la numero due della lista Parama, un sito pugliese che vende accessori bagno e vanta 200mila clienti (è anche nel ranking Leader della crescita e risulta quinto per immobilizzazioni: segno che ha investito)».

In cima alla classifica, per tasso di crescita nel triennio, ci sono però diverse aziende del settore turismo e tempo libero. Ma solo in apparenza si tratta di imprese tradizionali. In realtà, il loro livello di servizi offerti è caratterizzato da un alto livello di innovazione: nella governance (come la capolista ToIt Group, che gestisce il sito TownsofItalyGroup.com, in crescita tramite aggregazioni di società di spicco nell’ambito del turismo esperienziale), oppure nella formula (come Go4Sea che ha creato le “vacanze braccialetto” con sconti nei negozi a chi indossa i suoi braccialetti in una location), o nei target (come Xenia HS, nata per gli spostamenti degli equipaggi delle compagnie aeree, che poi dall’Abruzzo ha conquistato mercati ed ora è B Corp). «Come si può notare, quasi tutte le imprese della lista fanno leva sulla costruzione di community basate su interessi e passioni comuni (ad esempio la musica, il cibo gourmet, l’arte) - nota l’analista di Statista -. E il Sud Italia rappresenta una miniera enorme di arte, paesaggi mozzafiato, esperienze gastronomiche al top, condizioni climatiche e geografiche favorevoli, accoglienza di altissimo livello, in grado di offrire esperienze uniche ai visitatori».

«Per quanto riguarda i punteggi medi dei vari settori - riprende Lisa Dei -, il settore in testa è quello della formazione (punteggio medio: 79,7), seguito da tempo libero e divertimento (a quota 73,5) e da costruzione e ingegneria (72 punti). Rispetto all’edizione passata, il fintech mostra la flessione maggiore (-25 punti circa rispetto all’anno scorso), mentre la formazione è il settore il cui punteggio medio è salito di più (+10 punti circa). Per la prossima edizione auspichiamo di vedere in lista più aziende manifatturiere, visto che le produzioni industriali di eccellenza non mancano nel Sud Italia, per quanto in rallentamento al pari del resto d’Europa». In ambito manifatturiero, spicca ad esempio nella lista la numero 43 Isolkappa, che produce isolanti termici: l’ampliamento dell’impianto in Campania è un progetto da 11 milioni, finanziato al 40% dalla Regione con il supporto dell’Università Federico II di Napoli, si legge nel sito internet.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti