Innovazione e marketing: il vino prova a resistere
Le cantine in cerca di strategie mentre cresce il timore per i dazi Usa. La Regione punta su corretta comunicazione e promozione
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L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è di una giovane vignaiola ma ormai le cantine siciliane stanno studiando tutte una strategia per reggere sui mercati. Lavorazioni sul prodotto, sulle etichette, investimenti sul marketing, attenzione al territorio di produzione. Enrica Spadafora insieme al padre Francesco, nella tenuta di Virzì nel territorio di Monreale, ha prodotto il cuGino, un bianco da uve Grillo con grado alcolico contenuto (10,5%), un vino nato da un’esigenza agricola in un’annata molto calda: «è il risultato del tentativo ragionato di trasformare le condizioni climatiche estreme oggi più frequenti che mai in un’opportunità» spiegano. Ognuno, ovviamente, si attrezza come può e come sa fare. In queste settimane che hanno preceduto il Vinitaly parecchie aziende hanno presentato nuovi prodotti con l’idea di rilanciare su un mercato che appare poco disponibile nei confronti del vino: c’è per esempio la cantina Alessandro di Camporeale che propone un Perricone, valorizzando un vitigno storico della Doc di Monreale e dunque il legame con il territorio; la cantina Casa Grazia, collocata nel territorio della Riserva naturale del Lago Biviere di Gela,, propone Zahara Riserva Grillo 2023 Sicilia Doc firmato dall’enologo Tonino Guzzo. Non c’è solo l’esigenza di arrivare pronti al Vinitaly, ovviamente. Ma l’avvio di un percorso che potremmo definire di innovazione nella tradizione, con un forte legame con il territorio. Con nuovi territori che si affacciano al mondo del vino come i Nebrodi, area naturalistica di pregio: è stato avviato nelle scorse settimane l’iter per arrivare alla Doc Nebrodi ma se ne saprà di più al Vinitaly.
L’Irvo (l’Istituto regionale vino e olio), braccio operativo della Regione nel settore ha varato una strategia di promozione su più fronti. «C’è una situazione non facile soprattutto sul fronte della comunicazione - dice Giuseppa Mistretta, commissario straordinario dell’Irvo -: troppi allarmismi. Ed è un fronte su cui noi intendiamo lavorare a sostegno delle nostre imprese. Poi c’è il problema dei dazi: ne abbiamo parlato anche recentemente al Sol (il salone dedicato all’olivo e all’olio) a Verona con il ministro Giancarlo Giorgetti. C’è preoccupazione sia per il vino che per l’olio». Il 2025 si è aperto per l’Istituto con la strategia di promozione che punta molto sul legame tra prodotto e territorio con un’attenzione particolare per l’enoturismo. Il prossimo appuntamento importante è ovviamente il Vinitaly dove, quest’anno, i vini saranno accompagnati dai prodotti tipici del territorio di riferimento. L’idea è quella di presentare il territorio e non solo il vino. In fondo un’operazione che è già stata fatta: «A Valladolid, al Salone Internazionale dell’enoturismo, abbiamo portato gli organismi che rappresentano il territorio» dice Giuseppe Mistretta. Altra questione è quella dei nuovi mercati e dei nuovi prodotti: «per quanto riguarda i mercati stiamo valutando una serie di interventi a partire dalla Cina - dice ancora il commissario dell’Irvo -. Per i prodotti è interessante il lavoro che stiamo facendo sugli spumanti». Trovare nuovi sbocchi sarà importante nei mesi a venire, soprattutto per rfronteggiare il possibile calo negli Stati Uniti dovuto ai dazi.
«Dopo l’Europa, Il Nord America è il secondo mercato d’esportazione per l’82,6% dei nostri soci e dunque i dazi sarebbero un colpo durissimo per il fatturato dei produttori siciliani - dice Mariangela Cambria, presidente di Assovini che raggruppa oltre cento produttori siciliani -. Spero che chi abbia apprezzato ad oggi la qualità dei nostri vini continuerà a rimanere fedele ad un’idea di unicità, quale quella del patrimonio vitivinicolo siciliano. Unicità che è anche dimostrata dai flussi turistici trainati dall’enoturismo. I dazi, non solo danneggerebbero i produttori ma anche i consumatori americani e il Made in Italy . Mi auguro che Trump faccia marcia indietro».

