Taglio reddito di cittadinanza, Cgil e opposizione all’attacco. Anci: problemi tecnici, al lavoro per risolverli
È scontro totale tra maggioranza e opposizione: la maggioranza difende la propria scelta con Fratelli d’Italia che va anche oltre mettendo nel mirino l’operato dell’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico ed evocando una commissione d’inchiesta sul suo operato. Idea che scatena la rabbia dei 5 stelle
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I punti chiave
- La protesta a Napoli
- In partenza una campagna di comunicazione
- Le prossime tappe
- Tra agosto e dicembre altre 80mila comunicazioni
- Su Rdc sinergia con centri impiego e servizi sociali
- Fp-Cgil, pochi assistenti sociali, rischio bomba sociale
- Scontro tra maggioranza e opposizione
- Schlein: «Scelta brutale»
- La difesa del centrodestra
- Guerra (Pd): colpite famiglie povere senza minori o persone gravemente disabili
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Sono in corso contatti tra l’Anci e il ministero del Lavoro per cercare di risolvere alcuni problemi tecnici che causano lo scarto temporale tra il momento in cui viene revocato il Reddito di cittadinanza e l’effettiva verifica sugli aventi diritto (il cui termine ultimo è dicembre): in diversi casi il Reddito potrebbe quindi essere revocato e poi riattribuito. È quanto si apprende dall’Anci. L’Inps non avrebbe inoltre potuto mettere a disposizione tutti i dati dei beneficiari e ciò ha creato difficoltà ai Comuni nel redigere gli elenchi dei nuclei familiari fragili.
L’esecutivo intanto difende le scelte sul reddito di cittadinanza e bolla come “pretestuose” le proteste delle opposizioni. Il sottosegretario per l’Attuazione del programma di governo, Giovanbattista Fazzolari, ribadisce che «la modifica voluta dal governo tutela i fragili. Le persone che perderanno oggi il reddito di cittadinanza, lo avrebbero perso anche con la norma dei grillini».
Cgil, buco procedure, centinaia di migliaia senza sostegni
Ma la Cgil attacca. Con lo stop al reddito di cittadinanza, «centinaia di migliaia di persone dai prossimi giorni si ritroveranno senza sostegni». È l’allarme lanciato da Daniela Barbaresi, responsabile delle politiche sociali e sanità della Cgil. «Il governo - ha spiegato - sta scaricando l’onere sui Comuni, ma i Comuni non ce la fanno, non hanno risorse e non hanno personale» per permettere ai servizi sociali di prendere in carico le persone e di comunicare la presa in carico all’Inps. In più “mancano le procedure, mancano le circolari, manca l’attivazione del supporto alla formazione, che non partirà comunque prima di settembre.
L’Inps: nessuno sarà lasciato solo
Nessuno sarà lasciato solo: è il messaggio dell’Inps con il quale il Direttore dell’area metropolitana di Napoli, per utenza il secondo d’Italia, Roberto Bafundi, rassicura i 169mila beneficiari del reddito di cittadinanza che da agosto non riceveranno più il sussidio poiché non hanno nel nucleo minori, disabili o over 65. «Non abbandoniamo nessuno - spiega - circa la metà di queste persone sono in una situazione di disagio sociale (ad esempio tossicodipendenza o disagio abitativo, ndr) e potranno rivolgersi ai servizi sociali e se inseriti in un progetto multidimensionale di recupero potranno avere ancora il sussidio. Gli altri dovranno andare ai centri per l’impiego e firmare il Patto di servizio personalizzato per essere avviati al lavoro».
La protesta a Napoli
Il 28 luglio centinaia di persone, dopo aver ricevuto l’sms sullo stop all’erogazione del Rdc, hanno protestato e chiamato l’Inps di Napoli e della provincia - in testa per numero di sussidi - per avere chiarimenti in merito ai nuovi requisiti. In molti si sono recati presso le sedi delle municipalità, a partire da quella di Scampia: la legge prevede infatti che i nuclei al quale verrà sospeso il reddito, dovranno essere presi in carico dai servizi sociali del Comune.

