Campagna per ridurre le microfibre in mare: l’obiettivo è intervenire alla fonte
L’iniziativa “Only One” di Marevivo, Marina Militare, Fondazione Dohrn e Beko punta a ridurre la presenza di microfibre in mare e negli oceani
di Davide Madeddu
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I punti chiave
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L’obiettivo è quello di ridurre la presenza di microfibre in mare e negli oceani, con un forte intervento alla fonte. E invertire la rotta che oggi vede concentrazioni di microfibra (nel 40 per cento dei casi di origine plastica) «in tutti i mari» in una scala che va da un minimo di una fibra ogni 50 litri, fino ad oltre 25 fibre per singolo litro d’acqua. Dati che, secondo gli esperti, impongono un cambiamento di rotta. Questo il focus e filo conduttore dell’iniziativa che si è svolta a Venezia nell’ambito della campagna internazionale “Only One: One Planet, One Ocean, One Health” lanciata da Marevivo, Marina Militare e Fondazione Dohrn e supportata da Beko.
Uno scenario poco confortante
Un’occasione per fare punto della situazione e da cui emerge uno scenario poco confortante. «Di 13 milioni di tonnellate di plastica che si riversa ogni anno nei nostri mari, un terzo proviene dalle microfibre rilasciate durante il lavaggio dei capi in lavatrice - ha detto Raffaella Giugni, responsabile delle relazioni istituzionali Marevivo, che ha illustrato le finalità della campagna di sostenibilità “Only One” -. Un carico di lavatrice produce, infatti, tra i 6 e i 17 milioni di microfibre di cui il 40% non viene catturato dai filtri né dagli impianti di depurazione, e finisce in mare, dove viene ingerita dagli organismi che lo abitano e entrando, di fatto, nella nostra catena alimentare».
Da qui la necessità di portare avanti la campagna #stopmicrofibre, con cui, come sottolineato da Raffaella Giugni «Marevivo intende proprio sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tipo di inquinamento».
Un’emergenza che colpisce tutti i mari
Anche perché, come sottolineato da Francesco Regoli, direttore dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente Università Politecnica delle Marche «l’inquinamento da plastiche e microplastiche è un’emergenza che colpisce tutti i mari e gli oceani del mondo, e oggi sappiamo che la maggior parte di questo inquinamento è dovuto alle microfibre di origine tessile».
«La loro produzione è in costante crescita ed ha raggiunto i 120 milioni di tonnellate nel solo 2019 - ha sottolineato Regoli -. Le microfibre si ritrovano in tutti i mari con concentrazioni che vanno da 1 fibra ogni 50 litri, fino ad oltre 25 fibre per singolo litro d’acqua. Abbiamo evidenze chiare della loro ingestione da parte di tutte le specie marine con frequenze che possono superare il 90% degli organismi analizzati e le microfibre dai tessuti sono 10 volte più alti rispetto a quelli delle altre microplastiche. I loro effetti si stanno rivelando gravi per gli organismi che le ingeriscono».

