Intanto i profitti delle banche continuano a galoppare
Secondo gli ultimi dati pubblicati in settimana da Banca d’Italia i tassi di interesse sui prestiti hanno continuato a salire più di quelli riconosciuti sui depositi
di Gianfranco Ursino
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Sempre più in alto. Mentre l’attenzione di operatori finanziari, politici e opinione pubblica è riposta sulla criticata tassa sugli extraprofitti bancari, gli istituti di credito - senza colpo ferire (e con estrema facilità) - continuano a macinare profitti sulla scia del rialzo dei tassi. A luglio, secondo gli ultimi dati pubblicati in settimana da Banca d’Italia, i tassi di interesse sui prestiti in essere concessi dalle banche alla clientela hanno continuato a salire più di quelli riconosciuti sui depositi: la forbice dei tassi continua quindi a crescere e con essa i margini finanziari. E non siamo ancora giunti al capolinea.
L’ultimo rialzo dei tassi di riferimento deciso giovedì dalla Bce, che hanno così raggiunto il livello più alto dall’avvio della moneta unica, consentirà infatti alle banche di godere ancora di quella che è una vera e propria rendita di posizione. Per far crescere i margini di guadagno, generato dal differenziale di interessi attivi e passivi praticati alla clientela, per le banche è semplice: è sufficiente continuare ad alzare i tassi sui prestiti nel solco tracciato dai rialzi della Bce e lasciare pressoché invariati i tassi
sui depositi.
Nell’arco di un anno i tassi sui prestiti a famiglie e aziende non finanziarie sono passati rispettivamente dal 2,71% e 1,79% di luglio 2022 (data di avvio dei ritocchi al rialzo della Bce), al 4,06% e al 4,82% di luglio 2023. Per le imprese sono più che raddoppiati, quasi triplicati.
Gli interessi riconosciuti in media sui depositi in conto corrente di famiglie e imprese, invece, nello stesso arco temporale sono rimasti ancorati allo zero virgola (esattamente allo 0,38% a luglio 2023). A nulla sono serviti gli appelli arrivati alle banche a più riprese negli ultimi mesi da più fronti, da esponenti della compagine di Governo alla presidente della Bce Lagarde, di alzare con più decisione anche i tassi sui depositi.
L’ultimo invito è arrivato in settimana dal presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, Andrea Enria, che sulla scelta del Governo di prevedere una tassa sugli extraprofitti ha risposto a Bloomberg News che «potrebbero esserci delle responsabilità da parte delle stesse banche», dovute al trasferimento ritardato dei rialzi dei tassi alla clientela. «Le banche sono rimaste indietro, probabilmente per troppo tempo - ha rimarcato Enria - prima di trasferire i tassi di interesse più elevati ai propri clienti». Ma su questo le banche continuano a non sentirci e fanno - come si suol dire - orecchie da mercante. Le stesse banche che In questi giorni hanno invece accolto con gran favore e clamore la bocciatura della tassa sugli extraprofitti arrivata con una lettera al Governo da parte della Bce. Sentono solo quello che fa loro comodo.



