Lettera al risparmiatore

Intelligenza artificiale: AMD nuova star dei chip, ma in Borsa il titolo è caro

Scenario. La società, che da tempo produce prodotti per la nuova tecnologia, ha presentato soluzioni innovative. Il peso legato alla crisi tra Stati Uniti e Cina

di Vittorio Carlini

6' min read

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Gpu. Cioè: l’acronimo di Graphics processing unit. È un processore composto da molti core (nuclei operativi del chip) più piccoli e specializzati di quelli, ad esempio, della Cpu (tradizionale cervello del calcolatore). È una tecnologia che, vantando elevatissime prestazioni in scia alla stessa elaborazione in parallelo dei dati, inizialmente è stata usata nella computer graphics: dal cosiddetto rendering fino ai videogiochi. Poi, anche grazie a particolari linguaggi di programmazione che sfruttano l’elevata parallelizzazione delle schede video, la Gpu ha penetrato altri comparti. Di recente, vista la capacità - a più alta velocità e minore dispendio di energia -di supportare maggiori carichi di lavoro, è diventata il centro dell’hardware per l’Artificial intelligence (Ai). In particolare, quella generativa.

NOVE MESI A CONFRONTO

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I nuovi prodotti

La società che finora, avendo introdotto questa tecnologia nel 1999, l’ha fatta da padrone nel settore è Nvidia. Sennonché, al di là della stessa Intel, un’altra realtà è balzata agli onori delle cronache e della borsa: Advanced Micro Devices (AMD). Il titolo del gruppo di Santa Clara (California), nel 2023, ha corso molto, guadagnando oltre il 130%. Il rialzo a ben vedere, dopo che le azioni tra Giugno e metà Ottobre scorsi erano scivolate, ha subito l’accelerata negli ultimi due mesi. Una prima spinta l’hanno data i risultati del terzo trimestre del 2023: l’utile netto per azione (non Gaap) è stato di 70 centesimi. Vale a dire un numero superiore alle stime di consenso. Oltre a ciò, tuttavia, il vero forte sostegno al titolo in Borsa è arrivato, per l’appunto, dall’Ai. Vero! È da tempo che AMD e l’Artificial intelligence vanno a braccetto. E, però, gli investitori hanno premiato soprattutto gli ultimi annunci aziendali riguardanti l’Intelligenza artificiale. In tal senso può ricordarsi la Gpu Amd Instinct MI100 - destinata a datacenter o super computer- e finalizzata alla stessa Ai. Oppure: devono rammentarsi l’AMD Instinct MI300x e MI300A. Cioè: due acceleratori per l’Intelligenza artificiale e datacenter i quali già hanno incontrato l’interesse di diversi clienti. Insomma: AMD riempie la vetrina, che dà sulla strada dell’Ai, con prodotti (non solo Gpu) altamente competitivi. E il mercato apprezza.

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RICAVI E SEGMENTI OPERATIVI

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La dimensione del settore

Ciò detto, la realtà è più complessa. In primis non va dimenticato che, nonostante le tante rosee previsioni, è difficile ad oggi prevedere come evolverà il mercato dell’Intelligenza artificiale. Deloitte ha stimato che, nel 2024, il settore dei microchip specializzati sulla generative Ai arriverà intorno ai 50 miliardi di dollari. Si tratta, da un lato, di circa due terzi di tutte le vendite, sempre nel prossimo anno, legate all’Intelligenza artificiale; e, dall’altro, dell’11% dell’intero comparto dei semiconduttori. Guardando , poi, un po’ più in là nel tempo (2027) il business dell’hardware a sostegno della nuova tecnologia è certamente destinato ad espandersi. Quanto, però, è difficile dire. Così: c’è chi indica 400 miliardi di dollari; chi, invece, si accontenta di poco più di 100 miliardi. In altre parole: le previsioni sono molto differenti tra loro, e vari esperti propendono per lo scenario più conservativo.

I motivi? Dapprima perché, nel 2023, è esistito essenzialmente un unico fornitore (Nvidia) mentre la domanda è stata (ed è) molto forte. Quindi non è da escludere che i prezzi per, ad esempio, le Gpu da usare nell’Ai abbiano toccato i livelli massimi e, nel futuro, debbano calare. Inoltre perché, concretizzando quello che in economia si chiama “effetto Forrester”, i clienti - in una fase di potenziale scarsità del prodotto (i chip) ma di crescita del mercato (Intelligenza artificiale)- tendono a effettuare ordini superiori alla reale esigenza. Con il che salgono le quotazioni degli stessi prodotti. Nel momento in cui, però, domanda ed offerta si allineano o c’è il ritiro degli ordini oppure si assiste allo smaltimento delle scorte (de-stocking). Dal che, di nuovo, scendono i prezzi e il mercato rallenta.

Infine perché, attualmente, l’attività di inferenza ed allenamento dell’Ai generativa è realizzata con chip che funzionano al centro del sistema (ad esempio data center). In futuro, tuttavia, è probabile che molta dell’operatività sia spostata alla periferia (hedge computing) e realizzata con microprocessori più piccoli e, presumibilmente, meno cari. In definitiva, quindi, non mancano i motivi per prevedere un’espansione inferiore rispetto alle previsioni più rosee.Ciò detto, all’interno di un simile scenario non è fantafinanza ipotizzare che le vendite di chip per l’Artificial intelligence continueranno ad essere sostenute anche nel 2024. L’anno successivo, tuttavia, potrebbe concretizzarsi la frenata. Una caduta la quale - è l’indicazione - impatterebbe inevitabilmente le dinamiche di Borsa dei titoli del settore.

REDDITIVITÀ E SEGMENTI OPERATIVI

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Il conto economico

Fin qui alcune considerazioni riguardo tecnologia, dinamiche del mercato di riferimento e rischio bolla. Il risparmiatore, però, guarda allo stesso trend del business e ai fondamentali. AMD divide l’attività in quattro aree: Data center, Client segment, Gaming e soluzioni Embedded. Quest’ultime comprendono, ad esempio, Gpu o Cpu combinate con software in modo da eseguire un’operazione specifica. Spesso sono inserite in un sistema più grande di cui controllano una singola funzione. Appannaggio della divisione videogiochi, invece, ci sono le tecnologie per i videogame. Con riferimento all’area Client l’attenzione è, al contrario, su soluzioni utilizzate, tra le altre cose, nei computer desktop o notebook. Infine: i Data center. Qua sono ricondotte le vendite di Cpu, Gpu o SoC studiati per funzionare nei grandi centri dati.

Ciò considerato quale, allora, l’andamento del business di AMD? Nel terzo trimestre, per l’appunto, l’utile per azione non Gaap ha battuto le stime. Riguardo ai primi nove mesi del 2023 la dinamica, invece, è più articolata. In generale il giro d’affari è calato a 16,5 miliardi di dollari (erano 18 un anno prima). Forte discesa, seppure in recupero nel terzo quarter, per lo stesso utile operativo: questo si è assestato a quota 59 milioni contro 1,4 miliardi del 2022. Un contributo alla diminuzione dell’operating income lo ha dato il segmento Client. A fronte della crisi dei computer e dei notebook, la contrazione delle vendite ha impattato la stessa redditività (comunque in ripresa nel terzo trimestre). In discesa anche l’Ebit dei Data center. Qui, però, una causa è l’incremento delle spese in R&D proprio sul fronte dell’Artificial intelligence. I mondi dei Videogame e degli Embedded, infine, hanno invece mostrato entrambi - e sempre sui nove mesi - la salita del reddito operativo.

UTILE PER AZIONE

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Al di là delle singole dinamiche, appare comunque chiaro dal trend di conto economico come la corsa del titolo di AMD sia dovuta, anche e soprattutto, da una parte al flusso di notizie sui prodotti per l’Ai; e, dall’altra, dall’attesa sui ricavi aziendali legati alla medesima Intelligenza artificiale. La riprova? Arriva dalla ceo della società Lisa Su che, di recente, ha affermato come il gruppo vanti un’offerta di chip per l’Ai ben superiore ai 2 miliardi di dollari e che anche la domanda dei clienti è in linea che questa potenzialità.

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Basta, in tal senso, pensare alla variabile geopolitica. Le tensioni tra Washington e Pechino, nonostante il summit in California tra Joe Biden e Xi Jinping, sul fronte dell’Artificial intelligence creano un’ombra sul business. Il gruppo di Santa Clara, nella relazione sui nove mesi, ricorda che diversi suoi prodotti non possono essere direttamente esportati nell’ ex Regno di Mezzo. Di più.L’azienda si appoggia, come molti altri, a terze parti per la produzione dei wafer di silicio alla base dei chip. Tra queste: Taiwan semiconductor manufacturing company (Tsmc). Ebbene, non è un mistero che l’importante presenza di Tsmc sull’isola di Formosa - al centro dello scontro tra Usa e Cina - possa costituire un rischio. Vero! Il problema è comune a molti competitor. Inoltre, il mercato di riferimento comunque crescerà. Ciononostante il rischio è sul tavolo.

Al di là di ciò, quale il trend del titolo in Borsa? «AMD -risponde Silvio Bona, analista tecnico indipendente - ha una valutazione grafica piuttosto buona. Nel medio periodo le azioni sono impostate al rialzo e da monitorare, quale resistenza, è l’area intorno ai 160 dollari». Ciò detto, però, «i multipli fondamentali, quali ad esempio il rapporto tra prezzo e utili, sono molto elevati e ben superiori alle medie del settore». Quindi, bisogna prestare molta attenzione.

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