Guerra, ultime notizie. Raid israeliano contro base Hezbollah a Beirut, l’obiettivo era Nasrallah

I punti chiave
Israele: «Abbiamo ucciso il capo dell’unità missilistica di Hezbollah» nel sud del Libano
L’esercito israeliano ha reso noto di avere «eliminato il comandante dell’unità missilistica di Hezbollah, Muhammad Ali Ismail» nel corso di un attacco nel sud del Libano. In un comunicato pubblicato su Telegram si legge che nell’operazione sarebbe stato stato ucciso anche il suo vice, Hussein Ahmad Ismail. «Altri comandanti e operatori di Hezbollah - prosegue la nota - sono stati eliminati insieme a loro».
Usa, accordo con Iraq per fine missione anti Isis
Gli Usa hanno annunciato un accordo con il governo iracheno per concludere entro il prossimo anno la missione militare in Iraq di una coalizione guidata dagli americani contro l’Isis, con il ritiro delle truppe statunitensi da alcune basi che occupano da tempo, durante una presenza militare ventennale nel Paese. Ma l’amministrazione Biden si è rifiutata di fornire dettagli su quanti dei circa 2.500 soldati americani ancora presenti in iraq resteranno lì o di riconoscere se si tratterà di un ritiro completo.
Attacco su Beirut, forse centinaia i morti. Tra loro la figlia di Nasrallah
Le vittime dell’attacco aereo di Israele su Beirut potrebbero essere «centinaia», compresi molti civili. Lo apprende l’Ansa da qualificate fonti della sicurezza che stanno seguendo l’evolversi della situazione in Libano. Le operazioni di soccorso, sottolineano inoltre le fonti, sono rese ancora più complicate dell’enorme quantitativo di macerie provocato dal bombardamento israeliano. Secondo alcuni report citati da Channel 12, Zainab Nasrallah, figlia del segretario generale di Hezbollah, sarebbe stata uccisa nell’attacco israeliano a Beirut.

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Hezbollah, ’lanciata raffica di razzi contro la città di Safed’
Hezbollah ha annunciato di aver bombardato Safed, una città nel nord di Israele, con una raffica di razzi “in risposta agli attacchi israeliani contro città, villaggi e civili”. Nella sua dichiarazione Hezbollah non menziona l’attacco israeliano a Dahieh, la periferia meridionale di Beirut, che ha preso di mira il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. I media israeliani hanno riferito che un edificio è stato colpito dai razzi provenienti dal sud del Libano, ma che non sono stati segnalati feriti.
Esercito libanese crea cordone intorno ambasciata Usa a Beirut
L’esercito libanese sta creando un cordone protettivo attorno all’ambasciata statunitense che si trova nella zona settentrionale di Beirut. Lo ha riferito una fonte della sicurezza, come riporta Times of Israel citando Reuters. Gli Stati Uniti prenderanno «tutte misure necessarie se i loro interessi saranno attaccati in Medio Oriente»: lo ha detto il segretario di stato Antony Blinken a margine dell’assemblea Onu a New York.
Biden, Usa non hanno avuto alcun ruolo in attacco Israele
Gli Stati Uniti non hanno avuto alcun ruolo nell’ultimo attacco israeliano a Beirut. Lo afferma Jo Biden, secondo quanto riportato dai media americani.
Medioriente: attacco Israele a Beirut con obiettivo Nasrallah. Fonti Hezbollah, sta bene
Fortissime esplosioni nella periferia sud di Beirut, nubi di fumo nero e arancione che si sollevano sul cielo della città, caos con ambulanze che provano a raggiungere l’area facendosi strada fra le persone in fuga. È questa l’immagine della capitale libanese dopo un massiccio attacco israeliano in cui l’Idf ha riferito di avere colpito il quartier generale centrale di Hezbollah. L’obiettivo, secondo quanto filtrato su media israeliani, era il numero uno di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Fonti citate da Sky News Arabia hanno riferito che Nasrallah non sarebbe rimasto coinvolto nel raid e sarebbe “in un luogo sicuro”. Mentre da fonti israeliane è emerso che l’Idf sta verificando quali siano le condizioni di Nasrallah. In ogni caso il premier libanese, Najib Mikati, ha riferito di “molte vittime” a Beirut per il raid, con i media locali che parlano di 6 edifici distrutti.
Cina e Brasile mettono in guardia contro minacce nucleari
Nella dichiarazione congiunta adottata al termine di un incontro al quale hanno partecipato i ministri degli Esteri cinese e brasiliano, i dodici Paesi firmatari esprimono la loro “profonda preoccupazione” per il rischio di “escalation” in Ucraina.
Premier libanese, “molte vittime” nel raid
Il premier libanese Nagib Mikati parla di “un gran numero di vittime ” dell’ultimo raid israeliano su Beirut. In un comunicato diffuso dal suo ufficio stampa, si legge che Mikati - che si trova a New York - “ha contattato il capo dell’esercito, generale Joseph Aoun e il coordinatore del Comitato di urgenza libanese, il ministro dell’Ambiente uscente, Nasser Yassine e ha chiesto a quest’ultimo ”di mobilitare tutti i dispositivi coinvolti soprattutto alla luce delle informazioni che parlano di un gran numero di vittime”.
Medioriente: Netanyahu anticipa ritorno in Israele
Il primo ministro Benjamin Netanyahu anticipa il suo ritorno in Israele dopo il raid effettuato sul quartier generale di Hezbollah a Beirut. Il suo ufficio ha fatto sapere che partirà da New York alle 20 ora locale. Lo riportano i media israeliani.
Hezbollah, tutta la nostra comunità continuerà la resistenza
“L’intera comunità di Hezbollah continuerà a resistere alle criminali aggressioni sioniste”: lo ha annunciato il partito tramite la sua tv al Manar, presente con inviati sul luogo del massiccio bombardamento israeliano sulla periferia sud di Beirut. Per “comunità di Hezbollah” non si intendono soltanto i combattenti e i membri attivi ma gran parte della comunità sciita del sud del Libano e della valle della Bekaa.
Media arabi, Nasrallah è in luogo sicuro
Il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, non sarebbe rimasto coinvolto nel raid israeliano che ha colpito il quartier generale dell’organizzazione sciita a Beirut e che vedeva proprio in Nasrallah l’obiettivo principale. Secondo quanto riferito da fonti a Sky News Arabia si troverebbe in in “luogo sicuro”.
Media, Usa avvertiti di attacco a Beirut, usate bombe penetranti
Israele avrebbe avvertito gli Stati Uniti poco prima del raid sul quartier generale di Hezbollah a Beirut la capitale del Libano. Lo riporta l’emittente israeliani Kan secondo cui sarebbe stato utilizzate bombe penetranti. Sei edifici sarebbero rimasti distrutti.
Fonte vicina ad Hezbollah, ’Nasrallah sta bene’
Hassan Nasrallah “sta bene”. Lo ha affermato una fonte vicina al movimento sciita libanese, dopo il raid israeliano su Beirut, con obiettivo il quartier generale di Hezbollah.
Idf sta verificando se Nasrallah è stato colpito a Beirut
L’esercito israeliano (Idf) sta cercando di capire se nell’edificio colpito a Beirut ci fosse effettivamente il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah.
Tajani, ’gli italiani lascino il Libano al più presto’
“Seguo con preoccupazione l’evolversi della crisi in Medio Oriente in contatto costante con la nostra ambasciata a Beirut. Invito nuovamente tutti gli italiani a lasciare il Libano al più presto. Per ogni evenienza fare riferimento a @ItalyinLebanon e all’ Unità di crisi”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Due giorni fa il capo della Farnesina aveva lanciato un appello simile ai cittadini italiani.
Seguo con preoccupazione l'evolversi della crisi in Medio Oriente in contatto costante con la nostra Ambasciata a Beirut. Invito nuovamente tutti gli italiani a lasciare il Libano al più presto. Per ogni evenienza fare riferimento a @ItalyinLebanon e Unità di crisi 📞+39 06/36225
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) September 27, 2024Fonte israeliana a Axios, Nasrallah era l’obiettivo dell’attacco su Beirut
Hassan Nasrallah era l’obiettivo dell’attacco su Beirut. A darne notizia è Barak Ravid su X citando una fonte israeliana. Le Forze di Difesa israeliane stanno verificando se è rimasto ferito, si legge su X.
Fonti Libano, ’Nasrallah era obiettivo attacco a Beirut’
Era Hasan Nasrallah, leader degli Hezbollah, l’obiettivo del massiccio bombardamento aereo israeliano su Beirut. Lo riferiscono fonti della sicurezza locali citati dai media libanesi. Non si hanno al momento informazioni sulla sorte di Nasrallah.
Attacco a Beirut, Netanyahu abbandona il briefing stampa
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha abbandonato in tutta fretta il briefing con i giornalisti a New York dopo essere stato informato dell’attacco a Beirut.
Media, raid israeliani contro roccaforte Hezbollah a Beirut
L’agenzia ufficiale libanese riferisce di una serie di attacchi israeliani nella periferia sud di Beirut. Nel sobborgo è situato il quartier generale di Hezbollah.
Houthi, ’presi di mira 3 cacciatorpedinieri Usa’
Gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato di aver preso di mira “con 23 missili balistici e alati e un drone tre cacciatorpediniere statunitensi nel Mar Rosso, mentre erano diretti a supportare Israele”. Lo riporta Haaretz.
Idf, Hamas sconfitto militarmente a Gaza, ora è guerriglia
L’esercito israeliano (Idf) ritiene che Hamas sia stato sconfitto militarmente in tutta la Striscia di Gaza e che ora sia un gruppo terroristico di guerriglia, che richiederà tuttavia ancora del tempo per essere smantellato. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’Idf, Hamas non è più lo stesso gruppo terroristico che era prima del 7 ottobre, in termini di comando e controllo, armi, razzi e agenti, almeno la metà dei quali sono stati uccisi. L’Idf ha definito lo smantellamento di Hamas come l’obiettivo di guerra più importante nel sud, ma precisa che la restituzione degli ostaggi è un obiettivo più urgente e sta ricevendo la priorità: “Se aspettiamo, non è certo che ci sarà qualcuno da restituire”, è la posizione dell’esercito.
Italia-Germania: Mattarella a Porta di Brandeburgo a Berlino
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato presso la Porta di Brandeburgo a Berlino nell’ambito della sua visita di Stato in Germania. Nell’occasione Mattarella ha incontrato il sindaco di Berlino, Kai Wagner, e ha salutato le tante persone presenti venute a salutarlo, tra cui anche i bambini delle scuole italiane.
Idf sposta altre due brigate al confine con il Libano
L’esercito israeliano ha spostato due brigate operative di riservisti nel nord del Paese, al confine con il Libano. Lo riferisce l’Idf. L’operazione avviene in un contesto in cui le stesse forze di difesa si dicono pronte ad entrare con le loro truppe in territorio libanese per distruggere le postazioni militari di Hezbollah che ogni giorno, dall’8 ottobre 2023, bombarda Israele.
Zelensky, ’d’accordo con Trump che guerra va fermata’
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump hanno ’’una visione comune sul fatto che la guerra in Ucraina vada fermata’’. Lo ha dichiarato Zelensky prima di iniziare l’incontro con l’ex presidente americano alla Trump Tower di New York.
Netanyahu all’Onu, alcune delegazioni lasciano l’aula
Qualche applauso e molte contestazioni hanno accolto l’arrivo del premier israeliano Benyamin Netanyahu nella sala dell’Assemblea Generale dell’Onu per pronunciare il suo discorso. Il presidente dell’Assemblea ha dovuto richiamare all’ordine i presenti, mentre alcune delegazioni abbandonavano la sala. La delegazione israeliana incita con applausi quasi ogni frase iniziale del premier.
Per approfondire: Netanyahu all’Onu: Israele cerca la pace ma lotta per la vita
Media, discorso Netanyahu all’Onu sarà su minacce Iran e ’giusta guerra’ di Israele
Nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si concentrerà “sulla minaccia iraniana a Israele e al mondo” e “sottolineerà l’importanza della nostra guerra giusta contro Hamas e anche Hezbollah come proxy iraniani”. Lo dice un funzionario dell’ufficio di Netanyahu al The Times of Israel. Netanyahu parlerà anche di “opportunità regionali”, continua il funzionario. “Da una parte c’è l’asse delle benedizioni, dall’altra c’è l’asse delle maledizioni. C’è chi decide di stare dalla parte delle maledizioni, e noi combatteremo contro di loro”, conclude.
Israele, guerra in Libano non sarebbe lunga come quella a Gaza
Un’eventuale guerra contro Hezbollah non durerebbe come quella nella Striscia di Gaza, perché gli obiettivi sarebbero molto più limitati. Lo ha detto un funzionario della sicurezza israeliana, citato da Associated Press. Mentre a Gaza, ha spiegato, Israele punta a smantellare il governo politico e militare di Hamas, in Libano il target sarebbe solo quello di allontanare Hezbollah dal confine con lo Stato ebraico. Non è stata presa alcuna decisione su un’eventuale operazione di terra nel sud del Libano - ha precisato il funzionario - ma l’esercito si sta comunque addestrando a questa possibilità ed è pronto a metterla in pratica. Israele, ha spiegato ancora il funzionario, considera ancora valida la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. E tuttavia, ha sottolineato, tale provvedimento dovrebbe essere applicato da una forza internazionale in grado di impedire a Hezbollah di installare infrastrutture vicino al confine con Israele. Proprio i bombardamenti di questa settimana, ha concluso,rappresentano la mossa con cui Israele ha iniziato a far rispettare tale risoluzione.
Hamas, «leader lascino aula mentre Netanyahu parla all’Onu»
Hamas ha chiesto che, durante il discorso che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà oggi all’Assemblea generale dell’Onu, i presenti lascino la sala. E’ ’’il minimo che i leader possano fare per esprimere il loro rifiuto e la loro condanna rispetto al genocidio’’ in corso a Gaza, ha aggiunto Izzat al-Rishq, membro della leadership politica di Hamas. “E’ accettabile che i leader mondiali ascoltino Hitler parlare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite?”, si è chiesto al-Rishq, dicendo che “Netanyahu è l’esecutore diretto del genocidio a Gaza, in corso da quasi un anno”
Houthi, abbiamo attaccato Israele e lo faremo ancora
Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato di aver preso di mira le città israeliane di Tel Aviv e Ashkelon con un missile balistico e un drone. Lo riporta il Guardian. Il portavoce militare degli Houthi ha affermato che le loro operazioni non si fermeranno nei prossimi giorni finché non saranno terminate le offensive israeliane a Gaza e in Libano. “Condurremo altre operazioni militari contro il nemico israeliano in segno di vittoria per il sangue dei nostri fratelli in Palestina e Libano”, ha affermato Yahya Sarea in un discorso televisivo.
Ministro Sanità Libano: «25 i morti in raid Idf oggi»
Sono almeno 25 le persone che hanno perso la vita dalle prime ore di oggi in Libano a causa dei raid aerei condotti delle Forze di difesa israeliane (Idf). Lo rende noto il ministero della Sanità libanese Firass Abiad.
Scalo di Beirut ancora operativo per rientri in Italia
L’aeroporto di Beirut resta, al momento, operativo con voli regolari per l’Italia. Lo apprende LaPresse da fonti della Farnesina. Le compagnie aeree, a partire da quella nazionale libanese Mea, stanno garantendo voli come da programmazione, su due rotte: Roma e Milano.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nei giorni scorsi aveva spiegato che in Libano “ci sono circa 2-300 italiani stanziali, con doppio passaporto, sposati e che vivono lì stabilmente, e sono seguiti con grande attenzione dalla nostra Ambasciata a Beirut. Poi ci sono gli italiani che sono lì per lavoro, circa 2-300. A loro abbiamo sempre consigliato di lasciare il Paese il prima possibile”.
Fonti libanesi alla Cnn: «Esplosivo nascosto nelle batterie dei cercapersone»
Israele avrebbe nascosto gli esplosivi all’interno delle batterie di cercapersone portati in Libano. Lo sostengono due alti funzionari della sicurezza libanese, che alla Cnn hanno detto che la tecnologia era così avanzata da essere praticamente impercettibile. Le fonti hanno assistito a una serie di esplosioni controllate di alcuni cercapersone che erano spenti al momento dell’attacco del 17 settembre, il che significa che non avevano ricevuto il messaggio che ne avrebbe causato la detonazione. Israele non ha commentato direttamente gli attacchi, ma la Cnn ha appreso che le esplosioni sono state il risultato di un’operazione congiunta del servizio di intelligence israeliano, il Mossad, e dell’esercito israeliano. Il ministro della Difesa, Yoav Gallant, ha tacitamente riconosciuto il ruolo del suo paese il giorno dopo l’attacco con i cercapersone, elogiando “gli eccellenti risultati, raggiunti insieme allo Shin Bet e al Mossad”. Sia il Libano che Hezbollah hanno incolpato Israele per gli attacchi.
Gallant: «Avanti con raid contro Hezbollah, intensificheremo operazioni»
Israele continuerà a colpire obiettivi degli Hezbollah libanesi e “intensificherà” le operazioni. Lo ha assicurato il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, che ha ripetuto l’obiettivo di consentire a chi viveva nelle località nel nord di Israele, a ridosso del confine con il Libano, di tornare in sicurezza nelle loro case, abbandonate un anno fa dopo l’inizio della campagna militare israeliana contro Hamas nella Striscia di Gaza, in risposta all’attacco del 7 ottobre in Israele, e la ’discesa in campo’ di Hezbollah con attacchi oltreconfine in “solidarietà” con il gruppo palestinese. “Nell’ultimo anno abbiamo colpito con molta forza Hezbollah, in particolare nelle ultime settimane - ha detto Gallant in un messaggio video da Safed, nel nord di Israele, come riporta il Times of Israel - Continueremo e intensificheremo questo sforzo”. Gallant ha insistito sulla “sicurezza” nelle località nel nord del Paese e sul “ritorno sicuro a casa delle persone evacuate” da queste aree.
Oms: «Inaccettabili 24 raid su sanità Libano con 27 morti e 55 feriti»
E’ “inaccettabile” che siano stati sferrati “finora 24 attacchi contro le strutture sanitarie” in Libano da parte di Israele, causando “27 morti e 55 feriti tra gli operatori sanitari’’. Lo ha scritto su X il rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in Libano Abdinasir Abubakar, affermando che le strutture sanitarie ”devono essere sempre protette”.
Unicef, raddoppia numero bimbi uccisi rispetto a 2006 in Libano
Il numero medio di bambini uccisi al giorno in Libano questa settimana è più che doppio rispetto al numero di bambini uccisi al giorno durante il devastante conflitto del 2006. Si stima che durante il conflitto del 2006, durato 33 giorni, siano stati uccisi 400 bambini, ovvero circa 12 bambini al giorno. Secondo il ministero della Sanità libanese, 50 bambini sono stati uccisi nell’arco di due giorni, lunedì e martedì di questa settimana. Il ministero prevede inoltre che altri bambini siano rimasti sepolti sotto le macerie degli edifici distrutti in tutto il Paese.
L’escalation degli ultimi giorni ha provocato migliaia di morti e feriti, sfollamenti di massa, danni ingenti alle infrastrutture e una paura inimmaginabile nella vita quotidiana delle persone in tutto il Paese.
Sindaco di Tiberiade, «limitare le uscite in strada»
Il sindaco di Tiberiade, Yossi Nivah in seguito ai tre attacchi di razzi lanciati dal Libano verso la città questa mattina ha chiesto alla cittadinanza di limitare al minimo le uscite in strada. Lo riferisce Ynet.
Harris, ci sono leader in Usa che vogliono la resa di Kiev
“Ci sono dei leader negli Stati Uniti che vogliono che l’Ucraina ceda territori con proposte che non sono di pace ma di resa”. Lo ha detto Kamala Harris a Volodymyr Zelensky in un chiaro riferimento a Donald Trump e a parte dei repubblicani.
Ucraina: media, hacker Kiev attaccano 800 server in Russia
Negli ultimi quattro giorni gli hacker della direzione principale dell’intelligence ucraina (Gur) avrebbero attaccato più di 800 server in diverse regioni russe. Lo riporta Rbc Ucraina, citando fonti di intelligence. A seguito del cyber attacco i documenti e i dati memorizzati sui server colpiti sarebbero stati completamente distrutti. Si tratterebbe di server di istituzioni militari, amministrative e finanziarie che sostengono la guerra russa in Ucraina. “La perdita di dati e documentazione ha portato ad un’interruzione parziale o totale del lavoro dei consumatori e dei fornitori di servizi in vari settori, e richiederà anche la spesa di ulteriori risorse per la ricerca e il recupero dei dati e dimostrerà ancora una volta alla popolazione locale il basso livello del supporto tecnico nella Federazione Russa”, ha affermato la fonte.
Hezbollah rivendica il lancio di missili su Israele a Tiberiade
- Hezbollah ha rivendicato il lancio di missili in direzione della città israeliana settentrionale di Tiberiade, vicino all’omonimo lago, affermando che si è trattato della risposta ai “selvaggi” attacchi israeliani contro “città e civili libanesi” da parte delle forze dello Stato ebraico. L’Idf ha detto di aver intercettato molti dei missili provenienti dal Libano, cinque dei quali sono esplosi nel lago di Tiberiade.
Usa, escalation complicherebbe rientro residenti nord Israele
Nel corso del suo incontro con il ministro israeliano per gli Affari strategici, Ron Dermer, avvenuto a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha ribadito la convinzione dell’amministrazione Biden secondo cui un’ulteriore escalation tra Israele ed Hezbollah finirà col complicare il raggiungimento dell’obiettivo di far tornare nelle proprie case gli israeliani evacuati lungo il confine nord. Blinken - secondo un resoconto del dipartimento di Stato americano - ha anche parlato dell’importanza di raggiungere un accordo per un cessate il fuoco di 21 giorni lungo il confine tra Israele e Libano, proposto da Stati Uniti, Australia, Canada, Unione Europea, Francia, Germania, Italia, Giappone, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Qatar, e di raggiungere un accordo diplomatico che consenta ai civili su entrambi i lati del confine di tornare alle proprie case.
Kiev, «missile russo centra uffici Kryvyi Rih, possibili morti»
Un missile russo ha colpito un edificio amministrativo di Kryvyi Rih, la città natale di Volodymyr Zelensky nel centro-est dell’Ucraina, e “potrebbero esserci delle persone sotto le macerie”, riferisce l’emittente Rbc-Ucraina citando il canale Telegram del governatore regionale di Dnipropetrovsk, Serhiy Lysak.
Media, 5 soldati uccisi in raid israeliano in Siria
Secondo l’agenzia di stampa siriana Sana, ripresa da Haaretz, cinque soldati siriani sono stati uccisi e uno ferito in un attacco israeliano contro obiettivi militari a Kfer Yabous, al confine tra Siria e Libano.
Libano, «9 persone uccise in raid israeliano nel sud, tra cui 4 bambini»
Nove persone sono state uccise in un attacco israeliano sulla città di Shebaa nel Libano meridionale: lo afferma il sindaco Mohammad Saab, come riporta il Guardian. Un attacco israeliano avvenuto intorno alle 3 del mattino ha ucciso nove persone della stessa famiglia nella città di Shebaa, al confine meridionale del Libano, tra cui quattro bambini.
Mosca, indagati 3 giornalisti stranieri per ingresso Kursk
I servizi di sicurezza russi (Fsb) hanno aperto indagini penali contro tre giornalisti, due americani e un rumeno, che hanno attraversato “illegalmente” la frontiera russa dall’Ucraina per fare reportage nella parte occupata della regione di Kursk: lo riferisce Interfax. I due americani, Kathryn Diss e Fletcher Yeung, lavorano per l’emittente Abc, mentre il giornalista rumeno Mircea Barbu lavora per HotNews. In totale, dal 17 agosto sono state aperte indagini contro “12 giornalisti stranieri” per accuse di questo tipo, ha dichiarato l’FSB.
Netanyahu, «condivido obiettivi Usa per cessate il fuoco»
Nella notte, l’ufficio del primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha rilasciato una dichiarazione su X in merito ai “resoconti errati” sull’iniziativa di cessate il fuoco guidata dagli Usa. ’È importante chiarire che, all’inizio di questa settimana, gli Stati Uniti hanno informato Israele della loro intenzione di proporre, insieme ad altri partner internazionali e regionali, una proposta di cessate il fuoco in Libano. Israele condivide gli obiettivi dell’iniziativa, volti a consentire alle persone di tornare in sicurezza nelle proprie case lungo il confine settentrionale ed apprezza gli sforzi degli Usa in questo senso”.
al-Jazeera, «in Libano più di 700 morti da lunedì»
Sarebbero più di 700 i morti da lunedì scorso in Libano, dove Israele ha lanciato una serie di operazioni con l’obiettivo dichiarato di colpire siti di Hezbollah. Lo riporta stamani la tv satellitare al-Jazeera sul suo sito web in lingua inglese. Ieri il ministero della Salute di Beirut ha denunciato un bilancio di 92 morti e 153 feriti in sole 24 ore. Non si fa per ora distinzione tra civili e combattenti.
Milizie irachene filo-Iran rivendicano lancio droni e razzi
Il gruppo di miliziani filo Iran della Resistenza islamica in Iraq ha affermato di aver lanciato droni e missili da crociera contro Israele durante la notte. Lo riporta The Times of Israel, sottolineando che nello Stato ebraico non sono però risuonate sirene d’allarme. Le forze israeliane di difesa (Idf), hanno precisato che, sino a questa mattina, non si ha notizia di alcun razzo lanciato dall’Iraq che abbia raggiunto il Paese.
Harris a Zelensky, «mio sostegno a Ucraina è incrollabile»
- “Il mio sostegno all’Ucraina è incrollabile”. Lo ha detto la vice presidente Usa Kamala Harris al presidente Volodymyr Zelensky assicurandogli che lavorerà “affinché Kiev prevalga”.
Sirene d’allarme nel centro di Tel Aviv
Le sirene di allarme anti missile hanno risuonato ieri sera nel centro di Tel Aviv. Lo ha constatato l’ANSA sul posto. La popolazione è corsa nei rifugi.
Trump, vedrò Zelensky
Donald Trump ha annunciato ad un evento a New York che stamattina vedrà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Macron, con no a tregua Netanyahu responsabile escalation
- Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che sarebbe “un errore” da parte di Benyamin Netanyahu rifiutare la proposta di cessate il fuoco di Francia e Usa e che il premier israeliano si assumerebbe la “responsabilità” di un’escalation regionale. “La proposta avanzata è solida”, ha aggiunto in conferenza stampa a Montreal con il primo ministro canadese Justin Trudeau, precisando che è stata preparata con lo stesso Netanyahu e gli Stati Uniti. La Francia si oppone al fatto che il Libano “diventi una nuova Gaza. Israele deve cessare i suoi raid e Hezbollah deve uscire dalla logica della rappresaglia”, ha aggiunto
«Comandante Hezbollah ucciso gestiva attacchi Houthi da Yemen»
Secondo la rete saudita Al-Arabiya, Muhammad Hussein Surur, il comandante dell’unità aerea di Hezbollah ucciso oggi dall’esercito israeliano con un attacco mirato a Beirut, era tornato in Libano dallo Yemen solo tre giorni fa, dopo aver comandato i lanci missilistici degli Houthi. La rete ha pubblicato un documento del 2016 in cui Surur viene mostrato mentre istruisce il gruppo filoiraniano yemenita su come attaccare l’Arabia Saudita. Al-Hadath, media saudita, ha pubblicato in precedenza foto di lui mentre addestrava gli Houthi a Sanaa, la capitale dello Yemen.
Macron, ’posizione di Israele sulla tregua non è definitiva’
“Non ritengo che le prime dichiarazioni” di Israele sulla proposta di 21 giorni di cessate il fuoco in Libano siano “definitive”, “i contatti vanno avanti, faremo di tutto perché questa proposta venga accettata”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa in Canada. “Siamo pronti a convocare una nuova riunione del Consiglio di sicurezza per sollevare la questione e aumentare la pressione per ottenere risultati concreti”, ha aggiunto Macron
Idf, missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato
Gli allarmi anti missile sono scattati poco prima della mezzanotte italiana in tutto il centro di Israele, tra l’altro a Gush Dan, nella pianura di Yehuda e anche nel sud di Sharon, per l’arrivo di un missile lanciato dallo Yemen. Il portavoce dell’Idf ha informato che “il missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato con successo dal sistema Arrow. Le esplosioni sentite dalla popolazione sono state provocate dall’intercettazione”. Circa due settimane fa gli Houthi hanno lanciato un altro missile nel centro del Paese che è stato intercettato “parzialmente”. Finora Israele non ha risposto.
Proteste a NY in vista del discorso di Netanyahu all’Onu
Diverse proteste contro la guerra a Gaza si stanno svolgendo a New York all’arrivo nella metropoli del premier israeliano Benjamin Netanyahu che nelle prossime ore interverrà all’Assemblea Generale dell’Onu. Fuori dalla Grand central station si sono scontrati manifestanti filo-palestinesi e filo-israeliani bloccando l’accesso alla stazione, mentre migliaia di persone si sono radunate sui gradini della Biblioteca pubblica di Manhattan e hanno poi marciato verso il Palazzo di Vetro dove si sta tenendo un’altra protesta. Altre manifestazioni sono in corso nell’East Side di Manhattan.
Grossi,con aumento Paesi nucleari sale rischio uso armi atomiche
La crescita del numero di Paesi che possiedono armi nucleari probabilmente aumenterà il rischio del loro utilizzo: lo ha detto il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, in un’intervista al portale UN News. “Immaginate un mondo con tutte queste tensioni, in cui ci sono 15, 18, 20 Paesi con armi nucleari. L’uso di armi nucleari molto probabilmente avverrà”, ha affermato l’alto funzionario. Alcuni “Paesi stanno normalizzando la conversazione sulle armi nucleari, sul loro possesso, sul loro accesso, sulla loro acquisizione. Ed è il compito della Aiea di prevenire questi sviluppi”, ha aggiunto.
Lavrov a Onu, evitare iniziative pseudo-pacifiche sull’Ucraina
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha esortato il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres a evitare che le Nazioni Unite vengano coinvolte in “iniziative pseudo-pacifiche politicizzate” sull’Ucraina: lo ha reso noto il ministero degli Esteri russo, come riporta la Tass. Nella dichiarazione, rilasciata dopo l’incontro tra Lavrov e Guterres a margine della 79esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il ministero ha affermato che Lavrov “ha sottolineato ancora una volta l’importanza che l’amministrazione e il personale delle Nazioni Unite rispettino costantemente i principi di imparzialità ed equidistanza, anche per quanto riguarda i crimini commessi dal regime di Kiev”. Il capo della diplomazia russa ha inoltre lanciato “un appello urgente per evitare che le agenzie dell’Onu siano coinvolte in iniziative pseudo-pacifiche politicizzate nel contesto della crisi ucraina”. (
Media, Paesi Occidente valutano evacuazione cittadini dal Libano
Le nazioni occidentali stanno valutando le loro opzioni su come evacuare in sicurezza i propri cittadini dal Libano nel caso in cui scoppiasse una guerra su vasta scala: lo riporta l’agenzia di stampa Reuters sul suo sito, che cita fonti diplomatiche. Cipro e forse la Turchia, aggiunge, potrebbero offrire rifugio a decine di migliaia di persone. Cipro è lo Stato membro dell’Unione Europea più vicino, a circa 264 km dal Libano, ed è stato in prima linea negli sforzi di aiuto marittimo per Gaza e in passato è stato utilizzato per coordinare le evacuazioni dal Libano, ricordano le fonti. Cipro ha accolto circa 60.000 persone in fuga dalla guerra Hezbollah-Israele nel 2006, e una potenziale invasione di terra israeliana nel sud del Libano con una risposta da parte di Hezbollah sostenuto dall’Iran con missili balistici e droni potrebbe significare evacuazioni di massa sia dal Libano sia da Israele. “Abbiamo richieste da diversi Paesi, non solo dall’Unione europea ma anche da altri Paesi terzi. Siamo pronti a svolgere questo ruolo in caso di necessità”, ha detto alla Reuters il presidente di Cipro, Nikos Christodoulides a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu a New York. Diversi Paesi - tra cui Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania - hanno migliaia di cittadini che vivono o viaggiano attraverso il Libano. Tutti hanno lavorato negli ultimi mesi per preparare piani con Cipro nel caso di una guerra su vasta scala, scrive l’agenzia.
