Istat, nel 2022 forte ripresa dei viaggi. Più 143% quelli all’estero
Pubblicato il report «Viaggi e vacanze in Italia e all’Estero - Anno 2022»t. Il comparto si avvicina ai livelli pre Covid ma si riduce leggermente la durata delle vacanze
di Enrico Netti
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Una forte ripresa ma non sufficiente per ritornare ai livelli pre pandemia. Il turismo nel 2022 ha visto crescere i viaggi con pernottamento (+31,6% rispetto al 2021) salendo a 54,8 milioni e riavvicinandosi ai valori del 2019 ma c’è da recuperare un gap del 23%. Il numero delle notti in viaggio sfiorano i 347 milioni (+23,3% sul 2021) e -15% sul 2019. Per quanto riguarda i viaggi all’estero, grazie al progressivo allentamento delle restrizioni sanitarie, segnano un +143% pari a 48 milioni di notti in più ma c’è da recuperare un altro 37% per superare il dato 2019. Anche i viaggi in Italia, con l’exploit degli arrivi dagli Usa da luglio in poi, riprendono a crescere (+18,3% sul 2021, 17,6 milioni le notti recuperate), seppur inferiori di circa il 19% rispetto al 2019. È quanto rivela il report «Viaggi e vacanze in Italia e all’Estero - Anno 2022» diffuso dall’Istat che evidenzia il recupero quasi totale le vacanze di 4 o più notti, che tornano ai livelli del 2019, mentre le vacanze più brevi (1-3 notti) sono ancora lontane dalla situazione pre-pandemia (-26%). Le persone che hanno fatto almeno una vacanza tra luglio e settembre salgono al 35,7%, contro il 33,9% del 2021 e il 37,8% nel 2019. Le vacanze brevi, invece, pur registrando un notevole aumento (+47% di viaggi, +56% di notti sul 2021) rimangono il 26% in meno di quelle registrate nel 2019. Il divario tra i pernottamenti di vacanza del 2022 e del 2019 scende a 49,4 milioni (-12,9%).
L’estate 2022 tra carovita e affitti brevi
Sulla durata delle vacanze pesano i rincari portati dal caro energia e così si è assistito a una limatura dei giorni calati a 6,5 notti contro le 6,9% del 2021. Con un effetto domino cala la durata media del viaggio a 6,3 giorni contro i 6,8 dell’anno precedente. Le escursioni nel 2022 sono state 46,8 milioni (+29,3%) e tornano ad essere diffuse durante tutto l’anno, con una lieve prevalenza nel periodo primaverile (26,9%). Le persone partite per una vacanza estiva sono poco più di 21 milioni, in crescita del 5% rispetto all'anno precedente e l’incremento maggiore si registra per i turisti 55-64enni (+18,2%) e per i residenti nel Nord-est (+10,3%) che tuttavia non raggiungono ancora i livelli dell'estate 2019 (-21,5%), come accade invece per il Nord-ovest, il Centro e il Sud, stabili rispetto al 2021. I vacanzieri residenti nelle Isole, invece, nell’estate del 2022 diminuiscono del 24,6% e si riportano sotto i livelli pre-pandemia. Nel complesso, i turisti che partono per vacanza tra luglio e settembre sono il 6,8% in meno del 2019. I viaggi estivi sono mediamente più lunghi rispetto a quelli degli altri trimestri (8,5 notti) e di durata maggiore rispetto all'estate del 2021 (8,1 notti). Le vacanze lunghe sono il 73,7% dei viaggi estivi, quota simile all’estate del 2021 (72,2%) e del 2019 (72,6%). Quasi la metà delle vacanze lunghe (47,9%) dura
meno di una settimana. Le vacanze al mare continuano a essere le preferite dai residenti (52,5% sul totale delle vacanze) e per il secondo anno consecutivo si registra una predilezione per l’estero. Come per le vacanze in città, rispetto al 2019 si recupera quasi completamente l’ammontare delle vacanze al mare in Italia (-6,7%), mentre al’'estero il recupero è inferiore (-15,8%) e solo durante i mesi estivi (luglio-settembre) si raggiungono di nuovo i livelli pre-pandemici. Le vacanze in montagna e campagna rimangono stabili sul 2021 e sono rispettivamente il 24,5% e il 14,1% del totale delle vacanze. Per quanto riguarda l’ospitalità turistica la formula preferita dagli italiani è quella degli alloggi privati (53,7% e 62% in termini di pernottamenti) soprattutto in Italia. La formula degli affitti brevi è scelta soprattutto nel caso delle vacanze lunghe e prevale nel Mezzogiorno per quasi i due terzi dei viaggi e nel Centro Italia (57,6%) soprattutto abitazioni di parenti e amici e alloggi in affitto/bed&breakfast. Nei viaggi all’estero c’è una sorta di equilibrio tra hotel e case private.
Raddoppiano i viaggi all’estero
Aumentano gli spostamenti turistici verso i paesi della UE (+117%), ma soprattutto quelli
verso i paesi europei non UE e il Resto del mondo, di oltre tre volte superiori a quelli del 2021. Ne consegue che, nel 2022, pur continuando a prevalere la connotazione domestica dei viaggi (l’80,3% degli spostamenti ha come destinazione una località italiana), la quota dei soggiorni oltre confine sale al 19,7% (era 10,7% nel 2021, 9,1% nel 2020) avvicinandosi progressivamente ai livelli pre-Covid (23,9% nel 2019). In particolare, nel trimestre estivo i residenti riservano alle mete straniere il 20,6% delle vacanze (24,3% se lunghe), quota in crescita rispetto al 2021 di oltre 11 punti percentuali (quasi 14 punti percentuali per le vacanze lunghe) e prossima a quella del 2019.
Stabili i viaggi di lavoro
Solo il 6,9% dei viaggi è svolto per motivi di lavoro (3,8 milioni), senza sostanziali variazioni in termini di viaggi e di notti rispetto al 2021. Gli spostamenti per lavoro non mostrano quindi segnali di ripresa, attestandosi a circa la metà di quelli registrati nel 2019, con una durata media inferiore rispetto al 2021 (3,8 notti, oltre una notte in meno). Le riunioni d'affari sono le motivazioni più frequenti (17,1%), seguite dai congressi, convegni e seminari (16,1%) e dalle attività di rappresentanza, installazione o vendita (9,7%).

