Benessere

Istat: italiani (un po’) più salutisti, gli anziani usano più internet

Rapporto 2023: cala l’abitudine al fumo, aumenta la pratica sportiva

di Carlo Marroni

Come muoversi per restare giovani

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Italiani un po’ più salutisti ma non sempre (e non tutti). Tra il 2003 e il 2023 – rivela il rapporto Istat per il 2023 presentato in Parlamento dal presidente Francesco Maria Chelli - diminuisce l’abitudine al fumo della popolazione adulta (dal 29,1 al 23,7 per cento). Nel tempo, la distanza uomo-donna si riduce per effetto di una flessione meno marcata dell’abitudine al fumo tra le donne: dal 22,3 al 19,3 per cento, mentre per gli uomini si passa dal 36,0 al 28,1 per cento.

Tra il 2003 e il 2023 la quota di adulti che non praticano né sport né attività fisica diminuisce (dal 39,5 al 31,5 per cento). La distanza uomo-donna si è molto ridotta nel tempo, perché il calo tra le donne è stato circa il doppio di quello degli uomini. Parallelamente, è aumentata la pratica sportiva (dal 29,4 al 37,8 per cento), specialmente di tipo continuativo.

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Gli anziani stanno meglio e usano sempre più Internet

Per gli anziani si evidenzia nel tempo un miglioramento delle condizioni di salute: le persone in buona salute sono passate dal 29,4 del 2009 al 37,8 per cento del 2023 e, parallelamente si è ridotta la condizione di multicronicità (dal 38,7 del 2003 al 34,3 per cento del 2022). Nel 2023 solo 4 persone di 65 anni e più su 10 dichiarano di utilizzare Internet regolarmente, quota in netto miglioramento rispetto al 2003 (erano l’1,6 per cento). Si mantengono elevate anche nel 2023 le differenze di genere (47,0 per cento degli uomini a fronte del 34,6 per cento delle donne) e tra Nord e Sud del Paese.

Tra i giovani peggiorano indicatori di salute mentale

I giovani si confermano la fascia di popolazione che dichiara più spesso buone o molto buone condizioni di salute (circa 9 ragazzi di 16-24 anni su 10). Negli anni più recenti, tuttavia, si osserva un peggioramento degli indicatori di salute mentale, in particolare per le ragazze. L’indice di salute mentale già ridottosi nel 2021 in concomitanza del periodo pandemico (arrivando a 65,9 su 100 tra le ragazze), scende ulteriormente nel 2023 (da 68,2 del 2022 a 66,5).

Tra i ragazzi di 16-24 anni è in peggioramento l’eccesso di peso, passato dal 10,6 per cento del 2003 al 15,6 per cento del 2023), con un incremento più marcato a partire dal 2017. Tra il 2003 e il 2023 si riduce tra i giovani il consumo giornaliero di bevande alcoliche (dall’11,2 al 4,8 per cento) ma si osserva l’aumento del consumo occasionale (dal 56,3 al 59,1 per cento) e di quello fuori pasto (dal 35,5 al 39,7 per cento).

Negli ultimi venti anni aumenta la pratica sportiva tra i giovani (dal 54,2 per cento del 2003 al 57,7 per cento del 2023). Parallelamente, si è osservato un lieve aumento dell’attività fisica (dal 18,7 per cento al 20,6 per cento). Queste dinamiche si riflettono in una riduzione della sedentarietà tra i giovani (dal 26,6 per cento del 2003 al 21,7 del 2023).

Raddoppia l’uso del web, annullati i gap territoriali

Tra i giovani di 16-24 anni, negli ultimi venti anni è più che raddoppiata la percentuale di utenti regolari di Internet (dal 46,7 per cento nel 2003 al 97,6 per cento nel 2023): un uso generalizzato che ha annullato le differenze di genere e territoriali prima esistenti. Resta, tuttavia, un ritardo da parte dei ragazzi residenti in Italia nell’acquisizione di alcune competenze digitali rispetto ai coetanei europei.

Incontrarsi con i propri amici è una caratteristica peculiare dei più giovani, sebbene la rarefazione delle frequentazioni in presenza sia una tendenza che si osserva da lungo tempo. La quota di giovani che incontra assiduamente gli amici si è ridotta significativamente nel tempo passando dal 94,8 per cento del 2003 all’88,0 per cento del 2023. Nel 2023, il 40,2 per cento dei 16-24enni ha svolto almeno un’attività di partecipazione politica, con una riduzione significativa rispetto al 54,5 per cento del 2003; l’8,0 per cento ha svolto attività di volontariato, con una riduzione significativa rispetto a venti anni prima (era 11,0 per cento nel 2003).

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