Istat: nascite 2022 ancora in calo (-1,9%). Popolazione sotto i 59 milioni, aumenta l’arrivo di immigrati
Dal 2018 il calo della popolazione è stato di circa un milione di persone. Lieve recupero al Sud
di Carlo Marroni
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Nuovo calo della popolazione in Italia. Nel 2022 è scesa sotto la soglia dei 59 milioni (58.850.717): al 31 dicembre la popolazione residente è inferiore di circa 179mila unità rispetto all’inizio dell’anno (-0,3%), nonostante il positivo contributo del saldo migratorio con l'estero. I nati sono risultati di 392.598 (-1,9%), rispetto ai 400.249 del 2021 (dati definitivi), anche se con lievi segnali di recupero al sud. I decessi restano ancora su livelli elevati, anche per effetto dell'incremento registrato nei mesi estivi a causa del caldo eccessivo. In aumento i movimenti migratori, rispetto agli anni della pandemia, anche a causa degli effetti della crisi bellica in Ucraina: sono 360.685 le iscrizioni in anagrafe dall'estero. Dal 2018 il calo della popolazione è stato di circa un milione di persone.
La dinamica naturale negativa prosegue in tutte le regioni
Il nuovo record minimo di nascite (393mila) e l'elevato numero di decessi (713mila) continuano a produrre un forte impatto sulla dinamica naturale. Dal 2008, anno in cui si è registrato il valore massimo relativo di nascite degli ultimi 20 anni, l’Italia ha perso la capacità di crescita per effetto del bilancio naturale, non rimpiazzando a sufficienza chi muore con chi nasce.
Il deficit del saldo naturale è aumentato in modo progressivo, raggiungendo i picchi più elevati nel biennio 2020-2021, quando si è registrata una perdita di oltre di 300mila persone in media annua. Al deficit della componente naturale negli anni di pandemia, nel 2022 si somma un ulteriore decremento di 320mila unità, determinando in soli tre anni la perdita di 957mila persone, all'incirca la popolazione di una città come Napoli.
Il persistere degli effetti dell'epidemia fino alla primavera ha contribuito a determinare solamente nei primi tre mesi del 2022 una perdita di 105mila unità, pari al 32,7% del saldo naturale dell’intero anno. Inoltre, per il periodo estivo, l’eccesso di mortalità registrata nel mese di luglio provoca un aumento del 58,3% del deficit naturale rispetto allo stesso mese del 2021.
Nuovo record negativo per le nascite, con lievi recuperi al Sud
Nel 2022 si contano quindi, come detto, 392.598 nascite, 7.651 in meno rispetto al 2021 (-1,9%), nuovo record negativo che accentua la denatalità degli ultimi anni. Se l’andamento delle nascite del 2021 ha lasciato pochi dubbi sul ruolo svolto dall'epidemia nei confronti dei mancati concepimenti, più complesse sono le dinamiche alla base del calendario nel 2022. Il contesto della crisi sanitaria ancora presente nel 2021 e le conseguenti incertezze economiche potrebbero avere incoraggiato le coppie a rimandare ancora una volta i loro piani di genitorialità.

