I post pro Hamas sui social sono istigazione a delinquere, ma non provano l’adesione
Celebrare l’attentato del 7 ottobre contro Israele è reato, ma l’adesione ideologica alle finalità dell’associazione non dimostra l’inserimento
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Celebrare sui social l’attentato del 7 ottobre 2023, messo in atto da Hamas contro Israele è istigazione a delinquere. Ma l’adesione ideologica agli scopi dell’associazione non bastano per provare l’effettiva partecipazione. Neppure quando l’indagato, come nel caso esaminato dalla Cassazione, condivide l’amicizia su Facebook con Abdesalem Lassoued, autore dell’attentato di Bruxelles del 16 ottobre 2023, e lo incontra una sola volta in Abruzzo, prima del suo trasferimento in Belgio.
La Suprema corte accoglie in parte il ricorso di un indagato 39enne tunisino, finito in carcere a Vasto con l’accusa di terrorismo internazionale, per il fumus di due reati: partecipazione alle associazioni terroristiche «Hamas» e «Jihad islamico palestinese» e istigazione a delinquere, con l’aggravante della finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico dello Stato estero di Israele.
La prima accusa si basava sulla sua costante attività di propaganda e proselitismo, per la promozione del programma terroristico delle due organizzazioni, attraverso Facebook. Nel mirino degli inquirenti erano finiti, in particolare, i post che celebravano l'operazione di Hamas contro civili e militari israeliani del 7 ottobre 2023, i contatti intrattenuti anche su Messenger con Lassoued, oltre a una ingente quantità di materiale utile a fare adepti.
La natura terroristica di Hamas dopo il 7 ottobre
Quanto all'accusa di istigazione a delinquere derivava dal suo incitamento a commettere delitti contro Israele.
Il primo passo della difesa, sta nel negare la finalità terroristica di «Hamas» e «Jihad islamico palestinese», che non poteva essere dimostrata solo dal loro inserimento nella black list dell’Unione Europea, anche in assenza di sentenze passate in giudicato in Italia, che affermino la loro natura terroristica. In ogni caso mancava la prova della partecipazione alle organizzazioni dell’interessato. La Suprema corte chiarisce allora che se l’inserimento nella «lista nera» delle associazioni in questione da parte degli organismi internazionali, non è sufficiente a qualificarne questa natura, può comunque essere usata come indizio. Tuttavia, gli “indizi” della finalità terroristica di Hamas - sottolinea la Cassazione - hanno trovato ulteriori riscontri e conferme, proprio nei fatti del 7 ottobre, celebrati dall’indagato.

