I genitori di Cecilia Sala chiedono il silenzio stampa. Iran: «Italia non segua politica ostile Usa, rilasci Abedini»
L’Italia chiede a Teheran «garanzie totali sulle condizioni di detenzione di Cecila Sala» e la «liberazione immediata» della giornalista italiana
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La corte d’appello di Milano ha fissato per il 15 gennaio l’udienza per discutere la richiesta dei domiciliari avanzata dalla difesa di Mohammad Abedini Najafabadi, l’ingegnere iraniano bloccato in Italia il 16 dicembre scorso per una richiesta di estradizione degli Usa. L’istanza ha il parere negativo della Procura generale di Milano. Il caso dell’ “uomo dei droni” è strettamente legato a quello di Cecilia Sala, la giornalista italiana detenuta dallo scorso 19 dicembre nel carcere di Evin, in Iran.
«Pregherò per lei e per me». Così Abedini ha detto al suo avvocato, Alfredo De Francesco, durante il colloquio in carcere di stamani in cui si è parlato anche di Sala. L’ingegnere iraniano, che ha ribadito la preoccupazione per la propria famiglia, ha chiesto infatti informazioni anche sulla sulla vicenda della giornalista in carcere in Iran.
Iran: Italia non segua politica ostile Usa, rilasci Abedini
E proprio l’Iran, secondo quanto riporta l’Irna, ha protestato per l’arresto di Abedini, definendolo «illegale e in linea con gli obiettivi politici ostili Usa» e si aspetta che «Roma rigetti la politica sugli ostaggi degli Stati Uniti e crei le condizioni per il rilascio» del cittadino iraniano. Lo ha detto Majid Nili Ahmedabadi, dg per l’Europa occidentale del Ministero degli Esteri di Teheran all’ambasciatrice Paola Amadei nell’incontro che ha avuto sul caso Sala. «Gli Usa prendono in ostaggio gli iraniani nel mondo, imponendo le loro leggi in altri paesi: questo non solo danneggerà i legami Iran-Italia, ma è contro le leggi internazionali».
Fonti: su Sala interlocuzioni tra il governo e gli Usa
Intanto è in corso un’interlocuzione tra il governo italiano e le autorità statunitensi sulla vicenda di Cecilia Sala, la giornalista detenuta in Iran. Lo si apprende da fonti informate. Confronti e scambi di informazioni, a più livelli, sono avvenuti anche nella giornata di ieri, giovedì 2 gennaio, quando a Palazzo Chigi si è riunito un vertice di governo sul caso della reporter italiana. Nei giorni scorsi Teheran aveva proposto uno scambio di prigionieri con Cecilia Sala, chiedendo il rientro nel proprio Paese di Mohammed Abedini, il 38enne iraniano arrestato a Malpensa, sul quale pendeva un mandato internazionale di cattura diramato dagli Usa.
I genitori di Cecilia chiedono il silenzio stampa
I genitori di Cecilia Sala chiedono il silenzio stampa per evitare di complicare l’evoluzione della vicenda. «La fase a cui siamo arrivati - si legge nel messaggio - è molto delicata e la sensazione è che il grande dibattito mediatico su ciò che si può o si dovrebbe fare rischi di allungare i tempi e di rendere più complicata e lontana una soluzione. Per questo abbiamo deciso di astenerci da commenti e dichiarazioni e ci appelliamo agli organi di informazione chiedendo il silenzio stampa. Saremo grati per il senso di responsabilità che ognuno vorrà mostrare nell’evitare di divulgare notizie sensibili e delicate».

