Italo, i pullman oltre ai treni: acquisizione di Itabus in arrivo
La società controllata da Gip tratta l’acquisizione dal gruppo dei fondatori. La mossa destinata a far salire il valore del gruppo, stimato in circa quattro miliardi
di Carlo Festa
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I punti chiave
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Il gruppo Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori, big italiano dei treni ad alta velocità controllato dal fondo infrastrutturale americano Global Infrastructure Partners (Gip), tratta l’acquisizione di Itabus, azienda italiana di trasporto su strada che ha tra i suoi soci Flavio Cattaneo, la famiglia Cordero di Montezemolo, la famiglia Punzo e l’imprenditrice Isabella Seragnoli. Le trattative, secondo fonti finanziarie, sono in corso in queste settimane.
La società
Itabus è un’iniziativa industriale completamente italiana, nata soltanto due anni fa, nel 2021, ancora in mezzo alla fase finale della pandemia. Malgrado le difficoltà iniziali congiunturali, l’operatore privato di trasporto su gomma a lunga percorrenza ha cominciato a macinare risultati e ad allargare le proprie destinazioni, da Nord a Sud Italia. In pochissimo tempo, al primo anno di attività e in mezzo al Covid, ha raggiunto un giro d’affari di circa 30 milioni.
C’è già un filo rosso che collega Itabus al big dei treni ad alta velocità: la memoria corre infatti al 2006, quando sia Montezemolo sia Punzo erano stati tra i soci fondatori (assieme a Diego Della Valle e Giuseppe Sciarrone) di Italo-Ntv, che aveva lanciato la sfida alle Frecce di Trenitalia.
L’azionariato
Azionista di riferimento di Itabus con il 30% delle quote, oltre che ideatore del progetto, è invece Flavio Cattaneo, che a sua volta è stato dal 2015 al 2016 amministratore delegato di Ntv-Italo. Proprio Cattaneo, di recente, è stato indicato come nuovo amministratore delegato di Enel.
Italo è passato, invece, sotto il controllo del gruppo finanziario statunitense Gip nel 2018: il fondo ha rilevato quasi il 73% della compagine azionaria. I soci italiani di Italo (Flavio Cattaneo, Luca Cordero di Montezemolo, Giovanni Punzo, Isabella Seragnoli, Alberto Bombassei oltre al fondo Peninsula Capital) avevano reinvestito invece nell’operazione.



