Iter stragiudiziale, avvocato istruttore al debutto ma senza aumento dei compensi
Per capire come saranno attuate le norme sull’istruttoria stragiudiziale occorre aspettare i decreti legislativi. Ma già dalla delega emergono i punti chiave del nuovo strumento
di Valentina Maglione e Bianca Lucia Mazzei
2' min read
2' min read
Nell’ambito della procedura di negoziazione assistita, gli avvocati potranno anche svolgere attività istruttoria stragiudiziale, cioè raccogliere prove e acquisire dichiarazioni di terzi utilizzabili in giudizio, se il giudice non decide di rinnovare la prova. Una possibilità guardata però con scetticismo dagli operatori, anche perché non sono più previsti aumenti del compenso.
Il disegno di legge delega sulla riforma del processo civile, nella versione emendata dal Governo, ha infatti confermato questa nuova possibilità, prevista dal testo iniziale messo a punto dall’ex ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ma ha eliminato l’incentivo economico, allora disposto, della maggiorazione minima del compenso del 30 per cento.
«È un tema molto delicato - osserva il consigliere del Consiglio nazionale forense Aniello Cosimato - perché investe la formazione della prova che, invece, deve avvenire durante il giudizio, nell’ambito del contraddittorio delle parti e di fronte al giudice».
Perplessità condivise da Antonio de Notaristefani, presidente dell’Unione delle Camere civili: «Non credo che riguarderà molti casi e, quindi, non alleggerirà il carico di lavoro dei giudici - prevede - perché per procedere occorre il consenso di tutti gli avvocati, che non è automatico se non si conoscono e non sono abituati a collaborare tra loro. L’aumento del compenso poteva rappresentare un incentivo, ma senza questo cade anche la spinta a tentare».
In attesa dei decreti legislativi
Per capire come saranno attuate le norme sull’istruttoria stragiudiziale occorre aspettare i decreti legislativi. Ma già dalla delega emergono i punti chiave del nuovo strumento.

