L’intervista

Jackson (Invesco): La recessione abbatterà gli utili È solo questione di tempo

Il mercato è ancora ottimista sulle società, ma il mix inflazione e frenata economica non tarderà ad abbattersi. E l’Europa rischia di finire al centro della bufera

di Maximilian Cellino

Paul Jackson Invesco

3' min read

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«Il rallentamento della crescita economica e la pressione sui margini dovuta soprattutto all’aumento dei prezzi delle materie prime sarà uno shock per gli utili delle imprese europee». Paul Jackson non ha molti dubbi: lo stop alla rincorsa dei profitti aziendali alla quale continuiamo ad assistere ha le ore contate. «È soltanto una questione di tempo e anzi mi meraviglio di come non sia già potuto accadere», ha confidato nei gironi scorsi a Il Sole 24 Ore il responsabile globale della ricerca sull’Asset Allocation di Invesco.

Il suo ragionamento parte dall’evidenza empirica che di solito il ciclo degli utili societari segue con un ritardo compreso fra i 6 e i 9 mesi la dinamica della produzione industriale, che già ha dato segnali di arresto nei primi mesi del 2022. La resa dei conti è quindi soltanto rinviata al secondo semestre, e il ritorno alla realtà sarà ancora più brusco per l’Europa, dove «la recessione è più vicina di quanto non si pensi».

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Perché è così pessimista?

L’Europa è chiaramente il continente che ha più da perdere dal conflitto in Ucraina, per la maggiore esposizione delle sue società alle materie prime che arrivano da quell’area e anche per le stesse sanzioni che sono state comminate a Mosca. Il fatto poi che la fornitura di gas russo possa essere sospesa del tutto quando ancora molti Paesi non hanno trovato alternative rende tutt’altro che residuale il rischio di una recessione profonda, che possa sfociare anche in stagflazione.

Che effetto teme sulla dinamica dei profitti?

In genere la riduzione della produzione industriale si trasmette con un moltiplicatore agli utili: ogni punto percentuale in meno su base annua si traduce in 4-5 punti di contrazione dei profitti. Ma ci saranno impatti molto diversi settore per settore.

Dove vede più rischi?

I margini di alcune aziende, per esempio quelle industriali del comparto automobilistico o chimico, saranno più compressi dal rincaro delle materie prime. Questo impatto sarà inferiore altrove e forse non si avvertirà addirittura in un società tech come gli internet provider. In ambiti particolari, come l’ospedaliero o nell’industria del turismo e del tempo libero si potranno poi avvertire pressioni salariali, che andranno a influenzare margini già strutturalmente ridotti.

Eppure le stime degli analisti sembrano conservare un moderato ottimismo anche per il resto del 2022, perché?

Non dobbiamo dimenticare che chi effettua previsioni sugli utili aziendali ha una naturale tendenza ad eccedere in positivo. Lo fa perché emotivo è sempre difficile parlare male di una società che si segue da tempo, e da quest’ultima arrivano spesso pressioni per evitare giudizi negativi. Al di là di questo aspetto emotivo, credo si stia in qualche misura sottostimando la recessione, ma la questione è se il mercato stia prezzando in modo corretto questa eventualità.

Lei cosa pensa?

Negli ultimi sei mesi i prezzi delle azioni sono scesi in media del 20% e i dividend yield sono di conseguenza cresciuti, ma l’andamento economico e le prospettive di profitto diventano di giorno in giorno meno incoraggianti e per l’Europa non prevediamo alcun aumento dei rendimenti cedolari da qui a 12 mesi. Non mi stupirei quindi se le Borse perdessero un ulteriore 10% e anche per questo abbiamo ridotto la nostra allocazione azionaria a un leggero sottopeso, cioè 40% rispetto al sovrappeso del 50% che avevamo. Il discorso vale soprattutto in termini relativi, perché per la prima volta in sei anni stiamo invece aumentando l’esposizione ai titoli di Stato, i cui rendimenti sono cresciuti in modo brusco e sono ai massimi da oltre dieci anni.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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