Jackson (Invesco): La recessione abbatterà gli utili È solo questione di tempo
Il mercato è ancora ottimista sulle società, ma il mix inflazione e frenata economica non tarderà ad abbattersi. E l’Europa rischia di finire al centro della bufera
di Maximilian Cellino
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«Il rallentamento della crescita economica e la pressione sui margini dovuta soprattutto all’aumento dei prezzi delle materie prime sarà uno shock per gli utili delle imprese europee». Paul Jackson non ha molti dubbi: lo stop alla rincorsa dei profitti aziendali alla quale continuiamo ad assistere ha le ore contate. «È soltanto una questione di tempo e anzi mi meraviglio di come non sia già potuto accadere», ha confidato nei gironi scorsi a Il Sole 24 Ore il responsabile globale della ricerca sull’Asset Allocation di Invesco.
Il suo ragionamento parte dall’evidenza empirica che di solito il ciclo degli utili societari segue con un ritardo compreso fra i 6 e i 9 mesi la dinamica della produzione industriale, che già ha dato segnali di arresto nei primi mesi del 2022. La resa dei conti è quindi soltanto rinviata al secondo semestre, e il ritorno alla realtà sarà ancora più brusco per l’Europa, dove «la recessione è più vicina di quanto non si pensi».
Perché è così pessimista?
L’Europa è chiaramente il continente che ha più da perdere dal conflitto in Ucraina, per la maggiore esposizione delle sue società alle materie prime che arrivano da quell’area e anche per le stesse sanzioni che sono state comminate a Mosca. Il fatto poi che la fornitura di gas russo possa essere sospesa del tutto quando ancora molti Paesi non hanno trovato alternative rende tutt’altro che residuale il rischio di una recessione profonda, che possa sfociare anche in stagflazione.
Che effetto teme sulla dinamica dei profitti?


