Governance

JP Morgan Chase e Goldman Sachs non cedono alle pressioni anti-diversità di Trump

Nel panorama industriale e societario americano si sta creando una vera e propria frattura fra quanti stanno smantellando i programmi DEI e quanti proseguono nella strada intrapresa.

4' min read

4' min read

JP Morgan Chase e Goldman Sachs Group non hanno intenzione di cedere alle pressioni del neo presidente Donald Trump per cancellare le iniziative in tema di diversità, equità e inclusione (DEI). Nelle ultime interviste televisive, i ceo dei due gruppi bancari hanno dichiarato che continueranno a concentrarsi su programmi volti a promuovere la diversità all’interno della forza lavoro e della base clienti.

«Che si facciano avanti» ha dichiarato Jamie Dimon, ceo di JP Morgan, in un’intervista a CNBC durante il World Economic Forum di Davos,riferendosi a eventuali azionisti che vogliano un cambio di rotta suitemi DEI. Dimon ha sottolineato che includere gruppi emarginati nelle attività di JPMorgan è positivo per i risultati finanziari della banca e ha affermato di ricevere regolarmente elogi per gli sforzi DEI da parte di leader di diverse comunità e di funzionari locali in tutto il Paese. «Continueremo a rivolgerci alla comunità afroamericana, ispanica, Lgbt e ai veterani» ha affermato.

Loading...

Le pressioni di associazioni conservatrici

Jp Morgan come Goldman Sachs ha ricevuto pressioni dal National Legal and Policy Center (NLPC) e il National Center for Public Policy Research (NCPPR), che detengono azioni di entrambi i gruppi e hanno presentato proposte agli azionisti esortando le banche a eliminare il legame tra le iniziative DEI e la remunerazione dei dirigenti e ad esaminare i rischi legali e reputazionali associati ai programmi DEI.

«La nostra proposta riguarda principalmente gli incentivi per i dirigenti e il modo in cui guidano le loro aziende» ha dichiarato Paul Chesser, direttore del Corporate Integrity Project del NLPC, che ha aggiunto: «Gli incentivi dovrebbero essere equi».

Il NLPC chiede quindi che entrambe le banche rimuovano le indicazioni DEI dalla policy delle remunerazione dei dirigenti. Il National Center for Public Policy Research ha chiesto al consiglio di amministrazione di Goldman di condurre un audit indipendente per analizzare i rischi legali e reputazionali derivanti dalle iniziative basate sulla razza, mentre a JPMorgan viene chiesto di considerare l’abolizione del programma DEI.

Le reazioni dei grandi gruppi bancari

JP Morgan, dal canto suo, ha chiesto alla Securities and Exchange Commission (SEC) il permesso di ignorare la proposta, sostenendo che contiene affermazioni false sulla banca. Mentre il ceo di Goldman Sachs, David Solomon, ha dichiarato di non aver esaminato le specifiche proposte degli azionisti, ma che la sua società è attenta alle richieste dei clienti. «Pensiamo alla decarbonizzazione, alla transizione climatica. Pensiamo alle loro attività, a come trovare talenti e alla diversità di talenti a livello globale» ha detto Solomon, aggiungendo: «Continuiamo a concentrarci sulle esigenze dei nostri clienti e a fare ciò che abbiamo sempre fatto».

Ethan Peck, vice direttore del Free Enterprise Project del NCPPR, ha affermato che né JPMorgan né Goldman sembrano disposti a scendere a compromessi per evitare che le proposte vengano sottoposte al voto degli azionisti: «A loro interessa poco delle notizie e fanno semplicemente il loro lavoro. Non sono come molte altre aziende sensibili a ciò che pensano consumatori e investitori».

Anche se questi gruppi riuscissero a far inserire le loro proposte all’ordine del giorno delle assemblee degli azionisti delle banche, le possibilità di ottenere voti favorevoli sono scarse. Proposte simili da parte di gruppi conservatori in passato hanno raramente infatti superato il 2% di supporto, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

Il caso Walmart

Al suo insediamento Trump ha ampliato la propria offensiva contro le politiche DEI nel settore privato, prendendo di mira gli appaltatori federali e le società quotate in Borsa, definendo tali pratiche «pericolose, umilianti e immorali».

Un ordine esecutivo emesso martedì 21 gennaio ha esteso la direttiva del presidente sul divieto delle politiche DEI al di là del governo, invitando tutte le agenzie federali a incoraggiare le aziende a porre fine a quelle che ha definito «discriminazioni e preferenze illegali DEI».

Ma già in vista dell’insediamento del presidente Donald Trump, diverse aziende americane avevano deciso di smantellare tutti i programmi DEI: da Harley Davidson a Jack Daniels, da Tractor Supply a Brown-Forman, da Ford a Molson Coors. E anche gruppi con dimensioni rilevanti in termini di numero di dipendenti come Walmart e Meta hanno annunciato piani per ridimensionare i loro programmi DEI.

Walmart, ad esempio, ha ceduto alle pressioni da parte dell’attivista anti-DEI Robby Starbuck, anche se ha cercato di giustificare il proprio passo indietro in termini di diversità e inclusione dichiarando che le modifiche ai programmi mirano a «favorire un senso di appartenenza e ad aprire opportunità per tutti i dipendenti, clienti e fornitori».

Le reazioni non si sono fatte attendere. Decine di azionisti che rappresentano 266 miliardi di dollari di investimenti hanno scritto una lettera a Walmart per chiedere che precisi le ragioni di business a sostegno della dismissione delle iniziative di diversità, equità e inclusione (DEI). Gli investitori, tra cui Amalgamated Bank e Dominican Sisters of Grand Rapids, hanno dichiarato n una lettera al CEO di Walmart Doug McMillon che sono «preoccupati di vedere la nostra azienda cedere al bullismo e alla pressione dei gruppi anti-DEI».

Nella grande distribuzione Target ha seguito l’esempio di Walmart, mentre gli azionisti di Costco hanno votato contro l’ipotesi di smantellare i programmi DEI. Di fatto nel panorama industriale americano si sta creando una vera e propria spazzatura. Gli analisti sono attenti a come si muoveranno i talenti e in generale la forza lavoro in seguito a queste scelte.


Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti