Mind the Economy/Justice 122

Justice is the duty of compassion

Peter Singer. (AP)

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Versione italiana

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When Peter Singer arrives at Oxford in 1969, he is a young Australian student with a distracted air and empty pockets. Little does he imagine that from that grey, austere city one of the most influential moral revolutions of the century will take shape. As the son of Viennese Jews who escaped Nazism but grew up in a land far removed from European tragedies, Singer will always feel the tension between detachment and responsibility. The echo of horror does not leave him and, as he matures, it will translate into a question that will play a central role in his philosophy: how can we justify indifference to the suffering of others?

Quando, ventenne, lascia Melbourne per l’Inghilterra, la filosofia per lui è soprattutto esigenza di chiarezza logica: capire, definire, distinguere. Ma a Oxford, durante un seminario su Jeremy Bentham, accade qualcosa che lo segnerà per sempre. Una citazione del filosofo letta quasi di passaggio, gli resterà incisa come un comandamento laico: “La questione non è se possono ragionare o possono parlare. La questione vera è se possono soffrire” (cit. in Practical Ethics, Cambridge University Press, 1993, p. 50). In quelle poche parole Singer trova la chiave di una nuova etica. La filosofia smette di essere un mestiere dello spirito e diventa, per lui, un compito pratico: capire come ridurre la sofferenza del mondo. Non si tratta più di chiedersi che cosa sia il Bene in senso metafisico, ma di calcolare con precisione le conseguenze delle nostre azioni, di rendere la compassione il motore delle nostre azioni.

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From that drive comes a lucid, demanding approach, capable of judging individual and collective choices not according to emotions, but according to the actual effects they produce. Singer imagines, as he would later write, that we could look at the world from a 'non-place', without body or identity, like a pure consciousness observing the joy and pain distributed throughout the universe. From that impersonal perspective, we would learn that the ultimate goal of a just life can only be 'to desire the greatest possible happiness for the greatest possible number of living beings' (Practical Ethics, p. 12).

This is the moral posture that defines his entire philosophy: to move from the human to the universal point of view, from the partiality of the ego to the justice of impartiality. An ethics that measures the goodness of actions as one solves an equation, but to give calculation a soul; the soul of compassion that becomes a rational response to the suffering of others. Behind the analytical coldness, in fact, lies an ancient promise, that reason can still justify love.

The origin of morality: the expanding circle

“Siamo animali – scrive in The Expanding Circle - ma animali che possono riflettere su se stessi” (p. 3). La nostra capacità di cooperare, di preoccuparci per gli altri, ha radici biologiche: è una strategia di sopravvivenza che la ragione ha trasformato in principio universale. Da questo incontro tra istinto sociale e riflessione nasce ciò che Singer definisce “il cerchio che si espande”, l’evoluzione della compassione. “All’inizio, le affezioni benevole abbracciano solo la famiglia; presto il cerchio si allarga fino a includere una classe, poi una nazione, poi tutta l’umanità, e infine… il mondo animale” (p. 118). L’etica non è altro che il racconto di questa espansione: il tentativo di superare, passo dopo passo, i confini del nostro interesse individuale e immediato. Nel tempo, questo movimento naturale diventa una scelta razionale: allargare il cerchio fino a comprendere ogni essere capace di soffrire. La ragione, scrive, ci permette di “superare i limiti che l’evo

The Practical Ethics Revolution

Questa intuizione è alla base di Famine, Affluence and Morality, forse il suo saggio più influente e l’opera che lo farà conoscere al mondo. Se camminando sulla riva di un lago – ci chiede il filosofo - vedessimo un bambino che annega, saremmo disposti a rovinare i nostri vestiti per salvargli la vita? “Certamente” è la risposta unanime. E allora – continua - perché non dovremmo comportarci allo stesso modo con i bambini che muoiono di fame a migliaia di chilometri di distanza, con una donazione di pochi dollari? La distanza, dice, non ha nessun valore morale. “Se è in nostro potere evitare un male grave senza sacrificare qualcosa di comparabile valore morale, allora dobbiamo farlo” (Philosophy and Public Affairs, vol. 1, 1972, p. 231). È la regola più semplice del mondo, e proprio per questo la più dirompente. La compassione e l’altruismo non sono un lusso, ma un dovere logico.

In the years that followed, the philosopher turned this intuition into a programme of life. A "practical ethics" that does not judge, but asks for an account of the consequences of each action. Singer tackles the most controversial dilemmas - abortion, euthanasia, infanticide, animal rights - always with the same approach: weighing the amount of suffering and happiness that each action produces. "Morality," he writes in Practical Ethics - is what remains when we stop making exceptions for ourselves" (p. 10).

Dietro la chiarezza logica si avverte in Singer un fervore quasi religioso per la vita. Il bene non è un concetto ma una responsabilità concreta. Ed è questa la coerenza che lo condurrà a pubblicare Animal Liberation (1975), uno dei testi fondativi dei movimenti animalisti. L’errore dell’umanità, spiega, è stato costruire il proprio dominio sulla disuguaglianza della sensibilità: ritenere che la superiore capacità umana nel ragionare giustifichi la sofferenza inflitta a chi non può parlare. La distinzione tra uomini e animali è per lui un pregiudizio morale, non un fatto naturale. “È sbagliato attribuire minore considerazione agli interessi di esseri viventi solo perché appartengono a una specie diversa (…) Dare preferenza alla vita di un essere soltanto perché appartiene alla nostra specie è una forma di specismo, un pregiudizio non meno arbitrario del razzismo o del sessismo” (Practical Ethics, p. 57–58). In questa formula si condensa la sua idea di uguaglianza: la vi

From morality to world politics

Col passare degli anni, l’orizzonte di Singer si fa sempre più ampio. In One World: The Ethics of Globalization (2002) propone una forma di cosmopolitismo pratico: un’etica per un pianeta caratterizzato da sempre maggiori interdipendenze. La globalizzazione, dice, ha reso visibili legami che prima erano nascosti. Il nostro benessere quotidiano dipende da catene di produzione che attraversano continenti, e ogni scelta economica o ambientale è, per questa ragione, anche una decisione morale. “Viviamo in un mondo in cui le nostre azioni influenzano la vita di persone che non conosceremo mai. Ignorarlo non è neutralità: è complicità” (p. 8). Da questa stessa visione nasceranno The Life You Can Save (2009) e The Most Good You Can Do (2015), opere che stanno alla base del movimento dell’“altruismo efficace”; una comunità di persone che si propone di massimizzare l’impatto morale dell’utilizzo delle proprie risorse. “Vivere una vita pienamente etica – scrive Singer -

Behind the figure of this professor who may appear austere and even intransigent there is, in reality, a thinker who still believes in the possibility of a universal and secular ethic. A man who has tried to restore reason to its noblest function: caring for others and the planet. Many have accused him of reducing morality to an accounting of pleasure, in pure utilitarian style, but in reality Singer attempts to save it from ineffective sentimentalism. Mercy without logic may be blind, but reason without mercy is sterile.

And perhaps the most profound lesson of his thought lies precisely here: in the conviction that justice should not be so much a distribution of goods, but a 'redistribution of sensibility'. To think morally means to widen the perimeter of our feeling, to the point of recognising in the other, human or animal, a part of ourselves. And that, when reason stops defending privilege and starts defending life, it can still be the highest form of compassion.

(*) Professor of Economics (13/A2). Department of Economics and Business - University of Cagliari

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