Kering avverte: nel primo trimestre ricavi in calo del 10%, trainati al ribasso da Gucci (-20%)
Il secondo gruppo del lusso al mondo ha annunciato a Borsa di Parigi chiusa e con oltre un mese di anticipo sul calendario finanziario che prosegue il momento negativo
di Redazione Moda
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Che sia tanta l’incertezza che circonda il settore del lusso (e non solo, ovviamente) è sempre più chiaro. Un indizio su tutti: Moncler è arrivato a perdere il 3,5% (per poi chiudere a -1,04%) dopo l’annuncio – per altro prevedibile – della vendita di parte della sua quota da parte di Carlo Rivetti. Annuncio arrivato prima dell’apertura della Borsa di Milano. A Borsa di Parigi chiusa è arrivato invece l’annuncio di Kering, secondo gruppo del lusso al mondo dopo Lvmh.
Fatturato del periodo gennaio-marzo previsto a -10%
In una stringata nota, Kering ha comunicato una previsione di calo delle vendite di «circa il 10%» nel primo trimestre del 2024, appesantito in particolare dalle difficoltà del marchio di punta, Gucci, che arriverebbe a perdere il 20%, soprattutto per l’andamento delle vendite nell’area Asia-Pacifico (in alto, una foto della recente sfilata Gucci alla settimana della moda di Milano di febbraio). I dati del periodo gennaio-marzo erano previsti nel calendario finanziario del gruppo guidato da François-Henri Pinault per il 23 aprile e bisognerà vedere come il mercato, all’apertura delle contrattazioni di domani, mercoledì 20 marzo, reagirà a un simile “sales warning”, assai poco usuale.
Il rilancio di Gucci deve aspettare, sembra
La maison italiana resta il “grande malato” del gruppo, ma anche il marchio più importante (tra gli ci sono Saint-Laurent, Bottega Veneta, Brioni e Pomellato). Nella nota si spiega che i prodotti della collezione Ancora – disegnata dal direttore creativo Sabato Di Sarno, sul quale “ricade” la responsabilità del rilancio – sono in offerta in selezionati negozi Gucci «da metà febbraio e che «la disponibilità aumenterà gradualmente nei prossimi mesi». Nel 2023 Kering aveva fatto cambiamenti anche al management di Gucci, ponendo alla sua guida uno dei più stretti collaboratori di François-Henri Pinault, Jean-François Palus, vice ceo di Kering. «La nostra priorità è quella di rimettere Gucci in carreggiata – aveva ribadito Pinault a febbraio –, «ma ciò non avverrà da un giorno all’altro».
Effetto valute
La nota, che Bernstein ha definito un “adverse trading warning”, parla anche din un «effetto combinato sul fatturato del contributo positivo legato al consolidamento di Creed (marchio britannico di profumeria acquisito a ottobre per 3,5 miliardi di euro, ndr) e dell’impatto negativo dei tassi di cambio, stimato nell’ordine del -1/-2%».

