Putin, pagamenti solo in rubli per il gas. Gli Usa, a breve più Gnl all’Europa
La Russia non accetterà più pagamenti in dollari ed euro per il suo gas consegnato in Europa, ma accetterà solo rubli. La Bielorussia ha intimato ad alcuni diplomatici ucraini di lasciare il paese e ha annunciato di voler chiudere il consolato ucraino nella città sud occidentale di Brest
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I punti chiave
- Putin, non accetteremo pagamenti in dollari o euro per gas
- Domani i summit Ue, Nato e G7
- Kiev: «Personale convoglio Mariupol prigioniero dei russi»
- Attacco a Odessa «non è imminente»
- Biden annuncia nuove sanzioni
- Draghi sente Macron
- Continuano i bombardamenti russi
- Via libera Ue ad aiuti di Stato per caro energia
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Si inaspriscono i toni tra Russia ed Europa sul doppio versante della guerra finanziaria e dell’avanzata di Mosca in Ucraina. Sul fronte del conflitto economico, la Russia non accetterà più pagamenti in dollari ed euro per il suo gas consegnato in Europa, dando il via libera esclusivamente a transazioni in rubli. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.
Non ci sono reazioni ufficiali Ue all'annuncio del Cremlino. Secondo un diplomatico europeo di alto livello «non si può escludere» che al Consiglio europeo di giovedì e venerdì se ne parli, ma «non è un tema fra i principali» del Vertice. In ogni caso sarà sul tavolo il tema di indurimento delle sanzioni europee contro la Russia: il tema dell'embargo sulle importazioni di petrolio sarà sicuramente discusso, ha indicato un altro alto funzionario Ue, ma non sono attese decisioni perché non c'è unità tra i Ventisette.
La pretesa di Putin di ricevere pagamenti del gas russo in rubli rappresenta comunque una «violazione del contratto», afferma il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck. «Ora discuteremo con i nostri partner europei su come reagire», ha aggiunto.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato al Pe che, contro prezzi elevati e volatili del gas, «proponiamo degli appalti comuni e delle regole più rigide per lo stoccaggio, perché invece di fare concorrenza l’uno con l’altro portando i prezzi verso l’alto, dobbiamo usare il nostro peso e cominciare ad acquistare gas insieme. Come europei, non come 27 paesi membri diversi. Inoltre dovremmo utilizzare le nostre possibilità di stoccaggio in alcuni paesi membri per garantire le forniture ovunque nell’Unione».
Chubais lascia, respinte dimissioni della governatrice
Intanto anche il fronte interno russo mostra altre crepe. L’inviato per il clima di Mosca, Anatoly Chubais, si è dimesso e ha lasciato la Russia spiegando che la sua decisione è legata all’opposizione alla guerra di Vladimir Putin in Ucraina. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti. Chubais è conosciuto come l’architetto delle privatizzazioni in Russia degli anni 1990 e con il suo passo indietro è il funzionario di più alto livello a rompere con il Cremlino sull’invasione dell’Ucraina.

