L'agenda rossa di Paolo Borsellino non trova pace
di Roberto Galullo
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C'è una costante che si ripete da 25 anni nella strage del 19 luglio 1992 nella quale, esattamente 25 anni fa, persero la vita a Palermo il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta.
La costante – in un panorama giudiziario che vede come soli punti fermi due ergastoli ai mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino e il coinvolgimento del mandamento di Brancaccio nella barbarie omicida – è l'agenda rossa dalla quale il giudice non si staccava per nessuna ragione. Un'agenda con gli appunti di una vita – più o meno recente – di lavoro fatto, in corso di svolgimento e ancora da fare.
Immancabilmente l'agenda rossa – che da anni anima anche un popolo antimafia che ad essa si rifà – è stata anche oggetto dell'audizione del 14 giugno in Commissione parlamentare antimafia. Davanti alla presidentessa Rosy Bindi e qualche parlamentare si sono presentati il capo della Procura di Caltanissetta Amedeo Bertone, i procuratori aggiunti Lia Sava e Gabriele Paci e il sostituto Stefano Luciani.
Agguerrita come sette anni fa – quando, prima di una rappresentazione teatrale a Bologna e dunque prima di diventare parlamentare per il M5S, affrontò a muso duro l'allora magistrato Giuseppe Ayala – si è dimostrata Giulia Sarti. Proprio sull'ex pubblico ministero al primo maxiprocesso si sono nuovamente focalizzate le attenzioni della trentunenne parlamentare riminese, che già all'epoca le rispose per le rime. Lo farà, c'è da credere, anche ora.
Nelle immagini televisive di repertorio – ha affermato Sarti – si vedono chiaramente la presenza di Ayala e dell'allora capitano dei Carabinieri Giovanni Arcangioli. «Si sa chiaramente che Giuseppe Ayala prelevò la borsa di Paolo Borsellino dalla macchina – ha scandito la parlamentare – alterando quindi anche il luogo del delitto e consegnandola a non si sa chi (l'unica immagine che abbiamo è quella del dottor Arcangioli con in mano quella borsa) e si sa che dentro quella borsa era riposta l'agenda rossa e che magicamente quell'agenda rossa oggi non c'è più».


