Editoria

L’allarme dell’Aie: mercato del libro in difficoltà dopo i cambi su 18app e biblioteche

Presentazione dell’analisi a Venezia, in occasione della giornata conclusiva della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri

di Andrea Biondi

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«Le misure a sostegno della domanda di libri hanno avuto negli anni un effetto moltiplicatore, creando nuovi lettori e sostenendo il settore». Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie), durante il XLII Seminario della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri a Venezia lo dice portando come base di questo assunto «l’analisi delle misure a sostegno della domanda di libri nel nostro Paese dal 2017 ad oggi». La medaglia ha tuttavia un suo importante rovescio. Perché «quando questi aiuti vengono a mancare, il danno è doppio».

Da qui nasce il grido d’allarme lanciato dagli editori librari italiani di fronte a un mercato in sofferenza. Nel 2024 il settore ha registrato una flessione dell’1,5%, pari a una perdita di 23,2 milioni di euro. Una crisi che secondo Aie ha due colpevoli in particolare: la sostituzione della 18app con le nuove Carte Cultura e del Merito e il mancato finanziamento alle biblioteche (con 30 milioni di euro venuti a mancare in quest’ambito).

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Un’occasione mancata per il mercato librario

Sono considerazioni, queste espresse durante la giornata conclusiva del Seminario della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri a Venezia, che affondano le radici in un’analisi basata su dati di NielsenIQ-GfK secondo cui se la 18app fosse rimasta in vigore il mercato sarebbe cresciuto del 2,5% anziché calare.

Un gap, insomma, vissuto come una beffa dai risvolti che peraltro andrebbero anche oltre la questione economica. Non a caso gli editori hanno richiamato in più occasioni l’attenzione sull’aumento costante del numero di giovani che acquistavano libri grazie agli incentivi. Questo ha avuto un impatto positivo non solo sulle vendite, ma anche sulla crescita di una nuova generazione di lettori.

Carta Cultura Giovani e Carta del Merito

La Carta Cultura Giovani tocca ai diciottenni residenti sul territorio nazionale e appartenenti a famiglie con reddito Isee fino a 35mila euro. La Carta del Merito, invece, tiene conto dell’andamento scolastico: potrà essere assegnata solo a studenti con voto di maturità pari ad almeno 100, richiesta entro il compimento dei 19 anni e utilizzabile per tutto l’anno successivo al conseguimento del diploma.

Meccanismo che non aiuta, secondo i protagonisti della filiera del libro. Tant’è che la modifica intervenuta su uno strumento come la 18app - pensata dal ministero della Cultura, va detto, anche per mettere fine a pratiche scorrette nel frattempo ideate per lucrare sui sostegni - ha portato gli editori a puntare l’indice contro l’interruzione di un circolo virtuoso e contro ciò che viene ritenuto un possibile disincentivo alla scoperta della lettura tra i più giovani. La stima dell’Aie è che, da sola, la trasformazione della 18app sdoppiatasi in Carta Giovani e Carta del Merito sia pesata per 32,7 milioni di euro, venuti a mancare al mercato del libro.

L’Italia in ritardo rispetto all’Europa

«Bene il ripristino del fondo per le biblioteche per il 2025 e l’avvio di un percorso di confronto con il ministro della Cultura Alessandro Giuli», dice Cipolletta durante la presentazione dei dati che fotografano un’Italia in cui le vendite calano, mentre altri Paesi europei registrano dati migliori. La Germania cresce dello 0,9%, la Spagna addirittura del 9,8%, mentre Francia e Regno Unito limitano i danni con cali dello 0,3% e dello 0,6%. L’Italia, con un calo del 2,3% nelle copie vendute (2,5 milioni in meno, attestandosi a 104 milioni), si posiziona così tra i fanalini di coda del Vecchio Continente.

Piccoli editori e librerie sotto pressione

La crisi non colpisce tutti allo stesso modo. I grandi gruppi editoriali, con vendite superiori ai 5 milioni di euro, hanno subito un lieve calo dello 0,1%, mentre i piccoli editori con fatturati tra 1 e 5 milioni di euro hanno visto una contrazione del 9,3%. Anche le librerie faticano a reggere il colpo: sebbene abbiano guadagnato 8,8 milioni di euro, non sono riuscite a compensare il crollo dell’e-commerce (-26,3 milioni di euro) e della grande distribuzione (-6,7 milioni di euro).

Quali libri resistono?

A livello di generi, l’unico settore in crescita è la narrativa, sia italiana (+3,2%) sia straniera (+0,9%). In difficoltà la saggistica (-2%), la manualistica (-4,1%) e i fumetti (-5,5%). Nonostante il calo generale, il libro più venduto del 2024 è un saggio (“Il dio dei nostri padri. Il grande romanzo della Bibbia”, di Aldo Cazzullo, edito da Harper Collins), a dimostrazione che la non-fiction di qualità conserva un pubblico fedele.

Il digitale, nota positiva

In un panorama difficile, il mercato digitale mostra segnali di crescita. Gli ebook hanno raggiunto un valore di 84,2 milioni di euro (+4%), mentre gli audiolibri in abbonamento sono aumentati del 7,1%, toccando i 30 milioni di euro. Complessivamente, il digitale ha superato i 114 milioni di euro, confermandosi un settore in espansione.

Il calo dell’e-commerce

«Nel 2024 il mercato è stato influenzato, oltre che dalle differenti politiche di sostegno della domanda, anche dal calo dell’e-commerce – ha poi spiegato Cipolletta –. Le politiche adottate dal maggior player mondiale delle vendite online stanno modificando strutturalmente il mercato: si riduce il peso del catalogo sul totale delle vendite e quello specifico dei piccoli editori, mentre le librerie faticano a coprire segmenti di mercato su cui l’e-commerce disinveste».

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