Vela

L’America’s Cup in volo verso Atene

Dietro alla richiesta fatta ai neozelandesi c’è un vero “armatore”, un ricco signore greco, George Prokopiou

Aiolos è la barca con cui l’armatore greco, George Prokopiou, ha vinto in tempo reale la regata Aegean 600

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Arrivano notizie dal mondo della Coppa: sembra proprio che la sede più probabile per le prossime regate della edizione numero 38 sia Atene: il cuore del Mediterraneo, dello sport, della classicità è pronto ad accogliere il massimo evento velico.

Se le intenzioni si trasformeranno in realtà, dopo Barcellona Atene - un’altra città che ha ospitato le Olimpiadi - potrebbe essere il palcoscenico ideale, portando una serie di ingredienti di cui la Coppa ha bisogno. Dietro alla richiesta fatta ai neozelandesi c’è un vero “armatore”, un ricco signore greco che non solo si diverte a collezionare barche e navi da diporto stupende e a costruirne di nuove, sta preparando un 56 metri progettato da Juan K. Soprattutto ci naviga, e le timona come ha fatto nel corso della Aegean 600, una regata che parte e torna ad Atene dopo aver attraversato tutto l’Egeo e che ha vinto in tempo reale con il VOR 70 Aiolos.

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George Prokopiou, armatore greco con la passione della vela. Foto @Aegean 600

Si chiama George Prokopiou, ingegnere fondatore di Dynacom Tankers, Sea Traders e Dynagas, con un totale di un centinaio di navi commerciali (più un’altra ottantina in costruzione). Ha settantasei anni e un patrimonio stimato di 3,7 miliardi, ovviamente ha relazioni dirette con il primo ministro Kyriakos Mitsotakis e la moglie imprenditrice Mareva Grabowski che ha buoni legami con diverse aziende che potrebbero sostenere l’evento. Prokopiou possiede attorno ad Atene un certo numero di Marina, in particolare Olympic Marina vicino a Capo Sunio dove ha realizzato un cantiere, e sta pensando al vicino porto di Lavrio.

La partenza e l’arrivo della regata Aegean avviene sotto il tempio di Capo Sounio, un luogo di fascino particolare. Foto @Aegean 600

Ma l’investimento più grosso realizzato di recente è l’acquisto di tutte le quote di Astir Palace Vouliagmeni, un complesso sul mare dedicato al lusso. Insomma, pare l’uomo perfetto per avere relazioni dirette e veloci per organizzare un evento di alto livello. In Italia si è parlato di Napoli, Auckland aspira o respira per avere la Coppa, si parlotta di Valencia, Malaga. Ma tutte queste sedi sono legate a finanziamenti pubblici e soprattutto decisioni politiche. Passaggi che ad Atene sembrano essere già stati fatti e stabili.

Per parte loro i neozelandesi parlano di nuova governance dell’evento, di gara, di enormi vantaggi per la città che ospiterà la Coppa. Ma una “città” in senso politico avrà sempre interesse alle presenze sul posto in termini di numeri più che di qualità. A Prokopiou interessa dar valore ai suoi investimenti, portare il grande mondo della Coppa a casa. Per la Coppa America potrebbe essere “la tempesta perfetta”. A questo si aggiunge il pensiero, che possiamo ipotizzare, di Louis Vuitton: Atene è un territorio neutro, una grande capitale che non è casa del concorrente Prada come potrebbe essere una sede italiana. Gli ostacoli? Il signor George è un duro, può intendersi alla perfezione con Grant Dalton e Matteo de Nora perché sono tre uomini di mare, ma anche andare in crash sulla gestione dell’evento.

Il resto? Si sa che il Challenger of Record nella persona del suo rappresentante sir Ben Ainslie è stato visto a Auckland. Questo è il sintomo che si sta lavorando al protocollo e alle ultime scelte. Più o meno si sa che Ernesto Bertarelli scalpita per poter allestire un team velico più forte e non solo composto da svizzeri. Si sa che sir Jim Ratcliffe farà la sua squadra e ha dichiarato “il COR non ha mai vinto, meglio così, senza Royal Yacht Squadron”.

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