Afghanistan, l’appello di Mattarella: «Chi proclama il rispetto dei diritti, non può negare accoglienza»
Il capo dello Stato al seminario organizzato dall’Istituto Spinelli in occasione dell’80° anniversario del Manifesto di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi
di Celestina Dominelli
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I punti chiave
- Afghanistan: Ue assente, serve politica estera comune
- Europa: unica sovranità è quella condivisa
- Migranti: Ue deve avere voce unica per governare il fenomeno
- La politica migratoria non è mai diventata una politica Ue
- Pnrr: gelidi antipizzanti si diano pace, non si torna indietro
- Clima: occorre fare di più per obiettivi 2050
- Il saluto del presidente dell’Istituto Spinelli
- Anselmi: il Quirinale garante della scelta europea del Paese
- La corona di fiori del capo dello Stato sulla tomba di Spinelli
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«In questi giorni c’è una cosa che sinceramente appare sconcertante e che si registra qua e là nell'Unione Europea: grande solidarietà nei confronti degli afghani, che perdono libertà e diritti, ma che rimangano lì e non vengano qui, perché se venissero non li accoglieremmo. Questo non è all'altezza dei valori e del ruolo storico dell’Unione».
Dall’isola di Ventotene, dove è arrivato per partecipare al 40° seminario dei federalisti europei in occasione dell’80° anniversario del manifesto di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, lancia un messaggio molto chiaro sulla crisi afghana e richiama l’Europa al necessario dovere della solidarietà nei confronti degli afghani in fuga dal Paese dopo la decisione degli Stati Uniti di procedere al ritiro completo delle truppe entro il prossimo 31 agosto.
Afghanistan: Ue assente, serve politica estera comune
Quanto accaduto in Afghanistan, ha osservato ancora Mattarella al seminario organizzato dall’Istituto Altiero Spinelli, «ha messo in evidenza la scarsa capacità di incidenza dell’Unione europea, totalmente assente negli eventi. È indispensabile assicurare subito gli strumenti di politica estera e di difesa comune. La Nato è importante ma oggi è richiesto che l’Unione europea abbia una maggiore capacità di presenza nella politica estera e nella difesa. Questa prospettiva è importante anche per gli Stati Uniti».
Europa: unica sovranità è quella condivisa
Sull’Europa e sulla necessità di posizioni e politiche comuni sui temi più delicati, il presidente della Repubblica ha comunque insistito molto. «In Ue ci sono - ha sottolineato - due categorie di Paesi: i paesi piccoli e quelli che non hanno compreso di essere piccoli e lo stanno comprendendo adesso. Bisogna adeguare la sovranità, che consenta di preservarla senza che sia meramente illusoria, è la sovranità condivisa dell’Unione, che non è una rinuncia ma l’unico modo per conservarla, per affrontare i problemi globali».
Serve una vera unione bancaria e finanziaria
È dunque necessario un sussulto dell’Europa affinché recuperi una dimensione di reale condivisione. Per questo, ha osservato ancora il presidente della Repubblica, la Conferenza sul futuro dell’Unione «è un’occasione storica da non perdere», mentre occorre anche «evitare il rischio che venga banalizzata, che venga tradotta in uno scialbo esame della situazione contingente». L’Unione europea, ha poi proseguito Mattarella, «non può avere una moneta unica, una banca centrale e non avere una vera unione bancaria, un sistema finanziario unico, organico, ben organizzato. Altrimenti quello che abbiamo costruito in questi decenni rischia di essere compromesso nei suoi risultati, nella sua funzionalità da quello che manca».
