Fiere

L’arte contemporanea riparte da Art Genève

Dalle 81 gallerie proposti artisti francesi e italiani del secondo dopoguerra con prezzi da poche migliaia a qualche centinaio di migliaio di euro

Galleria milanese 10 AM: opere di Mario Ballocco, Sandro De Alexandris e Luigi Veronesi

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Il mercato dell’arte contemporanea in Europa riparte con la prima kermesse internazionale ArtGeneve dal 29 gennaio al 2 febbraio. Giunta alla sua 13ª edizione, la seconda sotto la direzione di Charlotte Diwan, la fiera vede la partecipazione di 81 gallerie internazionali di cui un terzo svizzere, con un buon mix di grandi nomi come Hauser & Wirth, Mennour e Tornabuoni, e gallerie giovani e di nicchia. Caratteristica peculiare di ArtGeneve è la notevole e qualificata presenza istituzionale con ben 27 fra musei, fondazioni e spazi d’arte, un numero inusuale per una fiera commerciale, a testimonianza della forza del contesto in cui le gallerie operano in Svizzera.

Galleria A&R Fleury: dialogo fra i dipinti di Vieira Da Silva e le sculture di Alicia Penalba

La presenza di un nutrito e affluente pubblico di collezionisti locali è resa ben visibile dall’affollamento dell’opening e dal migliaio di invitati alla cena di gala tenutasi fra le opere d’arte. L’offerta è assai diversificata anche dal punti di vista dei prezzi richiesti, che vanno dalle diverse centinaia di migliaia di franchi svizzeri per gli artisti storicizzati, fra cui in particolare diversi lavori di artisti francesi del secondo dopoguerra, a poche migliaia di euro per le nuove proposte. (Tutti i valori indicati si intendono prezzi richiesti, cui vanno eventualmente aggiunti tasse e altri costi).

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Artisti e gallerie italiane

La presenza italiana è garantita da una decina di gallerie, tutto sommato adeguata in una fiera dal carattere francofono e, nonostante, la presenza ravvicinata della fiera bolognese la settimana successiva. In posizione prominente all’ingresso della fiera si trova la storica Tornabuoni che, oltre alle consuete opere milionarie di Lucio Fontana con una tela rossa a 4 tagli e un grande arazzo di Alighiero Boetti, trova riscontri postivi per un grande lavoro astratto del 1962 di Emilio Vedova; i compratori si sono interessati anche ai due artisti viventi proposti, Claudio Parmiggiani con le consuete tele create con l’impronta del fumo, e le composizione geometriche in plastica colorata di Alberto Biasi. Le opere di Parmiggiani sono esposte anche dall’altra galleria fiorentina, Poggiali, con lavori che richiamano gli oggetti delle nature morte di Morandi, cui la galleria associa ironici lavori tridimensionali di Erwin Wurm.

Il contemporaneo è la cifra della torinese Franco Noero, che dedica una intera parete ad un grande trittico di Francesco Vezzoli ‘omaggio’ nello stile di Francis Bacon, ma con protagonista femminile, con un prezzo richiesto di 250mila €, comunque una frazione rispetto ai lavori del pittore inglese.. Il trittico si contrapponeva alle opere di critica del consumismo di Gabriel Kuri, che ha presentato un suo libro d’artista. Enrico Astuni di Bologna associa le installazioni di Gianni Piacentino alle opere di Maurizio Nannucci, meno noto al pubblico internazionale. Si passa poi alle gallerie che si impegnano a far riscoprire l’arte italiana del dopoguerra, come M77 che dedica uno spazio importante ad una rara opera cinetica luminosa di Biasi del 1967, in offerta a 150mila euro, il cui rilievo museale è confermato dalla presenza di un esemplare simile alla mostra in corso a Londra alla Tate. Non manca la pittura con una tela dai colori della terra della Lai del 1965 proposta a 80mila euro, e la grande fotografia di Nino Migliori con un’edizione del celebre «Tuffatore» del 1951.

Lavora sul recupero dell’arte geometrica degli anni 60-70 la galleria 10 AM di Milano: le opere di Mario Ballocco si attestano nella forbice 8-46mila €, alternate ai lavori di Sandro De Alexandris e Luigi Veronesi, con opere a partire da 3.500 €, e una composizione astratta storica degli anni ‘30 a 24mila €. I lavori italiani si uniscono ad una grande tela di Max Bill che sfiora i 400mila €.

La proposta più interessante della sezione di 28 ‘Solo show’ proposti da altrettante gallerie viene da Studio Gariboldi di Milano, che porta in fiera l’artista giapponese (con trascorsi anche italiani) Aiko Miyawaki, le cui piccole sculture e assemblage meditativi in ottone degli anni ‘60, uniche o in edizioni limitate, sono proposte attorno ai 15-25mila euro, fino a 45mila € per quelle di dimensioni maggiori.

Studio Gariboldi di Milano: opere in ottone dell’artista giapponese Aiko Miyawaki

Non sono solo le gallerie italiane a rendere omaggio agli artisti storici della Penisola o promuoverne emergenti. La Galerie Mezzanin dedica la propria sezione Solo ad un focus sulle opere tessili recenti di Isabella Ducrot, mentre Ars Belga Boghossian-Matthu offre le diverse tele Pop di Salvo, la cui presenza sembra essersi ridotta dopo la recente spinta speculativa, alternate alle rigorose geometrie di Leblanc. La tedesca Mai 36 Galerie mette in mostra una composizione a parete di Jacopo Benassi a cavallo fra fotografia ed installazione in vendita a 15.000 Chf. La scelta della italo-Svizzera Monica de Cardenas ricade, invece, sulla pittura figurativa e sulle delicate composizioni di Slawomir Elsner, attraenti acquarelli meditativi a strati sovrapposti di colore.

Arte Moderna

La presenza più curata e diversificata di opere del ‘900 è merito di Larkin Erdmann, che oltre ad una intera stanza di lavori postali di On Kawara, offre lavori di Max Bill e diverse opere su carta di Duchamp. Non mancano gli artisti italiani con una carta di Kounellis del 1959 e una caratteristica tela nera lacerata spazialista di Dadamaino del 1960.

Al di là dei grandi nomi internazionali, non sorprende la forte presenza di gallerie francesi e francofone, data la vicinanza culturale, linguistica e fisica. La storica galleria parigina Le Minotaure concentra gli sforzi sul Surrealismo, di cui si è appena celebrato il centenario, con una grande tela di Matta, mentre Applicat-Prazan propone una selezione della pittura Informale francese con lavori di Nicolas De Stael, Soulages e diversi Poliakoff di cui almeno uno venduto, tutte opere nelle centinaia di migliaia di euro.

Olivier Varenne Art Moderne & Contemporain propone un’opera di grande impatto: una caratteristica e rara scultura mobile di Tinguely per 130mila Chf, mentre un suo lavoro su carta è offerto per 18mila franchi, valori tutto sommato contenuti per un’artista di fama, grazie anche alla straordinaria esibizione in corso presso l’Hangar Bicocca a Milano. Alla giocosità dell’artista svizzero si contrappone un’installazione di Boltanski e una carta ossessiva numerica di Opalka, a cavallo fra memoria, storia ed infinito.

Una delle presentazioni più riuscite della fiera è quella studiata dalla galleria A&R Fleury, che ripropone due artiste brasiliane ben presenti nel contesto europeo del secondo dopoguerra, esibite allora da gallerie francesi a Parigi e protagoniste della Biennale di San Paolo del 1961; i dipinti di Vieira Da Silva, con prezzi a partire da 58mila € per una gauche del periodo portoghese, per passare alle centinaia di migliaia di euro per le tele di maggiori dimensioni, in dialogo con le sculture di bronzo della meno nota Alicia Penalba, i cui prezzi variano da 30 a 300mila €.

Artisti emergenti

Nonostante la prevalenza di gallerie affermate, vi è spazio anche per linguaggi e artisti non occidentali. La galleria anglo-Italiana Richard Saltoun, specializzata nella riscoperta di artiste ‘dimenticate’ dalla storia dell’arte, ha ricevuto il premio Solo show F.P.Journe offerto dal produttore di orologi meccanici di lusso, grazie alle composizioni che fondono Surrealismo e magia con figure naïf dai colori accesi dell’algerina Baya, con prezzi attorno a 16-32mila euro, destinati a salire grazie alla recente attenzione da parte di musei e biennali.

Galleria Richard Saltoun: opere dell’artista algerina BAYA, vincitrice del premio Solo F.P. Journe

La galleria parigina di arte africana contemporanea Christophe Parson ha preferito Ginevra al posto della concomitante fiera 1:54 a Marrakech: una scelta legata anche alla volontà dichiarata di uscire dall’isolamento identitario stimolando nuovi acquirenti. Gli artisti proposti lavorano con il disegno su carta, la fotografia e la pittura figurativa, con prezzi abbordabili anche per le tele più grandi di Olga Yameogo, nata in Burkina Faso nel 1966, proposte attorno ai 10mila €.

Forte presenza istituzionale

Più di ogni altra fiera, ArtGeneve coinvolge le realtà culturali ginevrine e svizzere dando loro una visibilità pari a quella delle gallerie, con ben 25 presenze di qualità che dialogano con, e allo stesso tempo contestualizzano, le opere in vendita. Quest’anno si registra la prima presenza del museo MASI di Lugano, sempre particolarmente attento all’arte italiana,

La fiera è anche occasione di progetti speciali nei musei e spazi espostivi in città, fra cui spicca la personale dedicata al giovane pittore brasiliano Antonio Obà al Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra, e il riallestimento del MAH, il Museo d’arte e storia di Ginevra, secondo una particolare visione dell’artista svizzero-americana Carole Bovè che vuole promuovere l’esperienza tattile dei visitatori.

Di fronte al museo, l’insolito cavernoso Espace Muraille, promosso da collezionisti locali, offre la personale di Marie de Villepin i cui lavori legati all’Espressionismo astratto propongono la serenità dei colori di giardini in fiore a consolare la realtà quotidiana, con prezzi da 5.500 a 58.000 dollari.

Galleria Franco Noero: dialogo fra il trittico di Francesco Vezzoli e l’installazione di Gabriel Kuri

Di particolare interesse è l’iniziativa Archivorum, nata nel 2023 dall’esperienza della collezionista Mia Rigo. Il progetto si articola in due elementi distinti ma complementari: la digitalizzazione e conservazione degli archivi degli artisti, elemento essenziale anche per la loro valorizzazione nel lungo periodo, e la commissioni di libri d’artista come quello di Gabriel Kuri lanciato proprio in occasione della fiera. Diverse opere dell’artista sono presentate da Franco Noero di Torino, fra cui un’installazione di sigilli alimentari in plastica ingranditi fino a farne sculture dall’aspetto lapidario proposta a 30mila €. L’organizzazione di ArtGeneve promuove anche l’ultima fiera prima della pausa estiva, ArtMonteCarlo, che si terrà nel Principato a inizio luglio.

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