L’Atalanta fa un poker storico alla Juventus e si prenota per la corsa allo scudetto
Se per Gaspi è la notte del trionfo, per Motta è invece la notte degli esami finiti male. Una dura bocciatura che arriva, dopo 5 vittorie di fila
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I punti chiave
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Prego, gentile Signora, si sposti. Anche il terzo posto non è alla sua portata. In questo calcio del futuro, Il vecchio blasone non basta. Sia gentile, ci lasci lavorare come sappiamo fare noi bergamaschi. Mattone dopo mattone. Quattro li abbiamo tirati ai suoi ragazzi. E ora penseremo a Inter e Napoli. Siamo gente con i piedi per terra, ma almeno questa volta lasciateci sognare lo scudetto.
Che debacle storica per la Juventus! A Torino non accadeva dal 1967. Lo Stadium, dopo i fischi e la contestazione, è ormai deserto. Molti tifosi per protesta se ne sono già andati. L’Atalanta del vecchio Gasp ha travolto l’utopica Juve del giovane Motta. Un pesantissimo 4- 0 che suona come una sentenza sulle fragili aspirazioni dei bianconeri rischiacciati al quarto posto (52 punti). Che potrebbe diventare quinto se stasera all’Olimpico la Lazio batterà l’Udinese.
La Dea invece a è terza (58), a due punti dal Napoli (60) e a tre dall’Inter (61) capolista con cui farà i conti domenica prossima. Al traguardo mancano 10 giornate. Tutto è ancora possibile.
“Sognare è un piacere” dice Gasperini
Se per Gasp è la notte del trionfo, per Motta è invece la notte degli esami finiti male. Una dura bocciatura che arriva, dopo 5 vittorie di fila, proprio dal suo vecchio maestro. Niente passaggio di consegne. L’allievo deve ancora studiare, il maestro ha ancora un obiettivo da realizzare: conquistare lo scudetto con l’Atalanta. Trasformare Cenerentola in regina. “Sognare è un piacere” ripete il tecnico visibilmente commosso. “Le cose impossibili, se ci credi, possono diventare possibili. Con l’Inter giocheremo per un potenziale primo posto” conclude Gasperini che conferma d’aver fatto anche pace con Lookman. “L’importante è saper tutti fare un passo indietro. Presto gli darò anche la fascia di capitano”.
Motta riconosce la sconfitta
Ma a denti stretti. Dopo i doverosi complimenti al Maestro, contesta il rigore che ha permesso a Retegui, per un tocco col braccio di McKennie, di portare al 27’ in vantaggio l’Atalanta. “Dopo per recuperare abbiamo perso l’equilibrio”, precisa Thiago piccato. Con il secondo gol di De Roon (46’) la Juve si scioglie e l’Atalanta dilaga tra i fischi feroci dei tifosi bianconeri. Non c’è più partita. Anche l’ingresso di Vlahovic non cambia la sostanza. Solo due le conclusioni a rete dei bianconeri. Infinite quelle nerazzurre che con Zappacosta e Lookman calano il poker.



