Lo strappo

L’autonomia differenziata inciampa sui Lep, ecco cosa sono

Si tratta degli standard minimi di servizio pubblico indispensabili per garantire in tutto il territorio nazionale i «diritti civili e sociali» tutelati dalla Costituzione

di Andrea Carli

Calderoli: manca una cultura dell'autonomia

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Ad appena tre mesi dalla sua costituzione, il Comitato che ha il compito di definire i livelli essenziali di prestazione in vista dell’autonomia differenziata, ha perso quattro autorevoli componenti, scatenando un’inevitabile polemica politica. La notizia, anticipata da Il Sole 24 Ore, ha aperto una crepa pesante. In pratica i Lep sono gli standard minimi di servizio pubblico indispensabili per garantire in tutto il territorio nazionale i «diritti civili e sociali» tutelati dalla Costituzione. Il lavoro del Comitato andrà avanti, ha assicurato il ministro leghista per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli.

La lettera

Con una lettera indirizzata al presidente del comitato, gli ex presidenti della Corte Costituzionale Giuliano Amato e Franco Gallo, l’ex presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno e l’ex ministro della Funzione pubblica Franco Bassanini hanno deciso di farsi da parte perché- hanno scritto - «non ci sono più le condizioni per una nostra partecipazione ai lavori del Comitato».

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La riforma del Titolo V della Costituzione: Stato competente a definire i Lep

I livelli essenziali delle prestazioni, viene ricordato in un dossier degli uffici studi di Camera e Senato, costituiscono il nucleo di prestazioni da erogare in modo uniforme sul territorio nazionale al fine di garantire la tutela dei diritti civili e sociali. Questa esigenza di uniformità ha indotto, in sede di riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001, ad attribuire espressamente la potestà legislativa relativamente alla loro definizione alla competenza esclusiva dello Stato.

Le indicazioni della Corte costituzionale

La giurisprudenza costituzionale ha chiarito (si veda la sentenza 220 del 2021) che i Lep indicano la soglia di spesa costituzionalmente necessaria per erogare le prestazioni sociali di natura fondamentale, nonché il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivi tali diritti (nello stesso senso anche le sentenze 142 del 2021 e 62 del 2020).

La delega al Governo in materia di federalismo fiscale

La delega al Governo in materia di federalismo fiscale (legge 42 del 2009) ha demandato alla legge dello Stato la determinazione dei Lep. Fino a questa nuova determinazione, si sarebbero considerati i Livelli essenziali di prestazione già fissati in base alla legislazione statale.

Le norme statali

Numerose norme statali hanno provveduto, nel tempo, all’individuazione dei Lep nelle materie di competenza concorrente e in quelle di competenza esclusiva che potrebbero rientrare nelle intese Stato-Regione per l’attuazione dell’autonomia differenziata.

La manovra 2022

La legge di Bilancio 2022 (legge 234 del 2021) ha fornito una definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps). Si tratta di un sottoinsieme della più ampia categoria dei Lep, come gli interventi, i servizi, le attività e le prestazioni integrate che la Repubblica assicura con carattere di universalità su tutto il territorio nazionale per garantire qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione, prevenzione, eliminazione o riduzione delle condizioni di svantaggio e di vulnerabilità.

La legge di Bilancio 2023

La legge di bilancio 2023 (legge 197 del 2022) ha delineato un procedimento per l’approvazione in tempi ravvicinati dei Lep che riguardano i diritti civili e sociali che vanno garantiti su tutto il territorio nazionale nelle materie indicate dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nel tentativo di instaurare un collegamento diretto tra la determinazione dei Lep e l'attuazione dell’autonomia regionale differenziata.

Calderoli, emendamenti? Mio ddl migliorabile

«Ci sono ampi margini di migliorabilità del mio disegno di legge», ha intanto aperto Calderoli. AlIa domanda se si attende molti emendamenti anche da parte della maggioranza domani, quando scadrà il termine per depositare le proposte di modifica. «Dalle audizioni come quelle dell’Opb o della Banca d’Italia sono emersi spunti, anche per definire meglio alcuni punti ed evitare margini di ambiguità», ha detto Calderoli.

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