«L'elettrificazione dell'autostrada funziona, ma per andare avanti servono standard a livello Ue»
Il punto col direttore generale di A35 Brebemi- Aleatica, Matteo Milanesi
di Simona Rossitto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il progetto è sperimentale, ma è costruito già in una logica industriale, e con l’obiettivo «di ampliarlo ad altre realtà» nonché di usare nuove tecnologie come la ricarica statica oltre a quella dinamica. E’ l’orizzonte di “Arena del futuro”, come racconta il direttore generale di A 35 Brebemi-Aleatica, Matteo Milanesi. Un progetto attraverso il quale si sta sviluppando la tecnologia Dwpt (Dynamic wireless power transfer) che permette ai veicoli elettrici di ricaricare le loro batterie passando sopra delle spire inserite nell'asfalto.
I risultati, dichiara Milanesi a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit’Ed, gruppo attivo nella formazione e nel digital learning) sono per il momento positivi; attraverso questa tecnologia si risolve il problema dell'autonomia dei veicoli elettrici e presto si sperimenterà anche la ricarica statica. In vista c’è, dopo l’accordo con l’Amt, la costruzione di un progetto anche a Genova, oltre alle prospettive per l’Aeroporto di Orio al Serio. Per quanto riguarda, invece, «progetti aperti in cui gli utenti di veicoli privati possano utilizzare la stessa tecnologia vanno però anche stabiliti parametri standard a livello europeo, validi per tutti». "Arena del futuro", coordinata da Brebemi- Aleatica, conta sulla cooperazione con Abb, Electreon, Iveco, Iveco Bus, Mapei, Pizzarotti, Politecnico di Milano, Prysmian, Stellantis, Tim, Fiamm Energy Technology, Università Roma Tre, Università di Parma, vigili del Fuoco e ministero dell’Interno – Polizia stradale.
A che punto è il vostro progetto e quali sono gli sviluppi a livello di tecnologia usata?
Il progetto è già operativo e consiste in un circuito sperimentale di un chilometro di lunghezza realizzato in adiacenza alla A35 Brebemi-Aleatica; è stata installata tecnologia di ricarica elettrica a induzione dinamica e prevede la trasmissione dell’energia elettrica dall’infrastruttura al veicolo in modalità wireless mentre il veicolo è in movimento. Il circuito è stato completato nel 2022 ed è in corso una serie di test per studiare tutti gli aspetti di uesta tecnologia e capirne l’efficienza. Stiamo studiando le interazioni dell’impianto con l’asfalto e anche le eventuali ripercussioni sulla sicurezza, su tutto quello che riguarda il campo elettromagnetico, ad esempio, affinché non impatti su device medicali come i pacemaker. Stiamo lavorando a un progetto sperimentale, ma è già costruito in una logica industriale, visti i partner coinvolti.
Siete soddisfatti dei risultati ottenuti finora?


