L’emergenza è pesante, rispondiamo investendo in innovazione
L’impatto sulla produttività del Paese può essere pesantissimo. Ma ci sono sei azioni che possiamo fare per accelerare lo sviluppo ed essere più resilienti in futuro
di Davide Casaleggio *
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Le grandi crisi economiche e sociali dello scorso secolo hanno portato nuove opportunità di cambiare lo status quo. Come durante la crisi petrolifera degli anni ‘70 che ha fatto partire gli investimenti sull'industrializzazione delle fonti alternative al petrolio arrivando a costruire quella che oggi conosciamo come il settore delle rinnovabili.
L'impatto sulla produttività del Paese di questo periodo di emergenza sanitaria del Paese non deve essere sottovalutata. Il pilastro economico del Paese sono le piccole e medie imprese che oggi non hanno certezze sul futuro e di conseguenza rallentano gli investimenti.
Dobbiamo mettere al centro l'economia di questo Paese sin da ora o rischiamo un anno tragico. Il 12% del PIL italiano è dato dal turismo. Le prenotazioni sono in calo del 40% a Venezia e al 70% in Lazio per dopo Pasqua. Le sole gite scolastiche, oggi vietate, impattano su 316 milioni di euro.
Come il turismo molti altri settori stanno già sentendo le conseguenze di questa emergenza. Ad esempio Confcommercio stima una riduzione del fatturato tra i 5 e i 7 miliardi se l'emergenza durerà fino a maggio. La Banca d'Italia una riduzione dello 0,2% del PIL.
Le misure drastiche sanitarie è difficile che vengano allentate nel breve termine, dato che come ogni influenza anche il Coronavirus continuerà a espandersi probabilmente fino al periodo estivo. Per cui allentamenti sulle misure sanitarie potrebbero emergere solo in due casi:
1- se venisse ridefinita la pericolosità di questo virus
2- se venisse trovato un vaccino

