L’esercito dei senza casa nel limbo del Salva Milano
L’intervento promesso dalla politica non si è materializzato: 1.600 famiglie restano in attesa di una soluzione da parte del Governo
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L’anticipo, versato per prenotare la casa in costruzione. E, poi, il blocco del cantiere che congela anche, a tempo indeterminato, i molti risparmi investiti in quell’immobile. Dopo questo, un’attesa estenuante che mette in pausa la vita delle persone: impossibile investire in un nuovo immobile, ma anche tornare sui propri passi e riavere indietro quanto pagato. La legge non aiuta. Il Salva Milano, promesso dalla politica per circa un anno (già con la prima versione del Salva casa nel 2024), non si è materializzato e, almeno per ora, non ci sono tutele a proteggere chi ha comprato.
È successo, facendo una sintesi brutale, questo a decine di famiglie milanesi che, negli anni scorsi, hanno deciso di comprare un’abitazione, poi finita nel caos dell’urbanistica del capoluogo lombardo. Sono, più o meno, 1.600 famiglie e, adesso, stanno aspettando una soluzione a questo stallo. Una soluzione che, settimana dopo settimana, appare sempre più complicata. Molti di loro si sono riuniti in un comitato (Famiglie sospese, vite in attesa) che qualche giorno fa ha anche manifestato davanti a Palazzo Marino, per esprimere la gravità della situazione.
Luca, 35 anni, racconta la sua storia, che dà le dimensioni del problema, anche in termini economici: «Per anni ho vissuto in affitto, l’ultima casa era in via Savona, accanto all’ex Osram». Durante la pandemia, ha visto la pubblicità di un progetto: «Quell’area abbandonata sarebbe stata trasformata in un moderno complesso residenziale, con spazi verdi, un nuovo parco e anche appartamenti in edilizia sociale».
A quel punto decide di comprare casa in quel complesso: «La nostra scelta è ricaduta su un trilocale, ideale per mettere su famiglia. Prezzo: 550mila euro. Un investimento enorme, ma con sacrifici, l’aiuto dei nostri genitori e un mutuo, quel sogno sembrava raggiungibile. Abbiamo sempre rispettato le scadenze economiche, versando un totale di 230mila euro. Ora, quei soldi sono bloccati».
In attesa della sua casa, la sua vita è andata avanti: «L’affitto era diventato insostenibile, siamo stati ospiti dai suoceri per un po’, finché, con un nuovo mutuo e un altro aiuto da mia madre, siamo riusciti a comprare un bilocale in periferia, a QT8. Oggi viviamo qui, con due cani, un figlio e un mutuo pesantissimo sulle spalle». I soldi della casa sono ancora fermi e non è chiaro come sarà possibile rientrare dell’investimento o avere l’immobile.


