Cosmetica

L’Estetista Cinica corteggiata dai fondi. Sul tavolo una minoranza

Riassetto azionario sul tavolo per VeraLab, una delle realtà cosmetiche di maggior successo in Italia e in Europa. Mandato a Rothschild. Capitali da un partner per il piano di sviluppo

di Carlo Festa

Cristina Fogazzi. (Imagoeconomica)

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Riassetto azionario sul tavolo per VeraLab, una delle realtà cosmetiche di maggior successo in Italia e in Europa, fondata da Cristina Fogazzi, più conosciuta come l’Estetista Cinica.

Secondo indiscrezioni, sarebbe infatti stato affidato un mandato esplorativo alla banca d’affari Rothschild. L’obiettivo dell’incarico sarebbe quello di individuare un socio, probabilmente finanziario, di minoranza, che possa supportare e finanziare i rilevanti progetti di espansione in programma. Secondo indiscrezioni, il dossier di VeraLab sarebbe all’esame di diversi fondi di private equity specializzati in minoranze. Lo scorso anno l’azienda si è inoltre aggiudicata il primo posto tra le quotabili per il settore Beauty della 17esima edizione di Pambianco Award.

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In quell’occasione la stessa Fogazzi aveva spiegato di valutare con attenzione la quotazione a Piazza Affari e che «l’opportunità di aprire il capitale della società è sicuramente un’idea interessante e che nel futuro vorremmo portare avanti, ovviamente restando in linea con la filosofia del brand».

Cristina Fogazzi, in arte appunto l’Estetista Cinica, nata a Sarezzo (in provicia di Brescia) nel 1974, è stata artefice in breve tempo di un successo mediatico e imprenditoriale: la «startupper» ha creato in cinque anni il leader europeo delle vendite online monomarca nel settore del beauty. Le grandi multinazionali della cosmetica hanno seguito con attenzione l’ascesa.

Forbes Italia l’ha inserita, nel 2020, fra le cento donne più influenti per la sua capacità di innovare, ma Cristina Fogazzi ha iniziato dal basso: tutto è cominciato con l’apertura di un centro di estetica avanzata a Milano.

Nel capoluogo lombardo l’imprenditrice è entrata in stretto contatto con il mondo femminile e poi è approdata con successo su Facebook, ha iniziato a pubblicare vignette ironiche e ciniche e ha aperto un blog.

Il centro estetico si chiamava BellaVera, da qui il nome del marchio VeraLab, che dopo qualche anno è diventato un’azienda, la Re-Forme srl, con 3 milioni di prodotti venduti all’anno e in grado di fatturare nel 2021 (ultimo bilancio depositato) quasi 63 milioni di euro, con un Ebitda di 19 milioni di euro e un utile netto di 12,9 milioni di euro. Nel 2019 il gruppo aveva un giro d’affari di 22 milioni di euro, mentre l’anno prima di poco più di 5 milioni di euro. Nel 2015, al momento del lancio dell’iniziativa, la società fatturava soltanto 423mila euro.

La cessione della minoranza dell’azienda si baserà sugli indicatori del 2022 e del 2023, che sarebbero previsti in rialzo ulteriore, con una crescita basata su un modello di business omni-channel che integra on-line e off-line.

L’e-commerce VeraLab.it rappresenta attualmente oltre metà della distribuzione, ma si sono aggiunti i punti vendita: i monomarca VeraLab di Milano e Roma, una serie di corner in Rinascente a Milano, Roma, Firenze, Torino, Catania e Palermo fino all’ingresso nel canale farmacia. Secondo indiscrezioni, la valutazione che circola sull’azienda sarebbe attorno ai 200 milioni di euro.

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