«L'Europa può competere con Cina e Usa sul cloud, noi pronti a collaborare col Psn»
A parlare è Michel Paulin, ceo del gruppo di web hosting francese. Il quadro normativo adatto c'è; ora, dice l'ad, va reso effettivo in tempi rapidi
di Simona Rossitto
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L'Europa ha «le tecnologie e il potenziale» per competere con Cina e Usa sul cloud. Il messaggio è di Michel Paulin, ad di OVHcloud, recentemente a Palazzo Farnese per un evento dedicato proprio a queste tematiche e intitolato “Affermare la sovranità digitale europea: il consensus di Roma".
Il quadro regolatorio adatto, secondo il ceo, esiste già, ma va implementato e reso effettivo «in modo coerente e in tempi raidi, coinvolgendo a pieno titolo anche tutti i cittadini che fanno parte dell'Unione europea». OVhcloud, azienda di web hosting francese, la più grande d'Europa, inoltre si dice pronta a collaborare con il Polo nazionale strategico del cloud, un progetto sui dati delle Pa in fase di assegnazione.
L'Europa non può rinunciare alla sua sovranità digitale, come sostenuto da capi di Stato e di governo. Ha un quadro regolatorio completo per questo scopo?
Un quadro regolatorio completo e dettagliato rappresenta la chiave per un ambiente condiviso, sicuro e fondato su principi, con regole uguali per tutti i player, in particolare per quanto riguarda la sovranità dei dati. In questo senso l'Unione Europea si è dotata di un quadro normativo molto avanzato, che la colloca all'avanguardia e in una posizione di assoluto privilegio per potersi porre alla testa di un movimento che valichi i confini continentali e ponga il tema della digital sovreignty al centro del dibattito pubblico mondiale. Grazie agli importanti risultati conseguiti e ai notevoli progressi compiuti attraverso Dsa (Digital Services Act), Dma (Digital Markets Act), nonché mediante la certificazione Enisa e il lancio del Data Act o di progetti Ipcei, l'Europa dispone di un framework in grado di avere ricadute e influenze a livello globale, stabilendo regole che potrebbero essere seguite in tutto il mondo. La normativa però deve essere implementata e resa effettiva in modo coerente e in tempi rapidi, coinvolgendo a pieno titolo anche tutti i cittadini che fanno parte dell'Unione Europea. Ora che le line guida sono state definite e completate, è tempo di passare all'azione e a rafforzare il nostro ecosistema digitale europeo per aprire una "terza via" in uno scenario digitale globale.


