Manifattura

L’export rallenta, ma tengono i distretti e i poli tecnologici

Secondo il Monitor di Intesa Sanpaolo anche nel terzo trimestre del 2023 i settori e i territori più innovativi sono riusciti a crescere. Le performance migliori a Milano e Monza-Brianza

di Giovanna Mancini

Dinamismo. Continuano a dimostrare un buon dinamismo i settori ad alta innovazione tra cui quelli della meccanica, dell’Ict, dell’aerospazio e della farmaceutica

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Non è un mistero che l’anno appena concluso abbia visto un rallentamento anche sul fronte delle esportazioni per le imprese italiane. Rallentamento che non ha risparmiato nemmeno i distretti industriali della Lombardia, anche se non mancano settori che hanno tenuto meglio di altri – quelli più innovativi e più strettamente legati alle transizioni energetica e digitale – e territori più dinamici, come quelli di Milano e di Monza-Brianza.

L’ultima fotografia complessiva sui distretti lombardi è quella scattata dal Monitor periodico di Intesa-Sanpaolo e relativa al secondo trimestre dell’anno, il primo che ha segnato un risultato negativo se confrontato allo stesso periodo dell’anno prima, con un calo del 6,8% a prezzi correnti, per un valore totale di merci esportate nel primo semestre pari a 18,7 miliardi di euro, sui quasi 77,8 miliardi dei distretti italiani. Va detto che tale dato è frutto del confronto con un secondo trimestre 2022 particolarmente brillante e della frenata particolarmente accentuata di alcuni distretti nel periodo aprile-giugno, ovvero i metalli di Brescia (-27,7%), le carni e salumi di Cremona e Mantova (-20,1%), il tessile-abbigliamento della Val Seriana (-19,1%) e la gomma-plastica di Varese (-16,3%). Viceversa, hanno continuato a dimostrare un buon dinamismo i distretti e poli tecnologici lombardi, tra cui quelli della meccanica, dell’Ict, dell’aerospazio e della farmaceutica. La forza di questi settori a tecnologia medio-alta e alta si riscontra su tutto il territorio nazionale e regionale, ma risulta ancora più evidente nei già citati distretti di Milano e Monza-Brianza, come spiega Pierluigi Monceri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo per questi territori, in cui anche nel terzo trimestre l’export ha continuato a crescere rispetto allo stesso periodo del 2022, sebbene con meno vigore rispetto ai trimestri precedenti. «Tra luglio e settembre, Milano e Monza hanno registrato in questo ambito un aumento delle vendite all’estero dell’1%, mentre a livello nazionale registriamo una flessione dello 0,7%». Anche nei precedenti trimestri le due province avevano raggiunto risultati migliori rispetto alla media dei distretti italiani del settore, con un +9,2 tra gennaio e marzo (contro il +5,9% nazionale) e un +8,3% tra aprile e giugno (contro il +3,1%). Questo porta la crescita aggregata, nei primi nove mesi dell’anno, al 6,2% contro il 2,7% nazionale, con performance particolarmente brillanti per la meccanica strumentale, le cui esportazioni tra gennaio e settembre hanno raggiunto un valore di 443 milioni di euro, in aumento del 10,8% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre la crescita a livello italiano è stata del 9,4%, grazie alle migliori performance registrate negli Stati Uniti, in Arabia Saudita e Cina.

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E se la tenuta è più marcata, e anche prevedibile, per questi settori fortemente innovativi, anche altri distretti di eccellenza del territorio, come il legno-arredo della Brianza, dimostrano una tenuta superiore alla media nazionale: nei primi nove mesi del 2023 le esportazioni sono sì diminuite dell’1,1%, ma si tratta di un arretramento contenuto se confrontato con la media dei distretti della filiera del legno-arredo italiana (-6,5%).

«Anche qui si è sentito l’impatto del contesto macro-economico, in particolare dello scenario di tassi di interesse elevati che ha contratto gli investimenti e condizionato il mercato, ma le imprese di questo territorio confermano la propria competitività», osserva Monceri. Tra i punti di forza delle imprese di queste province ci sono una capacità di generare brevetti doppia rispetto alla media nazionale (150 ogni milione di abitanti contro 75); l’elevata concentrazione di start up innovative (2.975), con Milano che da sola ne concentra 2.820, prima in Italia, seguita da Roma, che ne conta 1.663. Ci sono la maggiore dimensione delle aziende (il 18% ha più di 50 dipendenti, mentre la media italiana si ferma all’11%) e una maggiore diffusione di modelli di governance moderni che, in momenti di criticità, fanno la differenza sul mercato, soprattutto all’estero.

Per il 2024 Intesa Sanpaolo attende una ripresa degli scambi commerciali internazionali a partire dalla seconda metà dell’anno, grazie a una migliore dinamica dei consumi e a un ritorno degli investimenti in seguito ai primi tagli dei tassi. A questa ripresa dovrebbe contribuire in modo significativo la ripartenza della Germania, il cui rallentamento ha inciso molto nel corso del 2023, dato che questo Paese è il primo mercato di sbocco dell’Italia (con il 12,2% del totale) e della Lombardia (12,6%), mentre è al terzo posto per Milano e Monza Brianza (con l’8,4%), alle spalle di Svizzera e Stati Uniti.

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