Bolzano

L’hub Noi Techpark raddoppia con ingegneria robotica e Ai

Il parco tecnologico della Libera università si espande con due nuovi laboratori: nel campus sono presenti oltre 2.400 persone tra docenti, scienziati, studenti e aziende. Sono 660 i progetti di ricerca

di Enrico Netti

Dal corrente anno accademico nel perimetro del Noi Techpark la Libera università di Bolzano ha inserito la nuova facoltà di Ingegneria, specializzata in robotica, automazione e intelligenza artificiale

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Un hub multidisciplinare della formazione, ricerca e innovazione. È il parco tecnologico Noi Techpark di Bolzano al cui interno interagiscono imprese, università e istituti di ricerca. Dal corrente anno accademico nel perimetro del Noi Techpark la Libera università di Bolzano ha inserito la nuova facoltà di Ingegneria, specializzata in robotica, automazione e Ai. Una evoluzione sostanziale che di fatto ha raddoppiato le dimensioni dell’hub dove ora sono presenti oltre 2.400 persone tra corpo docente, di ricercatori, studenti e aziende. Queste ultime sono presenti in gran numero, quasi un centinaio.

Nel campus sono attive una settantina di aziende a cui si aggiungono 27 start up attive nell’area Green, ovvero sistemi energetici, edifici e quartieri sostenibili, tecnologie idriche; food & health (materie prime e sottoprodotti, processi di lavorazione ottimizzati e fermentazione, scienze omiche e salute di precisione); digitale (Internet of things, open data hub, Intelligenza artificiale) e automotive & automation (automotive e mobilità, manufacturing, agri-automation).

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«Siamo consapevoli di quanto sia importante investire sulle competenze e dotarci di personale altamente qualificato per restare competitivi in un contesto economico sempre più sfidante e votato all’innovazione - Arno Kompatsche, presidente della Provincia autonoma di Bolzano -. Per questo, l’arrivo di una nuova facoltà di Ingegneria, focalizzata su automazione, settore già molto importante per il nostro territorio, robotica e intelligenza artificiale, è cruciale per il futuro del nostro territorio. E non poteva esserci luogo migliore per collocare una facoltà di questo tipo del Noi Techpark».

«Ingegneria con il nuovo campus, è un primo importante passo verso il raggiungimento di un obiettivo - precisa Andrea Gasparella, preside della facoltà di Ingegneria della Libera Università di Bolzano -. Affermare la leadership nell’innovazione tecnologica, la ricerca e la nuova collocazione della facoltà nel Parco tecnologico è la premessa ideale». Dopo questa premessa il preside ricorda che l’Alto Adige, da apprezzata destinazione turistica, ora punta a essere conosciuto come luogo dove si fa innovazione e ricerca anche grazie alla vicinanza con gli atenei di Austria e Germania, e spiega il rapporto con il tessuto produttivo. «Con le aziende, anche internazionali, abbiamo contratti di ricerca perché chiedono di essere accompagnate verso l’innovazione e vogliono avviare progetti per restare competitive».

Una fucina di futuri talenti. È il Noi Techpark che si sviluppa su una superficie totale di 12 ettari dove recentemente sono stati realizzati due edifici occupati da lavoratori e aziende attive nel green, food e health. In fase di progettazione altri due palazzine che saranno dedicate alle soluzioni digital e intelligenza artificiale, automazione e robotica. Nell’ultimo anno i servizi del parco sono stati richiesti da oltre mille clienti di cui 745 aziende con 660 progetti di ricerca e sviluppo con un budget di 44,5 milioni. A questa cifra si devono anche aggiungere gli investimenti dei privati nelle start up insediate al Noi: altri 7,8 milioni.

Start up dove si lavora nella ricerca e innovazione lungo due gli assi tematici principali: il primo, che spazia dalle tecnologie hardware e software digitali innovative, tra cui intelligenza artificiale e human-computer interaction fino agli elementi più avanzati dell’ingegneria industriale, meccanica ed energetica. Il secondo, focalizzato sulle applicazioni al servizio del territorio, dalla conservazione delle risorse naturali e ambientali, fino all’impatto sulle persone e sul benessere della società.

Una partnership di questo tipo è quella che lega l’università con Empatica, azienda attiva nei dispositivi digitali per l’-health, che ha portato allo sviluppo di un sensore flessibile e miniaturizzato per rilevare il fattore di necrosi tumorale-alfa, proteina fondamentale per la risposta immunitaria presente nel sudore umano. Un progetto multidisciplinare che ha coinvolto, tra gli altri, anche l’Università di Padova, l’Università di Istanbul e la Fondazione Bruno Kessler. Il team di ricercatori ha sviluppato due versioni di sensori, un approccio innovativo che potrebbe rivoluzionare il monitoraggio continuo dei marcatori immunitari tramite dispositivi indossabili.

Un altro campo di ricerca è, per esempio, quello della lotta alle nanoplastiche. I ricercatori della facoltà insieme ai colleghi dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) hanno sviluppato un sistema basato su un sensore innovativo e facile da usare, basato su un transistor a effetto di campo con nanotubi di carbonio, per identificare le nanoplastiche nell’acqua. Un nuovo approccio che potrebbe rivoluzionare il monitoraggio dell’inquinamento da nanoplastiche, rendendo la rilevazione più rapida e diffusa nei sistemi acquatici.

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