Beauty tech

L’IA riscrive le regole della bellezza

Dai sistemi per provare il make up virtualmente ai profumi creati con gli algoritmi, all’analisi della pelle per trovare la skincare ideale, l’intelligenza artificiale punta su personalizzazione e fidelizzazione. Ma deve essere usata con consapevolezza

3' min read

3' min read

EEsteé Lauder ha registrato un aumento del 250% del tasso di conversione in vendite e Benefit un incremento del 20% degli acquisti online e del 101% del tempo trascorso sul sito dopo l’introduzione del sistema di prova virtuale YouCam Makeup di Perfect Corp, società che sviluppa soluzioni di intelligenza artificiale e realtà aumentata per i settori di moda e cosmetica. La connessione tra bellezza e tecnologia si fa sempre più stretta e descrive l’evoluzione dell’industria cosmetica.

Grazie alla partnership con Perfect Corp le clienti di Estée Lauder possono provare trenta colori di rossetto in trenta secondi, ma anche trovare il fondotinta perfetto grazie a una speciale app che sfrutta l’esperto virtuale di colore iMatch, la tecnologia di deep-learning che consente di rilevare in tempo reale il colore della pelle e, utilizzando la sua conoscenza di base di 89.969 tonalità di incarnato, suggerisce non solo la tinta più adatta, ma anche altre opzioni tra cui scegliere (più calde o più fredde) che si possono vedere applicate virtualmente in tempo reale in modo che l’utente possa scegliere non la combinazione “perfetta”, ma quella preferita, punto focale della personalizzazione di Estée Lauder. Ancora, il brand americano offre aule virtuali con servizio di formazione in realtà aumentata per i suoi oltre 17mila consulenti di bellezza nel mondo.

Loading...

Ysl propone, invece, un rossetto personalizzato e smart grazie al dispositivo Rouge sur Mesure che sfrutta una tecnologia brevettata da Perso per creare, a casa, fino a 4mila tonalità. Collegando il dispositivo a un’app dedicata si può semplicemente scegliere una famiglia di colori e sperimentare virtualmente i vari mix; oppure con la tecnologia di riconoscimento dei colori si può scegliere un articolo da abbinare - una borsa, un vestito o una foto - e scansionarlo per trovare la corrispondenza più vicina. Ma ci si può anche scattare un selfie e puntare lo smartphone su aree chiave come il proprio vestito, la pelle, i capelli o il make up: la tecnologia intelligente genererà suggerimenti di nuance abbinabili.

Non solo make up. Perfect Corp ha recentemente annunciato il lancio di un simulatore di trattamenti viso estetici non chirurgici progettato specificamente per dermatologi, estetisti e professionisti della bellezza che integra l’analisi delle immagini e i modelli di apprendimento profondo AI per simulare e visualizzare 27 tipi di procedure facciali non chirurgiche in sei zone del viso. Mentre il brand italiano Bakel ha introdotto sul proprio sito web la modalità “widget” di analisi della pelle basata sull’intelligenza artificiale di Perfect Corp che permette alla clientela di accedere in maniera semplificata a questa funzione che rileva macchie, rughe, arrossamenti e compattezza della pelle, prima di consigliare i prodotti più adatti per la cura della pelle.

In campo di profumi, Procter & Gamble ha deciso di sviluppare fragranze con l’aiuto dell’intelligenza artificiale attraverso il software Moodify White; mentre l’azienda svizzera Firmenich ha portato in Italia Scentmate, piattaforma abilitata all’intelligenza artificiale che permette ai clienti di trasformare le loro idee creative nella fragranza ideale in modo facile e veloce, basandosi su un grande database di fragranze utilizzato da consumatori internazionali e mettendo a disposizione dei clienti profumieri ed esperti che li guidano nel processo di valutazione e scelta per ottenere il miglior prodotto per un determinato mercato e per un consumatore specifico.

Dal make up alle fragranze, passando per lo skincare, alla beauty tech nessuno è immune. Tuttavia, se è vero che l’intelligenza artificiale sta creando una nuova cultura intorno alla bellezza, nuove intuizioni e anche nuovi brand, oltre a nuovi modi per fare marketing e comunicazione, è pur vero che, se male utilizzata, può diventare dannosa per l’autostima soprattutto delle giovani generazioni. Nella sua nuova campagna il brand Dove si impegna a non usare mai questa tecnologia per modificare l’aspetto delle donne protagoniste delle sue pubblicità. Gli esperti stimano che l’intelligenza artificiale genererà il 90% dei contenuti online entro il 2025. In questo scenario, il marchio del gruppo Unilever continua a sostenere la trasparenza e la diversità. Inoltre, consapevole che il risultato che l’intelligenza artificiale restituisce dipende al 90% dalla domanda che viene posta dall’utente, ha creato «AI: guida ai prompt per difendere la bellezza autentica», una guida gratuita disponibile sul sito del brand e pensata per aiutare a creare immagini rappresentative della vera bellezza, attraverso i programmi di intelligenza artificiale più popolari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti