L’idrovia Mantova Venezia cresce con i trasporti eccezionali
Ad alimentare maggiormente il traffico la chimica, i project cargo e la filiera siderurgica. L'assessore De Berti: benefici in termini economici, di sostenibilità ambientale e di sicurezza
di Valeria Zanetti
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Hanno percorso circa 180 km su due enormi chiatte fluviali, da Mantova fino a raggiungere Porto Marghera. Un lungo percorso attraverso l’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco (circa 120 km) attraversando 6 conche di navigazione (Valdaro, Trevenzuolo, Torretta Veneta, Canda, Bussari, Baricetta), successivamente l’idrovia Po-Brondolo (20 km), con le conche di navigazione di Cavanella d’Adige destra e sinistra e Brondolo, per entrare quindi nella Laguna di Venezia e raggiungere Porto Marghera (40 km). Due trasporti eccezionali fluviali hanno attraversato nelle scorse settimane l’idrovia Mantova-Venezia, confermando le potenzialità logistiche delle vie di navigazione interne.
Il percorso fluviale che attraversa parte della Pianura padana viene utilizzato per far arrivare nel retroporto veneziano i pezzi di grandi dimensioni, che poi vengono assemblati. Gli scali di Venezia e Chioggia sono infatti competitivi perché dispongono di ampi spazi che consentono alle aziende di insediarsi. Il traffico fluviale è in forte crescita, anche se i valori assoluti rimangono ancora bassi. Le filiere che alimentano maggiormente questo traffico sono la chimica (49%), i project cargo (26%) la filiera siderurgica (15%), in minima parte il trasporto fluviale viene usato per la movimentazione di container.
«Questi trasporti fluviali sono la testimonianza di come le linee navigabili venete siano idonee a trasporti eccezionali della V classe Cemt – ha commentato la vicepresidente e assessore alle Infrastrutture e trasporti della Regione del Veneto, Elisa De Berti –. Il percorso fluviale ha garantito evidenti benefici alla viabilità su strada, che viene in tal modo liberata da trasporti su gomma che creerebbero condizioni di congestione al traffico. La scelta della via d’acqua comporta benefici in termini economici, di sostenibilità ambientale e di sicurezza nel trasporto delle merci».
Con l’eccezione del primo breve tratto da Mantova a Trevenzuolo di competenza di Aipo, l'intero percorso è su vie d’acqua interne gestite da Infrastrutture Venete, società di proprietà della Regione Veneto, che si occupa di sicurezza della navigazione interna e delle operazioni di manovra delle conche.
A fine anno è invece sbarcata a Porto Marghera una turbina a gas GT36 (e il suo diffusore) di ultimissima generazione, sviluppato e realizzato negli stabilimenti genovesi di Ansaldo Energia. Si tratta della turbina a gas più grande e potente mai realizzata in Italia (oltre 520 tonnellate), destinata a rendere la centrale termoelettrica Levante di Edison a Porto Marghera la più efficiente d’Europa.

