L’Inter allunga battendo (2-0) anche l’Atalanta. Nuova frenata del Napoli
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Segniamolo bene in agenda. Qualcosa di importante è successo. Come vogliamo chiamarlo? Strappo? Primo vero allungo nella corsa allo scudetto?
Le definizioni lasciano il tempo che trovano, però una cosa è chiara: questa vittoria (0-2) dell’Inter a Bergamo, ottenuta con un colpo di testa di Carlos Augusto (54’) e un guizzo di Lautaro sul filo di lana, avrà un peso enorme per il finale di questo campionato. E non solo matematico, che è importante, ma anche psicologico, che forse lo è ancora di più.
A nove giornate dalla fine, prima della sosta per la nazionale (giovedì 20 e domenica 23 marzo doppia sfida con la Germania), l’Inter è prima (64) con tre punti di vantaggio sul Napoli (frenato dal Venezia) e sei sull’Atalanta, sconfitta per l’ottava volta consecutiva da Inzaghi, bestia nera di Gasperini.
Questo non significa che l’Inter ha già lo scudetto in tasca, visto che poi avrà molti più impegni delle due rivali, però che sia un bel muro portante nella costruzione del titolo lo possiamo tranquillamente dire. Al di là degli episodi, e dell’espulsione di Ederson (doppio cartellino per proteste), la capolista ha dimostrato ancora una volta - proprio nello scontro diretto - di avere qualcosa in più dell’Atalanta, squadra molto aggressiva e prolifica ma che con l’Inter va sempre in tilt, come se ci fosse qualcosa che geneticamente fa male alla creatura di Gasperini. Non a caso nelle ultime tre sfide con Inzaghi ha incassato 10 gol senza mai farne uno.
Questo era uno snodo quasi decisivo, davanti ai proprio tifosi, eppure la Dea non è mai stata in partita lasciando fin dall’inizio l’iniziativa (palo di Thuram all’8’) agli avversari. Timorosa di essere colpita in contropiede, arma letale di Inzaghi, l’Atalanta si è snaturata rimanendo in un opaco limbo di attesa. Da ricordare solo una magnifica deviazione di testa Pasalic (19’) ben neutralizzata da Sommer.



