Fed, l’enigma Warsh (e l’ombra di Trump)
dal nostro corrispondente Marco Valsania
di Andrea Gennai
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Come all’inizio di ogni anno scatta la selezione dei titoli a più alto dividendo da inserire in portafoglio. Una strategia amata dai cassettisti, e non solo, mutuata dal metodo dei Dogs of the Dow negli Stati Uniti. Si tratta di selezionare i titoli che all’inizio dell’anno evidenziano il rendimento più alto sulla base delle cedole pagate nell’ultimo anno. Tra le blue chip dell’Eurostoxx 50 quest’anno svettano tre titoli italiani tra i primi 10 europei a più alto dividendo. In base ai prezzi di fine anno, a guidare la classifica con un dividend yield di oltre il 9% è Intesa Sanpaolo. Eni si posiziona al terzo posto con circa il 5,5%. Segue poi Enel.
La riscoperta del value
E il recente sell off sui titoli tecnologici riaccende i riflettori su questa strategia. «Nel 2020 e 2021 - commenta Andrea Randone, responsabile mid small cap research di Intermonte - hanno performato molto bene i titoli growth, il cui appeal non era sicuramente legato ai dividendi. Nelle ultime settimane, invece, i titoli a più alto dividendo, che sono i titoli value, hanno iniziato il 2022 con una rotation abbastanza importante, scaturita da un cambio di atteggiamento delle banche centrali, focalizzate a fronteggiare i timori di inflazione. È comunque una fase in cui c’è l’aspettativa di rialzo dei tassi. C’è stato un riposizionamento sui titoli più value, in primis energia e banche. Abbiamo motivi per pensare che la seconda parte dell’anno vedrà un nuovo cambiamento, ma in questo momento il value ha una piccola riscossa dopo due anni difficili nei confronti delle azioni growth».
Italia attrattiva
A Piazza Affari il quadro è ancora più roseo e tra le blue chip ci sono alcuni titoli come Unipol e Mediolanum con rendimenti, sulla base delle ultime cedole pagate, intorno all’11 per cento. «Il fatto che tre big di Piazza Affari - sottolinea Gabriele Bellelli, formatore e trader - come Intesa Sanpaolo, Eni e Enel siano tra i principali titoli europei a livello di dividend yield è una buona notizia per i risparmiatori italiani amanti delle strategie basate sui dividendi, perché significa che il mercato tricolore non presenta multipli particolarmente elevati e potrebbe rappresentare una soluzione con un buon rapporto in termini di rischio-rendimento».