Listini azionari

L’Italia svetta in Europa con le azioni a più alti dividendi

Intesa Sanpaolo al primo posto sulla base di quanto pagato nel 2021 - Seguono Eni ed Enel

di Andrea Gennai

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Come all’inizio di ogni anno scatta la selezione dei titoli a più alto dividendo da inserire in portafoglio. Una strategia amata dai cassettisti, e non solo, mutuata dal metodo dei Dogs of the Dow negli Stati Uniti. Si tratta di selezionare i titoli che all’inizio dell’anno evidenziano il rendimento più alto sulla base delle cedole pagate nell’ultimo anno. Tra le blue chip dell’Eurostoxx 50 quest’anno svettano tre titoli italiani tra i primi 10 europei a più alto dividendo. In base ai prezzi di fine anno, a guidare la classifica con un dividend yield di oltre il 9% è Intesa Sanpaolo. Eni si posiziona al terzo posto con circa il 5,5%. Segue poi Enel.

La riscoperta del value

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E il recente sell off sui titoli tecnologici riaccende i riflettori su questa strategia. «Nel 2020 e 2021 - commenta Andrea Randone, responsabile mid small cap research di Intermonte - hanno performato molto bene i titoli growth, il cui appeal non era sicuramente legato ai dividendi. Nelle ultime settimane, invece, i titoli a più alto dividendo, che sono i titoli value, hanno iniziato il 2022 con una rotation abbastanza importante, scaturita da un cambio di atteggiamento delle banche centrali, focalizzate a fronteggiare i timori di inflazione. È comunque una fase in cui c’è l’aspettativa di rialzo dei tassi. C’è stato un riposizionamento sui titoli più value, in primis energia e banche. Abbiamo motivi per pensare che la seconda parte dell’anno vedrà un nuovo cambiamento, ma in questo momento il value ha una piccola riscossa dopo due anni difficili nei confronti delle azioni growth».

Italia attrattiva

A Piazza Affari il quadro è ancora più roseo e tra le blue chip ci sono alcuni titoli come Unipol e Mediolanum con rendimenti, sulla base delle ultime cedole pagate, intorno all’11 per cento. «Il fatto che tre big di Piazza Affari - sottolinea Gabriele Bellelli, formatore e trader - come Intesa Sanpaolo, Eni e Enel siano tra i principali titoli europei a livello di dividend yield è una buona notizia per i risparmiatori italiani amanti delle strategie basate sui dividendi, perché significa che il mercato tricolore non presenta multipli particolarmente elevati e potrebbe rappresentare una soluzione con un buon rapporto in termini di rischio-rendimento».

L’effetto pandemia si è fatto sentire pesantemente anche nelle politiche di distribuzione degli utili. «È stato un anno - continua Bellelli - all’insegna del ritorno alla normalità, nel senso che i titoli bancari e assicurativi hanno distribuito nel 2021 i dividendi relativi al bilancio 2019 e 2020 che erano stati sospesi e limitati con lo scopo di rafforzare la stabilità del sistema bancario in seguito allo scoppio della pandemia e dei lockdown».

Cedole sostenibili

Il punto chiave è la sostenibilità delle cedole: in molti casi i dividendi 2021 in realtà sono un mix delle cedole di competenza e degli anticipi per l’esercizio successivo. «Direi - aggiunge Bellelli - che i dividendi siano sostenibili e che possiamo ipotizzare una certa stabilità di erogazione anche nel corso dell’anno in corso».

Le strategie basate sul concetto del “dividend yield” presentano luci e ombre. Se un investitore ha come obiettivo finanziario l’ottenere un’entrata periodica, possono effettivamente essere una soluzione interessante da valutare. Se invece il risparmiatore ha come obiettivo l’ottimizzazione della performance, non sono la strategia più efficiente, dal momento che sul lungo periodo spesso a far meglio sono gli indici.

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