Previdenza

L’Obbligatorietà delle coperture di Long Term Care in Italia: una necessità

L’ineludibilità dei servizi di assistenza necessari per le persone che, a causa di disabilità fisica o mentale, non sono indipendenti

di Sergio Corbello

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Sino a non molti anni orsono, la trattazione del tema proposto, caparbiamente portato avanti da Assoprevidenza – sottolineo – da oltre sei lustri, necessitava di un’introduzione tecnica circa il fenomeno dell’invecchiamento e del connesso crescente rischio di inabilità prospettica degli anziani. Stimo ora che il binomio senescenza/condizione d’inabilità e le derivanti pesanti conseguenze umane ed economiche (il supporto volto a gestire l’inabilità di un congiunto è spesso causa di grave impoverimento delle famiglie) sia divenuto un assioma sociale, che mi esime da qualsivoglia premessa al riguardo. Se aggiungiamo che l’invecchiamento del Paese si accompagna a una, temo, inesorabile caduta degli indici di natalità, con la conseguente sempre più difficile prospettiva di sostenibilità dei sistemi pensionistico e sanitario, dobbiamo constatare che ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale, che sulla stampa meriterebbe titoli di prima pagina. Ne scaturisce un vero e proprio dovere morale, ancor prima che tecnico, di ribadire la necessità di istituire, al più presto, per legge, un obbligo per tutti i cittadini di dotarsi di coperture di Long Term Care (Ltc), di un livello minimo da fissare.

Ricordo che per LTC si intende l’insieme dei servizi di assistenza necessari per le persone (ovviamente non solo anziane) che, a causa di disabilità fisica o mentale, non sono in grado di svolgere le attività del vivere quotidiano in modo indipendente. Questi servizi consistono in varie forme di supporto, dall’assistenza domiciliare al ricovero in strutture residenziali.

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Si badi che la disabilità è da tempo oggetto di varie provvidenze di carattere pubblico, erogate dall’INPS e da diverse entità territoriali in maniera abbastanza variegata. Va certamente ascritto a merito del Governo Meloni l’avere senza indugio raccolto il testimone dal Dicastero a guida Draghi, pervenendo all’approvazione della legge delega n. 33/2023 - in tema di politiche in favore delle persone anziane – ed emanando, con estrema celerità, il conseguente decreto attuativo n. 29/2024. Un intervento normativo atteso da oltre un quarto di secolo!

Ciò detto e senza entrare nel merito delle previsioni del Decreto, certamente non privo di carenze, mi preme sottolineare come sarebbe davvero illusorio, per non dire folle, immaginare che la mano pubblica, in crescente affanno nel reperire risorse economiche, sia da sola efficacemente in grado di far fronte al fenomeno dell’inabilità degli anziani.

Di questa situazione si sono ben avvedute le parti sociali di alcuni settori, in primis creditizio e assicurativo, che ormai da anni hanno istituito coperture di Ltc a favore di dipendenti e pensionati dei rispettivi comparti. Non mancano analoghe esperienze collettive in altre realtà del mondo del lavoro - spesso nell’ambito a piani di assistenza sanitaria integrativa - e in numerose esperienze di welfare aziendale.

Quanto realizzato è certamente positivo, ma manca di un approccio sistematico al problema, che solamente l’obbligatorietà può garantire. Non dispongo di una ricetta preconfezionata sulle modalità di realizzazione di una copertura cogente, ma reputo che in argomento sia indispensabile aprire un dibattito, che coinvolga Governo, Parlamento, tecnici del settore, a cominciare dagli attuari.

Si può muovere da un dato condiviso: il fatto che una copertura di Ltc basica, obbligatoriamente alimentata per tutta la vita, per esempio, dai 20 ai 70 anni, determini un onere annuo assolutamente quasi irrilevante per i singoli cittadini, ancor più se reso fiscalmente deducibile.

Fermo restando che l’obbligo sarebbe automaticamente assolto dalle provvidenze disposte in chiave collettiva o di welfare aziendale e/o da scelte di coperture liberamente compiute dai cittadini, in via individuale o consortile, si può immaginare l’istituzione di un’entità di minime dimensioni (fondazione?) che, attraverso un pool di compagnie di assicurazione, metta a disposizione la copertura a quanti ne siano sprovvisti.

Quelle che precedono sono mere schegge di idee, quale contributo all’auspicato dibattito in materia.

Da ultimo, a titolo di memoria, elenco in “pillole”, più che stilizzate, taluni degli argomenti che militano a favore dell’istituzione della Ltc obbligatoria:

- alleggerimento prospettico della pressione sul sistema pensionistico e sanitario;

- sgravio degli oneri potenziali futuri delle famiglie;

- lotta al rischio di povertà futura;

- presidio di tutela della dignità della persona allorquando si venga a trovare in condizione di assoluta fragilità;

- istituto di equità sociale;

- strumento di integrazione tra sistema pubblico e privato.

Da ultimo desidero ribadire che la questione proposta riveste certamente complessi problemi tecnici realizzativi (chi scrive opera come tecnico), ma l’affrontarla da parte dell’Autorità di Governo non può che scaturire da una profonda consapevolezza etica.

Presidente Assoprevidenza

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