Lettera al risparmiatore

L’obiettivo di Carel: più ricavi da servizi. Focus sull’innovazione

Per le acquisizioni sul piatto fino a 100 milioni. Il gruppo investe nell’ampliamento della base produttiva. Il rischio della frenata economica

di Vittorio Carlini

(IMAGOECONOMICA)

5' min read

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Da un lato aumentare i ricavi da servizi. Dall’altro proseguire, e accelerare, nella ricerca e sviluppo sia nell’ambito della refrigerazione che in quello del condizionamento. Sono tra le priorità di Carel Industries a sostegno del business.

Il gruppo, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, produce e commercializza componenti e soluzioni tecnologiche per migliorare l’efficienza energetica e controllare impianti e macchinari di condizionamento dell’aria o di refrigerazione. Sul primo fronte (“air conditioning”) la società è attiva nei segmenti industriale, commerciale e residenziale. Riguardo, invece, alla “refrigeration” il focus è essenzialmente nei supermercati e “food service” (frigoriferi per distribuzione di snack e bevande).

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Il mondo dei servizi

Ebbene: una priorità, unitamente allo sviluppo commerciale ed industriale di refrigerazione e condizionamento, è per l’appunto incrementare il business legato ai servizi. Qui l’azienda è operativa su un triplice fronte. Il primo, il più recente, è costituito dai services digitali che, attualmente, rappresentano circa l’1% del fatturato. Si tratta di un’area dove, ad esempio, il gruppo offre, in abbonamento al cliente, informazioni, elaborate da algoritmi sui dati raccolti dagli impianti e macchinari del cliente stesso, per la gestione e controllo delle medesime strutture. Appannaggio del secondo fronte, invece, sono i cosiddetti servizi sul campo: dall’installazione fino alla manutenzione dei prodotti. Qua l’attività vale intorno al 2% del giro d’affari. Infine, il terzo livello. Cioè: la commercializzazione e fornitura di parti di ricambio (soprattutto nella de-umificazione). Il settore pesa, sempre ad oggi, circa il 2% dei ricavi. A fronte di simili percentuali, è chiaro che il mondo dei services vale intorno al 5% del fatturato. L’obiettivo futuro? Arrivare, nel medio periodo, eventualmente anche attraverso acquisizioni (per l’M&A in generale vedere box sotto i grafici), oltre il 10%. Insomma: si tratta di una sfida rilevante che, da una parte, ha anche la valenza di attrarre (e mantenere) maggiore clientela; e che, dall’altra, vedrà un forte impegno dei digital services.

BILANCI A CONFRONTO

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Innovazione e ricerca

Ma non è solo questione di servizi. Altro focus è l’innovazione. Nel 2022 gli investimenti in ricerca e sviluppo sono stati circa 20 milioni. Vale a dire: il 3,8% del fatturato. La percentuale, anche a causa dell’accelerazione della prima riga di conto economico, è inferiore alla media aziendale. Questa storicamente si assesta intorno al 5% del giro d’affari annuale. Sennonché l’intenzione è di spingere sugli esborsi in R&D: il target, nell’esercizio in corso, è un rialzo - in valore assoluto - a doppia cifra percentuale rispetto allo scorso anno. Non si raggiungerà immediatamente il 5% dei ricavi ma l’obiettivo, via via, è di tornare sul quel livello. All’interno di un simile contesto il progetto prevede, tra le altre cose, il potenziamento, a partire già dal 2023, dei centri di ricerca in America e in Cina.

Ciò detto: quali i focus principali nell’innovazione? Rispetto alla refrigerazione una priorità è proseguire nell’evoluzione, e lancio sul mercato, di soluzioni che riducano il consumo energetico. Nel comparto della “refrigeration”, soprattutto sulla spinta delle norme Ue e non solo (ad esempio regolamento F-Gas), si assiste (non da oggi) al sempre maggiore uso di gas refrigeranti non inquinanti. In particolare: l’anidride carbonica. Sennonché i sistemi che sfruttano la CO2 hanno scarsa efficienza energetica. Di qui gli sforzi nel realizzare componenti elettronici per soluzioni (quali i compressori a velocità variabile sempre a CO2) che limitino il consumo di Mega Watt. Non solo. Sempre nel comparto della refrigerazione, altra priorità è proseguire lo sviluppo di algoritmi in grado di migliorare i servizi digitali offerti. In tal senso può pensarsi all’incremento di soluzioni che possano definirsi prescrittive. Cioè che, analizzando i dati in arrivo ad esempio da un banco frigo e prevedendo un possibile problema sul medesimo, siano in grado di prescrivere all’utente/cliente quale azione adottare per evitare il danno. Fin qua il mondo della “refrigeration”. Quali le strategie rispetto, invece, al condizionamento? Il gruppo punta, tra le altre cose e sempre nell’R&D, alla semplificazione (sia con riferimento al software che all’hardware) dell’installazione dei prodotti e al miglioramento di diagnostica e controllo da remoto.

RICAVI E GEOGRAFIE

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La componentistica

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore, a fronte della carenza di componenti elettronici, in scia ai colli di bottiglia sulle filiere globali di approvvigionamento, esprime una preoccupazione. Il timore è che questa situazione impatti sull’espansione del business di Carel. La società, invitando ad un’analisi più articolata, professa fiducia. Il gruppo, viene ricordato, da tempo ha avviato processi di modifica nella realizzazione delle soluzioni più sensibili al procurement. I prodotti, pure mantenendo elevata la qualità, possono essere realizzati con componenti elettronici di marche alternative. Una condizione la quale, dice sempre Carel, aumentando il numero dei fornitori, rende la produzione resistente al rischio dell’approvvigionamento. Di più. L’azienda afferma di notare un miglioramento nelle supply chain di componentistica elettronica. La previsione è per la normalizzazione della situazione con il problema che, entro la fine del 2023, dovrebbe essere quasi totalmente rientrato.

Fin qui alcune considerazioni su innovazione, procurement e servizi. Il gruppo, tuttavia, è concentrato sulla stessa evoluzione industriale e commerciale delle aree d’attività. A fine 2022 la divisione dei ricavi tra le business unit era la seguente: la refrigerazione pesa per il 31% mentre il condizionamento vale il 68% (1% appannaggio di “Altro”). A fronte di ciò la domanda è: come cambia nel medio periodo la ripartizione? In generale, è la risposta, la divisione dovrebbe rimanere più o meno la medesima. All’accelerazione, da tempo consolidata, della refrigerazione, fa infatti da contraltare la nuova forte crescita del settore del condizionamento. In particolare: grazie alla spinta del mercato della ventilazione dell’aria e di quello delle pompe di calore.

Già, le pompe di calore. È chiaro che all’interno del comparto del condizionamento, insieme al tema della ventilazione, Carel punta a sfruttare il boom proprio di questi macchinari. Tanto che, parte della produzione della nuova fabbrica nell’Est Europa - il cui avvio della costruzione è previsto nel 2023 (circa 10 milioni l’investimento totale)-, sarà dedicata alla componentistica delle heat pumps. Con riferimento, invece, alla refrigerazione, le priorità commerciali ed industriali ricadono, tra le altre, su servizi digitali ed efficientamento energetico.

RICAVI E SETTORI

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Economia e inflazione

Sennonché il risparmiatore fa la seguente considerazione: la dinamica inflattiva (ad esempio sulla componentistica) che caratterizza le economie occidentali implica l’aumento del costo del venduto. Un trend il quale, a sua volta, incide sulla redditività della società. Carel non condivide il timore. Dapprima, viene ricordato, da un lato che parte dell’incremento dei costi è traslato sul prezzo finale al cliente; e, dall’altro, che il rimanente maggiore onere è più che controbilanciato dalla leva operativa, la quale riduce il costo marginale. Una duplice condizione che, sottolinea Carel, ha contribuito al miglioramento dell’Ebitda margin reported del 2022 rispetto a quello del 2021. Inoltre, dice sempre l’azienda, rispetto all’esercizio in corso, dove è stato realizzato un ulteriore pass trough e durante il quale la società reagirà in maniera attiva all’evoluzione dell’inflazione, il caro materie prime va limitandosi. Ciò detto, però, può obiettarsi ulteriormente che diverse economie mondiali, a causa del rialzo dei tassi, sono in rallentamento. Il che, incidendo sulla domanda dei clienti, rischia di limitare la crescita aziendale. Il gruppo, nuovamente, rigetta la valutazione. La società ricorda la diversificazione di business e geografica. Certo: la refrigerazione (soprattutto per i supermercati) potrà subire una, comunque momentanea, decelerazione. Questa dinamica tuttavia, è l’indicazione, potrà essere più che compensata dall’incremento del condizionamento in scia alle pompe di calore e alla ventilazione per gli edifici. In un simile contesto l’azienda, da una parte, stima un primo trimestre in crescita organica ad alta singola cifra percentuale; e dall’altra, ricordando la stessa prevedibile ripresa del business in Cina a seguito dell’abbandono della politica zero-Covid, indica che la domanda sul 2023 è attesa su buoni livelli.

LA DINAMICA DELLA PFN

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