L’obiettivo di Eurotech: più prodotti standard per rilanciare i margini
Small cap. Il gruppo punta ad aumentare la produzione di nano computermeno personalizzati. Focus sulla ricerca. Il nodo dell’approvvigionamento
di Vittorio Carlini
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Da un lato spingere sulla ricerca e sviluppo. Dall’altro puntare ad una maggiore standardizzazione dei prodotti. Sono tra i focus di Eurotech, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, a sostegno del business.
Già, il business. L’azienda, che è una small cap e quindi deve essere maneggiata con cura in Borsa, è attiva in due grandi aree. La prima, quella storica, è costituita dagli embedded pc. Cioè: soluzioni hardware, con sistema operativo integrato, per singole funzioni. La seconda invece è, nelle sue diverse forme, l’edge computing: dal micro pc che permette di comunicare tra i dispositivi presenti sul territorio e le piattaforme dati nel cloud al nano computer con intelligenza artificiale fino ai mini data center dislocati sul campo.
Innovazione hi tech
Ebbene: un focus del gruppo, per l’appunto, riguarda l’R&D. Eurotech, in media l’anno, investe in innovazione il 12-13% dei ricavi. L’impegno è confermato nel 2023. Di questo esborso circa il 30% riguarda prodotti co-sviluppati con la clientela. Il rimanente, invece, è riconducibile alle tecnologie di frontiera. Un esempio? Le soluzioni di hedge computing, collegate a videocamere, le quali, grazie al supporto dell’intelligenza artificiale (sviluppata da partner tecnologici), rendono intelligenti le stesse telecamere. Queste, posizionate tra le altre cose su autobus o camion, da una parte analizzano le condizioni e lo stato di manuntenzione delle strade oppure di un cantiere; e, dall’altro, permetto di effettuare la gestione (eventualmente in un’ottica anche predittiva) dell’asset inquadrato. Non solo. Tra le altre frontiere esistono gli stessi nano data center. Per comprendere di cosa si tratti, è utile rammentare che la rivoluzione digitale ha indotto le imprese ad esternalizzare molte funzioni nella nuvola informatica (cloud). Ciò detto l’informatizzazione dei processi, soprattutto con l’IoT (dove Eurotech è molto attiva), richiede la presenza di nano calcolatori non al centro della nuvola, bensì vicino alla fonte dell’informazione elaborata dal computer stesso (ad esempio il sensore di un elettrodotto). Questi micro pc sono gli edge computer, che da tempo Eurotech realizza. Ebbene: l’ulteriore passaggio, finalizzato all’uso stesso dell’Artificial intelligence, è la loro evoluzione in nano data center. Cioè: micro centri di elaborazione dati, anch’essi installati nella periferia della nuvola informatica. Insomma: l’innovazione e la ricerca, appare chiaro, sono centrali per il business.
La storia dei conti
Sennonché: altro elemento essenziale nell’evoluzione dell’attività è la spinta sulla sempre maggiore standardizzazione dei prodotti. L’obiettivo è arrivare a sfruttare a pieno le economie di scala e di scopo tipiche dell’Information technology. Una condizione che, tra le altre cose, dovrebbe contribuire al rilancio della redditività netta del gruppo. Negli ultimi esercizi Eurotech, soprattutto a causa della pandemia e dei colli di bottiglia nelle supply chain, ha affrontato delle difficoltà. Nel 2019, prima dello scoppio del Covid, i ricavi erano valsi 102 milioni con profitti netti a 19,2 milioni. Successivamente, nel 2020, i conti hanno frenato: il fatturato è calato a 69,3 milioni e la bottom line è risultata di 0,13 milioni. Il 2021, poi, è stato contraddistinto da ricavi per 63,1 milioni e una perdita netta di 10,4 milioni. Rimonta, infine, nello scorso anno. Il giro d’affari consolidato è risalito a 94,3 milioni; l’Ebitda è cresciuto a 6,3 milioni mentre il rosso della bottom line è stata contenuto a 1,5 milioni.
Certo: i singoli numeri, senza entrare nell’analisi qualitativa dei medesimi, raccontano parte della storia. E, tuttavia, da una parte è chiaro che (ad oggi) si assiste alla ripresa del business; e, dall’altra, che Eurotech scommette sulla standardizzazione dei prodotti, oltre che sulla focalizzazione rispetto a 4 specifici mercati finali, per sostenere e rilanciare gli stessi margini.



