Lettera al Risparmiatore

L’obiettivo di Eurotech: più prodotti standard per rilanciare i margini

Small cap. Il gruppo punta ad aumentare la produzione di nano computermeno personalizzati. Focus sulla ricerca. Il nodo dell’approvvigionamento

di Vittorio Carlini

5' min read

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Da un lato spingere sulla ricerca e sviluppo. Dall’altro puntare ad una maggiore standardizzazione dei prodotti. Sono tra i focus di Eurotech, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, a sostegno del business.

Già, il business. L’azienda, che è una small cap e quindi deve essere maneggiata con cura in Borsa, è attiva in due grandi aree. La prima, quella storica, è costituita dagli embedded pc. Cioè: soluzioni hardware, con sistema operativo integrato, per singole funzioni. La seconda invece è, nelle sue diverse forme, l’edge computing: dal micro pc che permette di comunicare tra i dispositivi presenti sul territorio e le piattaforme dati nel cloud al nano computer con intelligenza artificiale fino ai mini data center dislocati sul campo.

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BILANCI A CONFRONTO

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Innovazione hi tech

Ebbene: un focus del gruppo, per l’appunto, riguarda l’R&D. Eurotech, in media l’anno, investe in innovazione il 12-13% dei ricavi. L’impegno è confermato nel 2023. Di questo esborso circa il 30% riguarda prodotti co-sviluppati con la clientela. Il rimanente, invece, è riconducibile alle tecnologie di frontiera. Un esempio? Le soluzioni di hedge computing, collegate a videocamere, le quali, grazie al supporto dell’intelligenza artificiale (sviluppata da partner tecnologici), rendono intelligenti le stesse telecamere. Queste, posizionate tra le altre cose su autobus o camion, da una parte analizzano le condizioni e lo stato di manuntenzione delle strade oppure di un cantiere; e, dall’altro, permetto di effettuare la gestione (eventualmente in un’ottica anche predittiva) dell’asset inquadrato. Non solo. Tra le altre frontiere esistono gli stessi nano data center. Per comprendere di cosa si tratti, è utile rammentare che la rivoluzione digitale ha indotto le imprese ad esternalizzare molte funzioni nella nuvola informatica (cloud). Ciò detto l’informatizzazione dei processi, soprattutto con l’IoT (dove Eurotech è molto attiva), richiede la presenza di nano calcolatori non al centro della nuvola, bensì vicino alla fonte dell’informazione elaborata dal computer stesso (ad esempio il sensore di un elettrodotto). Questi micro pc sono gli edge computer, che da tempo Eurotech realizza. Ebbene: l’ulteriore passaggio, finalizzato all’uso stesso dell’Artificial intelligence, è la loro evoluzione in nano data center. Cioè: micro centri di elaborazione dati, anch’essi installati nella periferia della nuvola informatica. Insomma: l’innovazione e la ricerca, appare chiaro, sono centrali per il business.

RICAVI E AREE GEOGRAFICHE

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La storia dei conti

Sennonché: altro elemento essenziale nell’evoluzione dell’attività è la spinta sulla sempre maggiore standardizzazione dei prodotti. L’obiettivo è arrivare a sfruttare a pieno le economie di scala e di scopo tipiche dell’Information technology. Una condizione che, tra le altre cose, dovrebbe contribuire al rilancio della redditività netta del gruppo. Negli ultimi esercizi Eurotech, soprattutto a causa della pandemia e dei colli di bottiglia nelle supply chain, ha affrontato delle difficoltà. Nel 2019, prima dello scoppio del Covid, i ricavi erano valsi 102 milioni con profitti netti a 19,2 milioni. Successivamente, nel 2020, i conti hanno frenato: il fatturato è calato a 69,3 milioni e la bottom line è risultata di 0,13 milioni. Il 2021, poi, è stato contraddistinto da ricavi per 63,1 milioni e una perdita netta di 10,4 milioni. Rimonta, infine, nello scorso anno. Il giro d’affari consolidato è risalito a 94,3 milioni; l’Ebitda è cresciuto a 6,3 milioni mentre il rosso della bottom line è stata contenuto a 1,5 milioni.

Certo: i singoli numeri, senza entrare nell’analisi qualitativa dei medesimi, raccontano parte della storia. E, tuttavia, da una parte è chiaro che (ad oggi) si assiste alla ripresa del business; e, dall’altra, che Eurotech scommette sulla standardizzazione dei prodotti, oltre che sulla focalizzazione rispetto a 4 specifici mercati finali, per sostenere e rilanciare gli stessi margini.

LA DINAMICA DELLA PFN

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La nuova Eurotech

In particolare la società ha avviato diversi interventi di trasformazione del gruppo: dalla maggiore managerialità aziendale (è stato creato, ad esempio, il ruolo di Marketing strategico) alla costruzione di nuovi processi operativi fino all’incremento dell’informatizzazione dell’ impresa. Non solo. L’azienda, sempre con il fine di ottimizzare l’attività, è ricorsa all’esternalizzazione di diverse operatività. Di più. Il gruppo ha deciso di concentrare gli sforzi su precisi settori di sbocco:l’automazione industriale (il più rilevante), il medicale (con le maggiori prospettive di crescita), le reti - gas, luce ed acqua - e il trasporto pesante (ad esempio ferrovie). Ciò detto tra le priorità, per l’appunto, c’è quella d’incrementare la standardizzazione dei prodotti. Alcuni anni fa, circa il 20% di tutte le soluzioni poteva definirsi tale. Attualmente, anche grazie allo shopping della tedesca InoNet (per l’M&A in generale vedere box sotto i grafici), la percentuale è al 35-40%. L’obiettivo? Raggiungere la quota di circa il 70% della produzione standardizzata nel 2025. Il che però, rispetto alle soluzioni hi tech, implica che “solo” il 70-80% sia realmente realizzata con un’architettura comune. La parte rimanente, infatti, è configurata in funzione delle esigenze del cliente. Quel cliente rispetto al quale l’offerta di portafoglio, anche grazie alle strategie indicate sopra, dovrà cambiare. In che modo? Alla fine del 2022 il 77% dei ricavi è generato da Embedded pc e il restante dall’Edge compunting per l’Internet of Thing (in larga parte rafforzato dall’Ai). Ebbene: la volontà è accelerare su quest’ultima tipologia di prodotti (Edge AIoT) e fare in modo che, nel 2025, l’Edge AIoT pesi circa il 70% del giro d’affari. Si tratta di un target ambizioso, ma la multinazionale tascabile afferma di essere in linea con la tabella di marcia. Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore rimarca come sussista una “battaglia silenziosa” rispetto all’assunzione di nuove competenze in un comparto competitivo quale quello di Eurotech. Un contesto il quale, proprio sul fronte della trasformazione aziendale, dà fastidio al gruppo. La società, pure consapevole della situazione, professa fiducia. In primis, viene spiegato, il fenomeno è rilevante in mercati quali quello domestico. L’azienda, però, sottolinea che la sua presenza, e diversificazione, internazionale limita il problema. Inoltre, dice sempre il gruppo, da un lato è stata creata - anche grazie a partnership - la sufficiente massa critica di competenze attorno a specifici e rilevanti progetti; e, dall’altro, la riconoscibilità della società permette comunque di attrarre il giusto e sufficiente know how umano. Al di là di ciò, e rispetto al differente tema dell’approvvigionamento, è tuttavia lecito sollevare un’ulteriore obiezione. Proprio nel settore dell’elettronica sussiste il tema della difficoltà con il procurement. Una situazione che impatta il business di aziende quali Eurotech. L’azienda, riguardo al tema in oggetto, invita ad un’analisi articolata. Il gruppo, rispetto al 2022, ricorda dapprima di avere realizzato un importante sforzo - impegnando circa il 10% degli investimenti in R&D - con riferimento al re-design dei prodotti. Un focus che ha consentito, mantenendo elevata la qualità, la diversificazione dei fornitori. Inoltre, dice sempre Eurotech, è stato aumentato il magazzino per fare fronte alla produzione. Adesso, viene spiegato, la situazione è in miglioramento. Vero! Restano delle criticità su alcuni prodotti realizzati in Giappone. Ma il contesto - conclude l’azienda - nel 2023 va normalizzandosi. Ciononostante, il risparmiatore rimarca che il time-to-market dell’azienda è, in media, intorno a 18 mesi. Un valore temporale troppo lungo per un’azienda hi tech. Il gruppo però, proprio rispetto a questo fronte, sottolinea di essere focalizzato sulla riduzione dell’indicatore. In tal senso, tra le altre cose, la società punta ad incrementare il business in soluzioni che richiedono un time-to-market inferiore. Un esempio? Gli Edge AI Server utilizzati nella validazione della guida autonoma. A fronte di ciò, il gruppo stima che il tempo medio di consegna al mercato diminuirà. In un simile contesto, quali allora le prospettive sull’intero 2023? Il gruppo prevede una prima metà dell’anno positiva. Rispetto, invece, al secondo semestre dell’esercizio in corso, Eurotech spiega che il clienti, da una parte, stanno riducendo l’elevato magazzino creato in precedenza (il che limita il tempo che intercorre tra la scelta e l’invio dell’ordine); e che, dall’altra, hanno maggiore prudenza negli investimenti in funzione dello scenario congiunturale molto volatile. Nel complesso, sull’intero anno, il gruppo prevede di crescere il linea con il mercato.

IL TREND DEL CIRCOLANTE

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