L’obiettivo di Seco: duplicare entro il 2025 la capacità produttiva
Focus. Il gruppo punta sull'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nei micro computer. La nuova strategia nell'M&A e il rischio della frenata economica
di Vittorio Carlini
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Da una parte incrementare la capacità produttiva. Dall’altra, dal 2024 (salvo eccezioni ad oggi non previste), sfruttare nuovamente la leva della crescita per linee esterne. Il tutto proseguendo l’impegno sull’innovazione tecnologica, soprattutto nell’Artificial intelligence (Ai). Sono tra le priorità di Seco a sostegno dell’attività.
La base produttiva
Già, l’attività. Una priorità, per l’appunto, è l’allargamento della base produttiva. Il gruppo, in primis, ha realizzato la nuova sede in Cina a Hangzhou. Poi: da un lato, a settembre, verrà inaugurata un’altra linea produttiva ad Amburgo (Germania); dall’altro, nel 2024 ci sarà, sempre in Germania, il rafforzamento della struttura di Wuppertal. Infine, per il 2025, è previsto l’incremento dell’impianto in quel di Arezzo. L’impegno è rilevante. In generale gli investimenti capitalizzati (sia su asset tangibili che intangibili), in cui vengono compresi gli esborsi per le operazioni sulla capacità produttiva, sono stimati, nel 2023, a circa 20 milioni. Successivamente, nei due esercizi a seguire, i Capex dovrebbero rispettivamente rimanere sempre intorno a 20 milioni. L’obiettivo complessivo? Quello, entro il 2025, di raddoppiare la capacità produttiva del gruppo.
Le linee esterne
Ma non è solo questione di impianti produttivi. Altra linea strategica che rimane sul tavolo è quella dell’M&A. Nel 2022, al di là dell’acquisizione del ramo d’azienda all’interno dell’operazione con Camozzi digital, Seco non ha realizzato alcuno shopping. Una situazione che, finora, è confermata nello stesso 2023. Il programma, però, è quello di riavviare il motore dell’M&A. Presumibilmente, salvo mosse in anticipo ad oggi non previste, nel 2024. La società ha approvato nell’Aprile scorso una ricapitalizzazione per complessivi 65 milioni (la prima trance da 56,3 milioni è già stata completata). Si tratta di un “capital increase” il quale, da una parte, serve a ridurre la stessa leva debitoria; e, dall’altra, fornisce finanze anche, e soprattutto, per le acquisizioni. Operazioni straordinarie che dovrebbero concretizzarsi, per l’appunto, a partire dall’anno prossimo. Il focus, su questo fronte, riguarda in particolare gli Stati Uniti. In quel Paese Seco valuterebbe realtà, già profittevoli, per acquisire quote di mercato nell’ambito dell’edge computing.
Innovazione e ricerca
Fin qui alcune considerazioni sul possibile futuro M&A e sulla base produttiva. Rimane, tuttavia, per la società rilevante la stessa ricerca e sviluppo. Seco, in media l’anno, investe nell’R&D l’8-10% del fatturato. Si tratta di uno sforzo importante il quale, al fine di essere meglio compreso, richiede di rammentare l’oggetto sociale del gruppo. L’azienda, in linea di massima, divide il business in due aree. Il Software as a service (Saas) e l’Edge computing. Quest’ultimo settore, il più rilevante come giro d’affari, è appannaggio essenzialmente della realizzazione di computer miniaturizzati (edge computer). Cioè: micro calcolatori,più comunemente, inseriti in soluzioni complesse, spesso con interfaccia uomo-macchina, che fanno parte del prodotto del cliente stesso (dai tapis roulant fino ai distributori automatici di cibi); oppure nano pc usati da soli (con elevato livello di standardizzazione). Al secondo settore, invece, (essenzialmente la piattaforma Clea) si riconducono soluzioni software che, anche grazie all’Ai, sono capaci, da un lato, di raccogliere dati e interpretarli in locale; e, dall’altro, permettono la gestione dei medesimi al cliente. Ebbene, in un simile contesto, lo sforzo nell’R&D, riguardo ad esempio l’edge computing, è rivolto, in collaborazione con i partner tecnologici, alla realizzazione di soluzioni tecnologiche sempre più miniaturizzate, con maggiore risparmio energetico e incremento della potenza computazionale. Oltre a ciò, ovviamente, altro fronte è quello dell’Intelligenza artificiale. Qui l’impegno, non solo dell’innovazione, si articola, a ben vedere, su tre livelli: lo stesso edge computing, il mondo di Clea e i servizi per l’Ai. Rispetto al primo livello può ricordarsi la partnership con Axelera. Un accordo che permette di sviluppare chip, per il “processing” dell’Ai, che saranno inseriti nei micro computer di Seco. Riguardo, invece, al mondo di Clea sono stati previsti, tra le altre cose, dei “contenitori” dedicati proprio alle soluzioni di Artificial intelligence. Infine: con riferimento ai servizi può ricordarsi il nuovo prodotto, che a breve sarà lanciato sul mercato, chiamato Studio X. Questo, grazie all’Intelligenza artificiale, consente all’utente di una macchina complessa, comprendendone tutte le funzionali e problematicità (cosiddetto trouble shooting), di aumentarne l’efficienza e la produttività.
Nuove regole e Ai
Insomma, tutto facile come bere un bicchiere d’acqua? La realtà è più complicata. Il risparmiatore rimarca che le recenti normative, soprattutto nel Vecchio continente, hanno previsto una limitazione all’uso dei dati digitali, sia a tutela della privacy che della sicurezza. Si tratta di una condizione che rischia di contenere l’uso degli stessi dati da parte di chi sfrutta le soluzioni di Seco. Il che può impattarne il business. La società rigetta il timore. Il gruppo ricorda che i limiti indicati sono riferiti in particolare al mondo del consumatore finale. Vale a dire il cosiddetto: B2C. Seco però, è l’indicazione, è attivo principalmente nell’ambito del B2B. Di conseguenza, l’azienda non vede particolari problemi sul tema in oggetto. Al di là di ciò, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che proprio rispetto all’Ai, su cui l’azienda punta molto, sono in via di definizione norme che possono contenerne lo sviluppo. Vero, dice Seco la quale, però, sottolinea: in primis la visione, attualmente, più restrittiva pare concretizzarsi in Italia. In altri Paesi, al contrario, l’approccio è meno negativo. Non solo. Si tratta, dice sempre Seco, di nuova tecnologia e di un settore agli albori. Il suo utilizzo, a fronte delle enormi potenzialità, è finora estremamente limitato. Quindi, conclude il gruppo, al di là di eventuali nuovi norme, lo spazio per crescere è molto vasto.



