L’operazione che ha ucciso il capo di Hezbollah e gli scenari che si aprono in Medio Oriente
Nasrallah morto sotto le bombe israeliane su Beirut. Imprecisato, ma molto alto, il numero di vittime. L’Iran: «Sangue che non resterà impunito». E Netanyahu prepara l’offensiva di terra
dal nostro inviato Roberto Bongiorni
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I punti chiave
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Hassan Nasrallah è morto. La conferma è arrivata ieri mattina. Con uno stringato comunicato le forze di Difesa israeliane (Idf) hanno annunciato la morte del leader di Hezbollah, il movimento sciita libanese alleato dell’Iran, avvenuta la sera di venerdì in quello che sarà ricordata come uno dei più grandi bombardamenti nella storia del Medio Oriente.
L’operazione militare
Dieci F15 dello squadrone 69 delle forze aeree israeliane (Iaf), hanno scaricato decine di bombe di profondità anti-bunker (si parla di 80 tonnellate di esplosivo), radendo al suolo nell’arco di pochi minuti sei palazzi nel cuore di Dahiye, la roccaforte di Hezbollah, e penetrando nei bunker sotterranei dove era in corso una riunione dei vertici militari di Hezbollah presenziata dal suo leader, Nasrallah. Poche ore dopo anche il Partito di Dio (il significato della parola araba Hezbollah) ha confermato la morte di Nasrallah, 64 anni, da 32 a capo della milizia più potente sostenuta dall’Iran. Insieme a lui è stato ucciso anche Abbas Nilfrusha, il vicecomandante delle operazioni dei Guardiani della Rivoluzione iraniana.
Si conoscono quasi tutti i nomi dei comandanti di Hezbollah uccisi, non si conosce ancora il numero delle vittime civili provocate dai bombardamenti. Ma il bilancio è sicuramente gravissimo. Fonti israeliane stimano in circa 300 le persone morte sotto le macerie, di queste oltre la metà potrebbero essere civili. Negli ultimi 10 giorni di bombardamenti, le vittime libanesi (inclusi i miliziani) sarebbero state più di 700.
La posizione degli Stati Uniti
«Gli Stati Uniti sostengono pienamente il diritto di Israele di difendersi contro Hezbollah, Hamas, gli Houthi e qualsiasi altro gruppo terroristico supportato dall’Iran» ma «alla fine, il nostro obiettivo è la de-escalation dei conflitti in corso sia a Gaza che in Libano attraverso la diplomazia», ha detto il presidente americano Joe Biden , definendo la morte di Nasrallah «una forma di giustizia» per le molte vittime che ha causato. «Nasrallah e il gruppo terroristico che ha guidato, Hezbollah, sono stati responsabili della morte di centinaia di americani in oltre quattro decenni di terrore».

