La battaglia di Pavia (1525): un punto di svolta nella storia europea
La battaglia di Pavia del 1525 ha segnato un momento rivoluzionario nella storia europea, con l'introduzione dell'arma da fuoco e la fine dell'era dell'arma bianca
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“What is past is prologue” (Shakespeare, The Tempest, II). La battaglia di Pavia è stata combattuta nel 1525 e quest’anno, da allora, sono passati 500 anni e tuttavia nella tempesta del tempo presente parlare di quella battaglia è ancora attuale.
E’ stata quella di Pavia, una battaglia rivoluzionaria e rivoluzionaria per due ordini di ragioni.
Per cominciare, rivoluzionaria perché è stata la prima grande battaglia “europea”. Europea per la composizione degli eserciti, un mosaico di nazionalità. Ancora, europea per lo sviluppo delle operazioni: dalla Francia giù in Lombardia, per bloccare il traffico che il Regno di Spagna faceva partendo da Barcellona per arrivare a Genova e da qui per risalire, via Coira, fino alle Fiandre, l’altra parte del dominio spagnolo.
E poi ancora rivoluzionaria perché l’arma da fuoco, l’archibugio applicato per la prima volta in campagna, batteva l’arma bianca. Ed è stato così che il popolo ha battuto la nobiltà!
“Se non fosse morto, sarebbe ancora in vita”, così nel 1525 fu lapalissianamente detto per Jacques de La Palisse, il nobile cavaliere francese caduto nella battaglia di Pavia, abbattuto dal colpo di un archibugio sparato da un oscuro fante spagnolo.


