La Bce divulga documenti confidenziali per disinnescare la mina della sentenza della Corte tedesca
La Bce fornirà al governo e al parlamento tedeschi, in via confidenziale, documenti riservati usati nelle riunioni del Consiglio direttivo per confermare la proporzionalità e l’analisi costi-benefici delle sue decisioni di politica monetaria che sono state messe in dubbio dalla Corte costituzionale tedesca
di Isabella Bufacchi
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La Bce ha deciso di mettere a disposizione delle autorità tedesche alcuni documenti e rapporti riservati, utilizzati nelle riunioni del Consiglio direttivo in vista delle decisioni di politica monetaria, al fine di disinnescare la mina della sentenza della Corte costituzionale tedesca riguardante il programma di acquisti di titoli di Stato Pspp avviato con il QE del marzo 2015 e ora in corso con un secondo Qe .
La Bce detiene al momento 2.218 miliardi di titoli di Stato europei tramite il Pspp.
I giudici di Karlsruhe, in un parere divulgato lo scorso 5 maggio, hanno dato al governo di Angela Merkel e al parlamento tedesco tre mesi di tempo per chiarire e confermare che la Bce effettua un’analisi approfondita sui costi e sui benefici delle decisioni di politica monetaria, sugli impatti economici e fiscali nel rispetto della proporzionalità degli effetti delle misure prese.
Le autorità tedesche sono tenute a fare questo tipo di valutazione, secondo la Corte tedesca, per garantire il rispetto della Costituzione tedesca anche da parte di istituzioni europee. Per questo Karlsruhe si è spinta a tanto.
La decisione della Bce di mettere a disposizione delle autorità tedesche una documentazione altrimenti riservata (che stando a fonti bene informate è molto voluminosa come preparazione alle riunioni del Consiglio) va nella scia di quanto già fatto dalla Banca centrale europea in occasione di simile verifiche sul programma di acquisti Pspp effettuate dalla Corte di giustizia europea: i giudici europei hanno avuto accesso a documenti riservati.

